I gufi di Marino

In un dibattito alla Festa de l’Unità di Reggio Emilia, un mese fa, ho sentito il sindaco Luca Vecchi – che diremmo bersaniano, ed eletto in terre bersaniane – spiegare agli elettori e militanti del Partito Democratico una cosa che riassumo così: «lo so, lo vedo, che molti di voi non apprezzano e anzi contestano alcune cose che sta facendo Matteo Renzi, ma è il segretario del nostro partito e lo abbiamo eletto democraticamente, e adesso che il segretario del nostro partito è diventato Presidente del Consiglio lo sosteniamo e speriamo che riesca, perché è la cosa giusta e migliore da fare».

Matteo Renzi sta beneficiando da mesi del consenso di tantissime persone – che si è andato a prendere con grande capacità – ma anche dell’aiuto di una parte del suo partito che non ha cercato spazi di una visibilità perduta aderendo all’antirenzismo militante, ma ha lealmente deciso di essere coerente e conseguente con i risultati delle primarie e con un progetto comune (come è stato coerente e conseguente Pippo Civati, quando quel progetto comune ha smesso di vederlo): che non significa smettere di criticare le cose che Renzi fa o di cercare di migliorarle – come alcuni stracciatori di vesti sostengono per dirsi vittime di censure o regimi interni – ma smettere di cercare di farle fallire. E Renzi, ripeto, deve essere grato al sindaco di Reggio Emilia e a quelli come lui, che non si sono fatti travolgere nel giudizio dagli atteggiamenti di Renzi che generano tanta antipatia in altri.

Sono passati due paragrafi, e veniamo a oggi, e a Roma. Ignazio Marino ha accumulato molti atteggiamenti e cose dette che hanno generato antipatie, imbarazzi, braccia cadute, dubbi, in molte persone (mi metto tra questi senz’altro). Però è il sindaco di Roma, candidato dal PD dopo essere stato eletto con grande maggioranza dalle primarie del PD. Nella gestione di Roma – che è un impegno probabilmente non affrontabile con successo da nessuno – è stato finora criticabile come molti altri sindaci di Roma, ma non certo al punto di ordinarne le dimissioni. Molti pensano – forse con ragione – che non sia all’altezza della gravità dei problemi straordinari di Roma, soprattutto quelli di corruzione radicata di cui si parla da diversi mesi: anche se diversi nuovi interventi lo stanno aiutando.
Però il PD del sindaco di Reggio Emilia non si metterebbe mai con i nemici del sindaco di Roma, né lavorerebbe al suo fallimento: se il PD di Renzi – come è legittimo – vuole qualcuno più capace e affidabile per gestire Roma, dovrebbe aspettare le prossime elezioni e non tradire – col concorso di eccitati giornali assetati di cadaveri per le strade – se stesso e i modi che ha deciso per scegliere i propri sindaci. Il Pd può abolire le primarie, se vuole, non ci sarebbe niente di male: le primarie sono una pezza.
Però dalla prossima volta, e a fine mandato di Marino. Non aderendo a colpi di mano insieme ai suoi stessi nemici.

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9 commenti su “I gufi di Marino

  1. tanogasparazzo

    Il sindaco di Reggio Emilia è un galantuomo difende la bottega aderisce fino in fondo alla disciplina di partito. Invece il suo segretario anche PresdelCons. non è stato galantuomo. Anzi tantissimi sindaci front line di comuni molto disastrati, sono dimenticati, lasciati in balia delle problematiche cittadine, che non riescono a far fronte alle crescenti aumenti della disoccupazione povertà ecc.ecc. in realtà il patinato PresdelCons. sempre presente sulle scene vip politiche economiche finanziarie globalizzate, è uno dei principale rappresentante globale ” Del’IN.Cool.8″ Il principale autore della obsolescenza di Marino, la prova sostituzione dei assessori inquisiti con i commissari che in 70 giorni di permanenza silenti come una bomba hanno colto l’occasione per dimettersi, per poi denunciare, in trasmissioni televisive che la macchina organizzativa del Campidoglio era irrimediabilmente compromessa, inquinata, come tutte le sue partecipate, dai trasporti alla raccolta della spazzatura, per aggiungere, corpo dei vigili urbani, metropolitane. Raggiungere questo stato di degrado non è colpa solo di Marino. La famosa bottega in quella città di Roma c’era un comitato mafioso affaristico, ed non del tutto debellato.

  2. reta

    marino non è stato dimissionato per le sue innegabili colpe, ma per le sue poche qualità

  3. andreo73

    È il primo articolo che leggo che dica una cosa sensata su marino. E con questo voglio dire che anche fino a questo articolo si è accodailpostaccodatosto dell’informazione sul caso marino, evitando con cura il minimo giudizio positivo e lasciandolo da solo a combattere una guerra devastante. Non so come sia possibile che è ancora vivo, ma di sicuro articoli come questo scritti mesi fa lo avrebbero fatto campare meglio.

  4. andreo73

    È il primo articolo che leggo che dica una cosa sensata su marino. E con questo voglio dire che anche ilpost fino a questo articolo si è accodato al resto dell’informazione sul caso marino, evitando con cura il minimo giudizio positivo e lasciandolo da solo a combattere una guerra devastante. Non so come sia possibile che è ancora vivo, ma di sicuro articoli come questo scritti mesi fa lo avrebbero fatto campare meglio.

  5. Stefano Bakara

    Non sono d’accordo. Marino stava accumulando da molti mesi una serie impressionante di gaffes, incidenti, e scelte sbagliate. E stava danneggiando il suo partito che si ostinava a difenderlo, pur di controvoglia, ogni volta che Marino ne combinava una e veniva incalzato dalle opposizioni che ne chiedevano la testa. La vicenda degli scontrini è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. E il problema non erano certo un pugno di cene da 100 euro indebitamente messe in conto al comune. Se si andassero a spulciare le note spese e i rimborsi di tutti gli amministratori locali salterebbe fuori di tutto e di più. Il problema sono le balle di Marino che sosteneva di aver cenato con Tizio e Caio ed è stato ripetutamente smentito. A tutto c’è un limite.

  6. nunzio

    luca, mi meraviglia molto che uno studioso dei meccanismi mediatici come te non abbia detto una parola su questa campagna di linciaggio contro Marino. Ovviamente te ne sei accorto, il giornali assetati di cadaveri per le strade ne testimonia, ma non ci hai scritto su una riga. Invece mi piacerebbe molto sapere che idea te ne sei fatto. Magris sul corriere l’ha definita una vigliaccata repellente, tu che dici? bello il libro tuo, a proposito

  7. Qfwfq71

    Ho letto un articolo di Scalfarotto che sostanzialmente diceva “Marino faceva cose giuste ma non sapeva comunicarle, e la comunicazione è parte intergrante della politica, per cui in fin dei conti meritava di essere messo da parte”.
    Le stesse ragioni per cui adesso mi immagino che anche il PD sarà spazzato via dalle prossime elezioni.

  8. Lazarus

    Se Renzi avesse aspettato dell’altro le conseguenze sarebbero state peggiori per Roma e per il PD, quindi ha fatto più che bene a imporre le dimissioni dato che il marziano non si rendeva conto della situazione e delle conseguenze delle sue azioni (altra sua peculiarità; non rendersi conto). Linciaggi non ce ne sono stati, le campagne di stampa negative sono da mettere in conto quando prima si fanno le marachelle e poi si raccontano bugie per non assumersi le proprie responsabilità.a (dare la colpa ai sottosposti non è stato un bel gesto).

  9. pifo

    “Pero’ e’ il sindaco di Roma”

    Quando diviene legittimo per un consiglio e per il partito che lo ha espresso, sfiduciare il sindaco legittimamente eletto?
    Incapace di gestire i rapporti con il governo, incapace di gestirli con la propria giunta, incapace di gestirli con il proprio partito e la propria maggioranza (non parliamo della opposizione!), incapace di gestire quelli con gran parte della cittadinanza, incapace di gestire quelli con il personale amministrativo e quello delle aziende municipalizzate, Marino credeva ingenuamente che bastasse alzare ogni volta il livello della retorica e il vessillo della moralita’, chiamare alla crociata le diverse componenti, una contro l’altra, per vincere tutte le battaglie che a Roma bisogna assolutamente vincere.
    Dobbiamo tenerci un sindaco palesemente incapace solo perche’ sindaco?
    Facile parlare da Milano, dove, come dice Folli, una parvenza di classe dirigente comunale minimamente capace le elezioni hanno saputo esprimerla!
    Campagna di stampa? Quale campagna di stampa ci sarebbe dietro i contrasti e le dimissioni dell’assessore ai trasporti Guido Improta (renziano) con Stefano Esposito (renziano) ? Quello che Esposito ha trovato e raccontato in questi due mesi ai Trasporti … fanno parte della stessa campagna?
    Quoto in pieno Lazarus: una volta tanto dobbiamo ringraziare davvero Renzi perche’ … non ha avuto piu’ pazienza.

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