Quando si parla dei deejay e delle loro scelte si pensa sempre a bui locali notturni, discoteche illuminate dai flash delle luci, gente che si dimena sulla pista o persino sui tavoli, altri che urlano cose che vorrebbero sentire al deejay mentre quello cerca di lavorare. Ma ci sono mansioni da deejay più sobrie, discrete, diurne ma altrettanto preziose: quelli che mettono la musica in un prima, o in un durante qualcos’altro, mentre si chiacchiera o si aspetta. Musica di sottofondo ma con una parte da protagonista. Di recente sono stato a un matrimonio in cui il deejay ha consegnato al buffet pomeridiano una scelta che ha spesso rubato l’attenzione agli invitati distraendoli dalle conversazioni, gli affettati, e il passeggiare per il giardino. Greg Gillis, che è un deejay e grande campionatore di musica altrui – qui ne abbiamo scritto un paio di anni fa, si fa chiamare “Girl Talk” – ha appena offerto al sito americano Vulture una sua “playlist da pomeriggio d’estate”. «Quello che tu e i tuoi amici volete sentire mentre vi aggirate in giardino nel pomeriggio». Ci ha messo un po’ di tutto – dagli Aerosmith ai De La Soul – con abbastanza ritmo senza diventare molesto. Quello che resta ancora da risolvere è: in quei pomeriggi lì, se parte un pezzo che ti viene voglia di ballare, come ti comporti?
2 commenti su “Deejay da barbecue”
Commenti chiusi
complimenti a Thomas Bangalter presente due volte nell’elenco, con i Daft Punk e con gli Stardust
Piede perno e non fare infrazione di passi.
Luca, potresti fare una playlist analoga in salsa italiana.
E’ una sfida difficilissima ma tu sei un esperto del settore.
Io ad esempio ultimamente trattengo a stento il piede perno durante “figli degli hamburger” degli Ex Otago. E un po’ con tutto il loro ultimo album, a dire il vero.