Togli di qua, aggiungi di là

Nelle scorse settimane, diffidente dei sondaggi, chiedevo ulteriori lumi a Christian Rocca, che oltre ad altri pregi (e difetti), ha quello di essere uno dei più attenti e seri inviati italiani negli Stati Uniti (uno dei due, diciamo). E ogni giorno da mesi mi diceva “vince Obama”. Conosco il puntiglio e la voglia di aver ragione di Christian: non si prende dei rischi, le poche volte che lo fa è per polemiche che lo appassionano. Ma non per sostenere una causa che non lo coinvolge neanche più di tanto, se non per ragioni anagrafiche e di attenzione alla modernità.
Quindi mi rassicuravo: Christian scrive che Obama stravince, che la sua campagna è imbattibile, che non ne sbaglia una, ergo Obama vince, mi dicevo. Come sanno i suoi lettori, Christian è uno dei pochi che – nell’agitazione degli ultimi giorni – non ha mai dubitato.
Bene, ora vedo che il presunto giornalista (Fede sbaglia apposta i nomi, lui inventa soprannomi: sono scuole) ha messo su al suo solito modo un collage di artefazioni autocompiaciute (“son furbissimo” è il suo motto) per sostenere che Christian e il Foglio avrebbero dato Obama per sconfitto e spacciato (io me lo immagino con tutte ‘ste copie da firmare e ghigni da provare allo specchio, che il lavoro glielo farà qualche povero ragazzo, e poi fanno casino).
Christian si difende da sé, e manco ce n’era bisogno. Ma è sempre interessante segnalare il metodo all’opera.

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