Assai discutibile

Stefano Rodotà, su Repubblica oggi, a proposito del polverone sul preteso ostacolo alle unioni civili rappresentato dalla sentenza del 2010 della Corte Costituzionale.

Il legislatore sta oscillando tra concessioni improprie e irrigidimenti ingiustificati. Una assai discutibile e discussa sentenza del 2010 della Corte costituzionale viene eretta a baluardo inespugnabile, che non consentirebbe neppure di adempiere a quel dovere positivo di riconoscimento pieno dei diritti delle coppie tra persone dello stesso sesso imposto all’Italia da una sentenza di condanna del 2015 della Corte europea dei diritti dell’uomo. Per sfuggire a questa responsabilità, più si va avanti più si delinea una situazione in cui il legislatore sta costruendo una sua gradita impotenza. Non posso intervenire perché avrei bisogno di una legge costituzionale. Non posso intervenire perché devo ancora considerare il codice civile come un riferimento ineludibile. Non posso muovermi nel nuovo contesto costruito dai principi e dalle regole europee. Non posso intervenire perché l’opportunità politica variamente mascherata me lo preclude. Nessuno di questi argomenti regge. Nel 2013 la Corte di Cassazione ha detto esplicitamente che le scelte in questa materia sono affidate al legislatore ordinario. Ricostruire il principio di riferimento nel fatto che il codice civile parla ancora di diversità di sesso nel matrimonio è un errore di grammatica giuridica perché si dimentica che la Costituzione si pone in una posizione gerarchicamente superiore al codice civile e bisogna interpretare la Costituzione partendo dal principio di eguaglianza.

Ancora e sempre l’eguaglianza, che la Corte costituzionale non ha adeguatamente considerato in quella sentenza del 2010, la cui interpretazione dovrebbe essere seriamente riconsiderata a partire dal nuovo contesto istituzionale europeo. Perché no? Ricordiamo che, con una violazione clamorosa del principio di eguaglianza, nel 1961 la Corte costituzionale dichiarò legittima la discriminazione tra moglie e marito in materia di adulterio. La Corte sui ravvide nel 1968, mostrando che l’eguaglianza e la vita non possono essere consegnate alla fissità di una decisione.

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2 commenti su “Assai discutibile

  1. Qfwfq71

    Il metodo ormai conclamato dei difensori della famiglia è quello di costruire ad arte Straw Men Argument.
    Se le istanze cattoliche non fossero così sproporzionatamente rappresentate in parlamento oggi non ne staremmo nemmeno a parlare e gli italiani sarebbero felici e contenti lo stesso.

  2. livio w.

    Vedi che se vuoi riesci a vedere le cose in modo non fazioso.
    E’ bene farsene una ragione:Repubblica è il miglior giornale italiano(non il più libero ma questa è un’altra cosa) pure se tuo padre non ci scrive più.

Commenti chiusi