Dal Tempo di oggi.
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Non ho capito: l’articolo del Tempo è a favore o contro Berlusconi? O sostiene semplicemente che è il massimo a cui possiamo aspirare perchè è quello che ci meritiamo?
La noia è per un povero Paese così debole da esprimersi sempre con grande ambiguià e su questa galleggiare.
Il dittatorello Libico è l’istrione solito, ama il clamore che rafforza il suo ego, non diverso dal nostro, dittatorello nazionale, non per nulla suo amico e estimatore.
Detto questo è altrettanto vero che gli affari si fanno con le banconote che notoriamente non puzzano, conseguenza: grandi indignazioni mediatiche, scandalo per la sfilata di professioniste dell’immagine, utilizzate, ormai, anche al convegno dei pescatori di anguille, e, senza farlo tanto vedere grandi strette di mano tra i “notabili turbantati” e gli “imprenditori” nostrani indifferenti ai cavalli berberi o ai lagher nel deserto anche da loro finanziati, ma molto pronti con la penna sguainata per i contratti di fornitura, tutto già ampiamente visto con Cina, Iran, Iraq prima e tutti quei Paesi che brillano per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo.
Concordo col Tempo sul fatto che il nostro premier rappresenti l’essenza dell’italianità in materia di autocritica.