Quando ero giovane uscì a un certo punto un film che si chiamava “Sul lago dorato”, ed ebbe qualche attenzione perché c’erano Henry Fonda e Katharine Hepburn assai anziani e facevano simpatia, e uscirono quelle pagine di costume sui giornali sulla terza età eccetera.
Ecco, il film di Robert Redford che ho visto al cinema oggi è un po’ la versione film d’azione di “Sul lago dorato”, con alcuni miti del cinema vecchissimi e malandati che fanno simpatia. Per il resto, è assai debole: che vuol dire che comunque te lo vedi perché è un film americano con l’intrigo e l’azione, ma è tutto da sei e mezzo in pagella. Anche se i dialoghi non sai quanto fossero scarsi già all’origine e quanto siano stati peggiorati da una traduzione maldestra come di consueto. Metteteci che Robert Redford ha pure un altro doppiatore.
Alla fine, quello di buono che resta è la frase “Essere innocenti non basta”, e l’invenzione che il protagonista onesto e “innocente” della storia – il giovane reporter – sia un po’ meschino e mediocre. Ma la linea del film è anche che gli scoop si fanno facendo il cascamorto con le ragazze che abboccano e ti passano le notizie: abbiamo visto di meglio, sul giornalismo.
3 commenti su “Manco mi ricordo il titolo, In compagnia di qualcosa”
Commenti chiusi
Buono il contenuto, pessima la forma.
Capisco la recensione, epperò appena ho letto la trama ho pensato che questo è, per forza, “Il ritorno di Martin Bishop”. Dunque dovrò andarlo a vedere comunque, e immaginerò che tra i suoi ricordi Grant tenga una vecchia segreteria telefonica anni ’80 con un curioso chip all’interno…
Chi non ha capito, può leggere http://www.imdb.com/title/tt0105435/
Da quando è morto Cesare Barbetti (suo storico doppiatore) neanche io riesco a trovare credibile Robert Redford. Stessa cosa mi accade con Dustin Hoffmann da quando è morto Ferruccio Amendola, ma la verità è che i due fanno film molto peggiori da un po’ (soprattutto Redford).