Un po’ alla volta

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4 commenti su “Un po’ alla volta

  1. nicolacolella

    Finalmente! non ho mai colto la ragione per cui in rete sarebbe ammissibile quel che fuori non lo è; se mi presento con una maschera davanti ad un gruppo di amici o sconosciuti per esprimere la mia opinione, come sarei trattato? e che valore avrebbero le mie parole?

  2. pla8

    posso creare fittizie identità su facebook con fittizzi amici, reti sociali irreali. non cambia molto. avrete troll specializzati, al posto di troll del sabato sera

  3. geronimo

    Presentare il problema come solo una questione di anonimato è troppo semplice, però. Firmare con il proprio nome implica che chiunque (vicini di casa, parenti, datore di lavoro, etc.) può leggere qualunque cosa tu abbia scritto (grazie ai vari motori di ricerca) in qualsiasi momento (sia un commento scritto 20 anni fa, sia un post della settimana scorsa). Ci sono almeno tre dimensioni in cui l’utente perde completamente il controllo. Secondo me, solo quando uno riuscirà a riprendersi il controllo di queste dimensioni, non ci sarà più bisogno di identità fittizie. (E no: Facebook non è la soluzione.)

  4. dalecooper

    A chi sostiene la tesi del non-anonimato sfuggono alcune cose.
    Oltre alla gia’ citata possibilita’ di creare identita’ fasulle. Penso alla sostanziale non coincidenza dell’identita’ della pesona e dell’avatar; riguardo alle opinioni c’e’ da considerare l’impossibilita’ di controllarne la persistenza, la diffusione, il contesto; le mie opinioni deventano di proprieta’ del giornale o del forum su cui scrivo; la cronica non affidabilita’ su internet, ecc.

    Un esempio pratico, anzi, reale. Io, che ho creato l’utente dalecooper, di mestiere faccio il venditore. E lavoro soprattutto con la pubblica amministrazione. Dirigenti di estrazione politica sono i miei interlocutori: non esprimersi politicamente e’ un comportamento strettamente professionale. Sia in un verso, per evitare ritorsioni nei confrointi della propria azienda, sia nell’altro, per evitare equivoci di “vicinanza”.

    Che faccio, non ho diritto di parola su Internet? E come fareste a leggere opinioni illuminanti come questa?

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