Tra color che stan sospesi

Il tema del colpo di Stato in atto è affascinante e ineludibile, se lo si affronta laicamente. Persino i commentatori più moderati riconoscono che c’è una grossa anomalia democratica nei modi in cui si è costituito il governo Monti. Oggi Michele Ainis scrive sul Corriere della Sera di come poi nei fatti Napolitano si sia mosso assolutamente dentro le sue “prerogative”, mentre c’è di certo qualcosa di inaccettabile in quello che è diventato e che diventerà in quest’occasione il ruolo del Parlamento.

Ma un aspetto interessante è anche il favore che la gran parte degli italiani sta riservando al progetto Monti: che si guardino i sondaggi o si parli con le persone, non si ricorda un governo nato con ostilità così confinate e con aspettative così grandi. Con grande indulgenza nei confronti di aspetti oligarchici ed elitisti della sua composizione che – un po’ meno nel mio caso, se avete letto Un grande paese – sono solitamente assai mal tollerati.
Dico che è interessante perché quello a cui stiamo assistendo è il ritorno dell’uomo forte (travestito da uomo mite), e in particolare del desiderio dell’uomo forte. Gli italiani che nelle ore dispari vanno dicendo che non sono i nomi che contano, che contano i progetti, che bisogna stare attenti ad affidarsi a deus ex machina e artefici di miracoli, nelle ore pari sognano esattamente questo e ora vogliono credere di averlo trovato. Il risultato non è certo una dittatura, ma il desiderio che lo appoggia somiglia molto a quelli che in altri tempi hanno consentito le dittature.

Ci sono belle differenze, non me lo fate dire che è inutile. Ma persino l’articolo di un rigoroso giurista come Ainis ne mostra tratti notevoli, dove dice che il parlamento si è meritato la sua messa in castigo e che questa non potrà che fargli bene – “fare di quest’aula sorda e grigia…” – e anche che è una condizione solo temporanea, espressione tipica e insincera di ogni avvio di esautorazione dei parlamenti e sospensione delle democrazie.

E ieri Giuseppe De Rita, in un’ottima analisi di come stiamo messi e come siamo arrivati fin qui, ci teneva a sancire controcorrente il suo scarso apprezzamento per questo governo ma ammetteva che il percorso storico non potesse che dare una nuova chance alle élites – in alternativa al populismo – e che queste debbano stare molto attente a non buttarla via. Altrimenti ritorna l’uomo forte quello vero, come quello che è appena passato.

Alla fine, quello vuole la gran parte degli italiani, per quanto se la racconti: persone capaci e toste in grado di gestire le cose al posto suo. Ci troviamo nella paradossale situazione per cui il sistema democratico ne aveva scelte di disastrose e quello antidemocratico di capaci. Ennesima dimostrazione della pluridibattuta crisi della democrazia e della sua fragilità in assenza di una crescita civile e culturale delle persone: che quindi dovrebbe essere il primo obiettivo di élites che vogliano trovare anche una legittimazione democratica. Prima o poi, ci mancherebbe, si torna a votare.

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48 commenti su “Tra color che stan sospesi

  1. mrm

    “Alla fine, quello vuole la gran parte degli italiani, per quanto se la racconti: persone capaci e toste in grado di gestire le cose al posto suo”.
    Mi sembra ovvio: in ogni occasione della nostra vita, facciamo così.
    Se ci serve un medico, un commercialista, un giardiniere, come lo vogliamo?

    La questione sta nel dire a queste persone capaci in che modo vorremmo che le nostre cose venissero gestite: per dirglielo, bisognerebbe che lo avessimo ben chiaro noi per primi.
    Siamo sicuri – nella situazione attuale- che sia così?

    E,per quanto riguarda la “sospensione della democrazia”, per esercitare una scelta -elettorale- che sia veramente democratica, non basta poter votare o no: bisognerebbe essere in condizione di poter scegliere chi eleggere, e non mi riferisco solo alla questione della attuale legge elettorale:
    quello che voglio dire è che , al momento, saremmo costretti a scegliere i candidati alla rappresentatività tra gli esponenti della attuale classe politica, le cui qualità e storia sono sotto gli occhi di ognuno.

  2. Stefano Cobianchi

    Il parlamento se lo merita perche’ ha votato una legge elettorale che lo ha messo in queste condizioni. Come dicono gli inglesi? “Painting yourself into a corner”.
    Capisco che quando la politica e’ dominata da una mandria di scriteriati, un uomo ragionevole come Monti possa apparire come “l’uomo forte”: nel paese dei ciechi l’orbo e’ re, figuriamoci quello che ha 10 decimi.

  3. sombrero

    “grande indulgenza nei confronti di aspetti oligarchici ed elitisti della sua composizione”
    Da chi dovremmo farci governare, da “Joe the Plumber”? Dall’uomo della strada?
    Non mi stancherò mai di ripeterlo: voglio che a governarmi sia uno migliore di me, non una mia caricatura. Chi dovrebbe fare da locomotiva per trascinare l’intera società verso l’alto, Gasparri?
    Ben vengano le élite.

  4. Falk68

    Touché.
    Grazie per l’analisi, che trovo precisa.
    Facile arrendersi alla delega alla persona, e perdere di vista gli obiettivi che, in democrazia, dovrebbero essere condivisi con i più.

  5. riccardo r

    Non sono mica d’accordo. Non c’è sospensione di democrazia, e Monti è frutto di una settimana d’intervento di Napolitano, scelto democraticamente dal parlamento, scelto democraticamente dal popolo Sovrano. Napolitano è intervenuto dopo un voto non di sfiducia ma chiaro, 308 su 316 per il rendiconto annuale, e se Monti non ottiene la fiducia del parlamento, saranno elezioni.
    Non si sta proponendo di prolungare la legislatura di 1 anno oltre i 5, ne di far dimettere rappresentanti eletti (parlamentari) perché non adeguati alla situazione.
    Anche se si parla di seconda repubblica per gli ultimi 20 anni di politica, costituzionalmente siamo ancora alla prima, dove eventi come cambio di governo al volo erano comunissimi.
    Quindi non si può parlare di sospensione di democrazia, semmai di democrazia imperfetta per gli ultimi 60 di Repubblica. Anche se a mio avviso il fatto che l’operazione Monti sia stata possibile e “legale”, dimostra che la nostra costituzione è molto più efficace di quanto si dica.

    E poi, e finisco anche se il discorso è lungo, c’è élite ed élite, cittadino e cittadino, popolo e popolo, e nelle ore dispari e pari può darsi parlino parti diverse

  6. Br1

    Sono d’accordo con quanto scritto nell’articolo, però interpreto gli avvenimenti degli ultimi giorni in chiave positiva. Voglio dire (e mi rifaccio a Popper) il problema non è tanto “chi deve comandare?”, ma “come possiamo organizzare le istituzioni politiche in modo da impedire che i governanti cattivi o incompetenti facciano troppo danno? “.
    In quest’ottica giudico gli avvenimenti degli ultimi giorni non come “un colpo di stato”, ma come espressione di una Democrazia “matura”, che in un momento di grave difficoltà ha saputo agire assolutamente dentro le sue prerogative. Si vive “in democrazia quando esistono delle istituzioni che permettono di rovesciare il governo senza ricorrere alla violenza, cioè senza giungere alla soppressione fisica dei suoi componenti”.
    Se ad un certo punto la maggioranza (leggi Governo Berlusconi eletto dalla maggioranza degli italiani) sta governando arreccando danno all’intera comunità è giusto che ci siano degli strumenti che permattano di “rovesciare” il voto elettorale.
    Poi magari tra due anni siamo tutti a bere olio di ricino.

  7. Massimo

    Considerazioni condivisibili, però mettiamoci d’accordo. Quando si scrisse “Berlusca presidente” sulle schede elettorali tutti a dire che era sbagliato perché la nostra è una democrazia parlamentare, quando il parlamento, su indicazione del Presidente, forma un nuovo governo, tutti a dire che c’è un vulnus alla democrazia sostanziale. Rimane il fatto che, specialmente in questi frangenti, ci vogliono dei leader credibili e, visto che la politica non ne ha disponibili, supplisce l’élites. Se non altro, non saranno cialtroni come quelli del governo appena caduto.

  8. scirocco

    La faccenda è abbastanza ingarbugliata, in effetti. C’è un governo scelto dal capo dello stato, e dall’altro lato un consenso popolare quasi unanime. E c’è un parlamento che si trova in mezzo, praticamente d’impiccio, costretto a dargli la fiducia per assecondare il gradimento del popolo (oltre che per provare ad assicurarsi l’agognato vitalizio).
    A me pare semplicemente l’esito di quel percorso di emancipazione dalla preminenza del parlamento che abbiamo intrapreso vent’anni fa, con l’illusione che bisognasse accorciare la cascata di ingranaggi della democrazia rappresentativa, in modo da avvicinare il più possibile il corpo elettorale al governo, e del quale il Porcellum non rappresenta che l’ultimo passo, quello che ha reso il parlamento un intralcio.
    Un esito paradossale, perché il governo populista che il popolo si era scelto tre anni fa è stato sostituito da un governo elitista, senza passare dal voto e con il popolo che comunque sembra contentissimo lo stesso. E soprattutto perché l’artefice e il garante di questo inedito corto circuito tra consenso e governo è il presidente della repubblica, ovvero la figura elettiva più distante dal corpo elettorale tra gli organi costituzionali che l’organizzazione dello stato prevede.
    Temo che tra poco vedremo i risultati di questa inaudita congiunzione diretta tra consenso e governo: sarà allora che ci renderemo conto che ci vuole un parlamento all’altezza, lì in mezzo, e che sarà bene dotarcene al più presto.

  9. RicPol

    Sapete, l’ultima volta che si è sperato tanto in un “uomo della provvidenza” in grado di salvare il paese dal collasso, è stato… con Berlusconi. Curioso che non si noti l’analogia.
    E quindi, delle due l’una. O si ammette con serenità che il berlusconismo, alla radice, aveva un aspetto giusto e condivisibile (salvare il paese dal disastro in cui la politica lo aveva cacciato, a partire dalle competenze di un “anti-politico”), peccato che poi Berlusconi non ci è riuscito e ha mandato tutto in malora.
    Oppure si sostiene che è proprio l’idea dell’uomo della provvidenza a essere sbagliata in sé, e oggi Monti è solo il prodotto della stessa fallacia che ci ha già regalato quindici anni di berlusconismo, e quindi, per cortesia, se ne tornasse a fare il professore di economia.
    Forse Luca sta più per la seconda ipotesi: interessante, ma mi interesserebbe ancora di più un ragionamento altrettanto lucido dai vertici del pd.

  10. paolo63

    appunti sparsi:
    le elitè intellettuali e tecniche raramente si sono impegnate nei partiti e viceversa.
    io punterei il dito verso un altro elemento: i tecnici e dirigenti che formano gli organigrammi ministeriali. un politico, un ministro, al di là della sua qualità e spessore, ha intorno un corpo statale di eccellenza, capace di costruire uno strumento di selezione delle proposte che arrivano al politico o di indirizzare in qualità le linee di programma che il politico attua e che il popolo ha premiato col voto?
    l’analisi è ottima ma si salta un gradino passando dal popolo agli attori politici o alle elitè culturali.
    io provengo da un mondo dove la carriera statale e più in generale pubblica era riservata a chi non aveva il fegato o la capacità di emergere nel privato. spero di sbagliarmi e naturalmente non si può generalizzare.
    grazie e scusate per l’approssimazione.

  11. Alexx7

    Mi è tornato in mente un post che all’epoca mi rimase molto impresso, parlo di “Di trattori e supermercati” e tratta di elitismo (elitismo, elitismo, elitismo). Personalmente, dopo questa abboffata di populismo era proprio di elitismo che avevo bisogno, e lo dico battendo i tasti con le dita incrociate…

  12. odus

    a)Tra color che stan sospesi
    Color che stan sospesi, per Dante, sono gli ignavi. Chi sarebbe ignavo?

    b)Il tema del colpo di Stato in atto è affascinante
    De gustibus.

    c)Ma un aspetto interessante è anche il favore che la gran parte degli italiani sta riservando al progetto Monti: che si guardino i sondaggi o si parli con le persone, non si ricorda un governo nato con ostilità così confinate
    Questa “ostilità confinata (bella l’idea del confino) della gente” mi ricorda la favola di Esopo “Giove e le rane” le quali volevano un re. Prima Giove fece cadere nello stagno un tronco che per il gran fracasso le spaventò per cui si nascosero tra le canne; ma poi, calmatesi le acque, saltarono sul re travicello e vi ballarono sopra. Le rane allora chiesero a Giove un re migliore e Giove mandò loro una serpe la quale arrivò nello stagno strisciando silenziosa e cominciò a mangiarsi le rane, ad una ad una.

    d)Un rigoroso giurista come Ainis ne mostra tratti notevoli, dove dice che il parlamento si è meritato la sua messa in castigo e che questa non potrà che fargli bene.
    Sarà un rigoroso giurista, ma lo vedo meglio come maestro d’asilo.

    In ogni caso, sul caso Napolitano-Monti, se saranno cavoli amari la gente dall’”ostilità confinata” ne sentirà presto odore e sapore.
    Senza riceverne nessun beneficio, se si sta coi dati di borsa e spread odierni. Non solo per l’Italia.
    Penso che Berlusconi se la rida sotto i baffi.
    Giustamente.

  13. Lazarus

    Che questo governo abbia il favore di gran parte degli italiani è ancora tutta da dimostrare, per ora mi sembra che il favore sia soprattutto della stampa (che al solito si genuflette compatta perchè è il suo mestiere) e dei politici (che già fanno a gara per attribuirsi i favori della fantomatica svolta). Oggi mi pare che si siano avuti nelle piazze e in molte assemble opinioni ben differenti. E poi aspettate i primi provvedimenti (in cui ovviamente a pagare saranno sempre i soliti) e vedrete dove va a finire questo presunto consenso. E credo anch’io che Berlusconi se la stia ridendo.

  14. fausto57

    La nostra italica democrazia è una democrazia parlamentare rappresentativa.
    Una legge elettorale al limite della costituzionalità prevedendo il nome del candidato premier sulla scheda ha operato una storura oramai entrata anche nelle nostre teste per la quale siamo portati a pensare che con le elezioni si elegge PresdelCons e governo.
    Se stiamo vivendo una stortura del nostro sistema democratico credo che si origini da qui.

  15. johndoe

    [quote]non si ricorda un governo nato con ostilità così confinate e con aspettative così grandi[/quote]

    A parte forse il governo Mussolini, a dimostrazione che le soluzioni muscolari, ora ed allora, in fondo ci piacciono e anche a sinistra.

    E sulla stampa vorrei vedere che non si genufletta, al governo ci sono proprietari e consiglieri di amministrazione.

  16. propositionjoe

    Mah, non condivido per niente il paragone governo democratico (quello precedente) e governo antidemocratico (quello attuale). Se non altro per il dato di fatto che questo governo dovrà essere appoggiato dal parlamento e noi siamo pur sempre una repubblica parlamentare. Poi, a dirla tutta, non è che una nazione in cui il voto di mezzo paese (essendo ottimisti) è condizionato pesantemente da organizzazioni criminali e in cui il padrone(non leader) di una coalizione controlla direttamente o indirettamente quasi tutte le televisioni (sempre lì si cade) sia sto grande esempio di democrazia.

  17. kogaratsu

    a)Il tema del colpo di Stato in atto è affascinante e ineludibile
    ma anche no. Polluzioni notturne.

    b) se lo si affronta laicamente.
    in effetti dal punto di vista religioso magari è dura

    c) Persino i commentatori più moderati riconoscono che c’è una grossa anomalia democratica
    se ne facciano una ragione, una buona tisana calda può aiutare

    d) c’è di certo qualcosa di inaccettabile in quello che è diventato e che diventerà in quest’occasione il ruolo del Parlamento.
    perdindirindina, non ce ne eravamo mica accorti!!
    azz, e ora che si fa? chi glielo dice a Napolitano?

    Quanto all’”ottima analisi di De Rita” e al suo “soggettivismo etico” (si vede cha fa figo dirlo, lo infila in tutte le sue interviste) è l’ennesimo testo buono per un numero di cabaret, e di quelli buoni dalle risate assicurate.
    Magari spiegategli che è facile diventare un “uomo forte” con le televisioni al seguito. Questa è la vera “anomalia democratica”, caro Luca, altrochè. Molto male che ce ne stiamo scordando, perchè sta all’origine di quello che stiamo passando da 17 anni in qua.

    Ah, che poi il nano se la rida non mi pare verosimile, anzi.

    @odus: e che cosa c’entrano adesso gli ignavi “con tra color che son sospesi”? La citazione di Luca è riferita a Virgilio che sta nel Limbo. Agli ignavi, posti da Dante nell’Antinferno non a caso, è invece legata la frase “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

  18. wiz.loz

    @mrm: tu dici che “saremmo costretti a scegliere i candidati tra gli esponenti della attuale classe politica, le cui qualità sono sotto gli occhi di ognuno”. Vero. Ma con questo vuoi anche dire che, al di fuori della classe politica, c’è gente di qualità migliore? Davvero? E dov’è? E perché non fonda un partito e si candida? E come verifichi che sia davvero migliore rispetto a quelli attuali?
    Io non ci credo. A parte piccole élite illuminate e capaci (e cmq questo è da dimostrarsi) non c’è nessuno davvero capace e competente per guidare il paese.

  19. odus

    A.fausto57 17 novembre, 2011 alle 13:27
    Una legge elettorale al limite della costituzionalità prevedendo il nome del candidato premier sulla scheda ha operato una storura oramai entrata anche nelle nostre teste per la quale siamo portati a pensare che con le elezioni si elegge PresdelCons e governo.
    Cihai ragg.gione, Fausto.
    Attraverso una legge approvata dal Parlamento con le elezioni non si elegge PresdelCins e governo.
    I PresdelCons ed i governi vengono nominati ed imposti da uno per 60 milioni di persone a tavolino, pardon, sulla scrivania, di uno od un altro studio o studiolo dentro un paio delle centinaia di stanze del papale palazzo del Quirinale.
    Il quale palazzo è appunto, grazie a certi capipopolo che si ritengolo i depositari del bene assoluto, tornato papale.

  20. leorotundo

    I principi delle società liberal-democratiche sono già stati ampiamente aggirati diversi anni fa permettendo a Berlusconi di avere 3 canali televisivi nazionali, di fare il presidente del Consiglio continuando di fatto a governare il suo impero economico e di essere eletto parlamentare nonostante fosse titolare di una concessione governativa di notevole entità economica.Il fallimento di Berlusconi e di Bossi è il fallimento del populismo che si rivela incapace di governare le economie moderne. Non dimentichiamo che una delle patrie del populismo è l’Argentina e lì sappiamo come è andata a finire. Quando Berlusconi è entrato in politica nel 1994 la situazione non era assolutamente paragonabile a quella di oggi, adesso stiamo entrando nel quarto anno consecutivo di una gravissima crisi economica e le previsioni sono ancora più preoccupanti, allora il ruolo di uomo della Provvidenza se l’era dato da solo ed il suo nemico non era la crisi economica ma i fantasmi del comunismo.

  21. odus

    Non sono un grande estimatore di Carlo Azeglio Ciampi, politico dal 1993 al 2006, quando era già avanti con l’età.
    Ma quando, (dopo il referendum del 18 aprile 1993), scelto da Scalfaro a sostituire Amato il cui governo ogni settimana vedeva un ministro dimissionario perché inquisito, il 6 maggio 1993 si presentò a Montecitorio per ottenerne la fiducia (come oggi farà Monti) illustrò un programma a tempo con tre punti principali: 1)la legge elettorale maggioritaria anche per la Camera secondo l’esito referendario che riguardava solo la Camera, che poi attuò; 2) la legge finanziaria da approvare a luglio (ma poi si approva sempre tra Natale e Capodanno) e 3) una manovretta detta di primavera da 13.000 miliardi di lire (poi ne farà anche un’altra che chiamerà di velluto ed il 4 luglio assisterà all’accordo tra le parti sociali che introdusse il “lavoro in affitto” padre del precariato odierno, pronubo il ministro del lavoro Giugni padre dello Statuto dei lavoratori 20 anni prima). Fatta la legge maggioritaria e individuati i collegi, si dimise per consentire le elezioni della primavera 1994 vinte da Berlusconi.
    Monti oggi al Senato ha presentato un programma parlando due ore.
    Ho visto Gianni Letta addormentato e, non potrei giurarlo, ma anche la Finocchiaro mi è parso che fosse nelle braccia di Morfeo.
    Penso che il suo programma vero sia quello di clorofomizzarci tutti.
    Mi diranno: ma Berlusconi…
    Sì. Berlusconi è stato il grande imbecille (titolo di un libretto di Curzio Malaparte su Mussolini) dei primi 10 anni duemila, ma è stato più regolare e meno soporifero.

  22. Carlo M

    l’editoriale con spot del proprio libro non l’avevo ancora visto. bisognerebbe suggerirlo a mauro, de bortoli e calabresi.

  23. Robdale

    Mi attirerò antipatie e prese in giro, ma sono molto deluso dal sistema elettorale così come è concepito in Italia o nel resto dei paesi occidentali. Per un po’ ha funzionato, la democrazia è una benedizione. Ma tutto è migliorabile. Non si può andare oltre? Chessò una democrzia 2.0? Sono deluso nel constatare continuamente che a dirigere l’orchestra siano sempre dei musicisti mediocri, pagati come se fossero delle rockstars. E non solo in Italia. Del resto buona parte di questa crisi è attribuibile all’incapacità politica di mostrare all’economia quale fosse la direzione giusta da prendere. Cambiamo modo di scegliere la classe politica. Giusto per fare una provocazione, anziché votare dei deputati, votiamo una commissione di grandi elettori, esperti in vari settori, un numero congruo. E in base alle esigenze del paese, presentino un piano, un progetto (nel campo dell’istruzione, nel campo, sanitario, economico e così via). Per la realizzazione di questo progetto viene fatto una sorta di bando a cui ogni cittadino che ha le caratteristiche giuste può parteciparvi. Insomma, qualsiasi cosa (nei confini della democrazia, of course), ma basta con la politica come professione. Va cambiato il sistema elettorale e non solo la legge.

  24. carlo

    secondo me il problema nasce (anche) dal fatto che il parlamento è stato svuotato di tutte le sue prerogative. secondo il disegno costituzionale (che poi è quello classico della divisione dei poteri), l’organo politico, gestito e “abitato” dai politici è il parlamento.

    il governo dovrebbe essere tendenzialmente tecnico: una squadra di gente preparata nelle varie materie che realizza quello che il parlamento ha pensato, discusso e deciso.

    se è il governo a fare le leggi, a diventare l’organo politico della situazione (e da noi è così dal periodo in cui si potevano reiterare i decreti legge, e anche ora il sintomo evidentissimo è l’abuso della fiducia) è normale che venga colonizzato oltre misura dai partiti, che spostano le esigenze parlamentari nel consesso più ristretto del consiglio dei ministri.

    da qui, *anche* da qui, l’imbarbarimento che porta tutti a fare un paradossale respiro di sollievo quando ci tolgono un pezzetto di potere democratico per fare un governo “tecnico” senza ricorrere alle elezioni…

  25. pifo

    Sara’ anche affascinante ma a me questo tema del Putsch mi sembra fantapolitico. Anomalia democratica, ruolo del Parlamento divenuto inaccettabile, ostilita’ confinate, voglia dell’uomo forte, sistema a(nti)democratico che sceglie persone capaci. Tutte microaffermazioni che nel complesso hanno un certo fascino ma che nelle loro singole realta’ sono abbastanza discutibili.
    Se la costituzione “perfetta”, la nostra, prevede lo strumento del governo tecnico non vedo dove risieda la anomalia formale. Anomalia di sostanza? Perche’ quella che abbiamo avuto negli ultimi 10 anni con un Parlamento sotto “fiducia” ad ogni decreto era una democrazia compiuta?
    Il parlamento sta li e puo’ far fuori Super-Mario al primo bivio che gli si para davanti. Basta una sfiducia e buonasera! I bravacci “eletti dal popolo” e il loro Don Rodrigo continuano a stare dove stanno e il loro potere di interdizione e’ immutato.
    “Ostilita’ confinate”, “uomo forte” ma siamo seri … la porta e’ stata finalmente aperta e un po’ di aria pulita e luce sono cominciate ad entrare dopo 12 mesi di tanfo insopportabile, anche il postino che ti porta la bolletta da pagare, in queste condizioni, ti appare come l’uomo del destino. Vedremo tra 3 mesi quanto saranno ancora confinate ‘ste ostilita’ come vedremo se queste persone saranno veramente capaci, io personalmente non me lo auguro ma la mia esperienza mi insegna che nel ruolo di ministro si sono rivelate come inette personalita’ di prestigio equivalente o superiori.

  26. odus

    Agli italiani la regola gli piace per violarla. Se no, che gusto c’è?
    Agli italiani gli piace la democrazia dittatoriale.
    Ed il loro presidente li accontenta perché siano felici.
    Che poi, il dittatore, glielo votano pure. Dopo.
    Gli italiani che vanno a votare, quando qualcuno decide che è giusto che votino, chi possono scegliere? Altri italiani che fanno politica dall’età dell’asilo, mica il banchiere o il titolare di cattedra universitaria.
    Ma per fortuna ogni tanto e spesso uno che abita un grande palazzo dice: Alt! Adesso vi do io i banchieri ed il Senato Accademico di cui avete bisogno e che vi piaceranno.
    E gli italiani rispondono: Grazie, nonnino. Di quelli (italiani e non tedeschi) che avevamo votato noi non ne potevamo più. Tu sì, nonnino, che sai cosa ci fa felici e voti, da solo, per tutti noi.
    E quei cattivoni di politici che gli italiani a suo tempo avevano votato e stanno in quei due palazzi romani – quando ci vanno – tra un cesso ed una bouvette?
    Non allarmiamoci. Sono lì. Pronti a fare il loro discorsetto di 7, 6, 5, 4 minuti per fare i complimenti a quel portatore d’aria nuova che tu, nonnino, hai procurato agli italiani bravini.
    E con quei discorsetti di complimenti di 7,6,5,4 minuti o meno, democratizzano ogni cosa.
    E tutto ritorna al suo posto.
    Sembra proprio una commedia di Pirandello, col suo capocomico ed i suoi personaggi che hanno già trovato l’autore che cercavano.

  27. fausto57

    Scusate ma finché siamo in una democrazia parlamentare rappresentativa e finché il governo è effettivamente tale se e solo se riceve la fiducia dal parlamento e viene dismesso se e quando in parlamento non ha più la maggioranza, qualcuno mi spiega dove starebbe il colpo di stato?
    Al contrario lo sarebbe stato (un colpo di stato) se, dimessosi il governo berlusconi e in presenza della volontà del parlamento ad approvare un nuovo governo, il Presdiente Napolitano avesse sciolto le camere e ci avesse mandati al voto.
    La regola fondamentale è quella scritta nella costituzione, non nel nome del premier stampigliato sulla scheda elettorale.
    Ovviamente tutto un altro discorso è se nel 2011 riteniamo questo principio costituzionale (della democrazia rappresentativa) ancora valido oppure da superarsi a favore di altre forme costituzionali (repubblica presidenziale, premierato o quant’altro).

  28. ro55ma

    Di “antidemocratico” c’è solo che quelli (parlamentari e relativi partiti) eletti, quando Napolitno gli ha chiesto: qualcuno ha qualcosa in contrario se proviamo con Monti? Tutti hanno risposto: Noooooooooooo, ci mancherebbe, proviamo subito.
    La sensazione è proprio che, in queste ore, a parecchi (DX, C, SN) sta venendo il dubbio che se il signore in questione dovesse anche piacere al Paese, oltre che ricevere l’inevitabile approvazione parlamentare (almeno in queste giornate concitate da spread e puffi vari..), bisognerà correre a candidarlo nelle proprie file per le elezioni… O, (quasi) tutti, tornano a casa.

  29. Narno

    Facciamo bene anche le cose piccolissime: è «tra color che son sospesi» (Dante, Inferno II 51).
    Bel post, assai.

  30. odus

    La Minetti, in una elezione regionale, almeno è stata inserita in una lista e chi non la voleva poteva votare la lista opposta.
    Idem per la Carfagna nelle elezioni politiche.
    Ma questi qui e queste qui sono spuntati fuori come i funghi dopo la pioggia.
    W la pioggia.

  31. Luca

    Sì, la citazione dantesca è inesatta, qualcuno me lo aveva segnalato stamattina, ma ormai era fatta e fingerò di aver voluto implicare chissàccosa in quel passaggio da “son” a “stan”. Grazie.

  32. albertog

    quoto due brani. il primo dal blog camillo:
    “Da notare un passaggio dell’editoriale del Times: Monti e il collega greco, scrive il giornale di New York, «certamente capiscono come le loro economie oggi non sono abbastanza forti da sopportare maggiore austerità, comprese ampi aumenti di tasse o ulteriori tagli nei servizi»”.

  33. albertog

    il secondo dal blog byoblu, è la didascalia di una foto del nuovo governo:
    ” Chi sono i signori nella foto? Li conoscete? Li avete mai visti prima d’ora? Li avete mai sentiti parlare? Qualcuno di loro vi ha per caso spiegato cosa vuole fare? Siete d’accordo con lui? No, e come potreste: non sapete neppure chi siano. I loro nomi sono noti solo a pochi. Sono èlite provenienti da un’altra dimensione, apparse solo per i brevi istanti necessari a fare una foto di gruppo. Vi passano accanto nascosti dai vetri opachi delle auto blu: loro vedono voi, ma voi non vedete loro. Ne discendono solo per infilare porte girevoli e svanire nelle lussuose hall dei loro uffici di vetro. Opaco pure quello. Se provate a seguirli vi buttano fuori. Mica loro, che non ci fanno neanche caso: i loro sgherri. Non potete fargli domande: non rispondono. Non vi guardano mai negli occhi. Del resto, cosa potrebbero spiegarvi che voi possiate capire? Loro sono. Loro hanno. Loro possono. Loro arrivano e loro fanno. Ed è tutto”.

  34. odus

    Io non sono un costituzionalista. Ma non ritengo che solo i costituzionalisti abbiano diritto di voto e di determinare la democrazia. Io sono un comune cittadino che conoscendo l’italiano legge gli articoli della Costituzione italiana come legge gli articoli dei giornali e capisce gli uni e gli altri se scritti in italiano. Ci sono moltissimi italiani che non fanno nemmeno questo ma hanno ugualmente diritto di voto.
    Le prerogative del presidente della Repubblica italiana sono dettate dall’art. 87 della stessa che segue.

    Art. 87.
    Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
    Può inviare messaggi alle Camere.
    Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
    Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
    Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
    Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
    Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
    Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere.
    Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
    Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
    Può concedere grazia e commutare le pene.
    Conferisce le onorificenze della Repubblica

    Qualcuno mi spieghi in base a quale articolo della Costituzione italiana il presidente della Repubblica italiana ha potuto nominare Presidente del Consiglio il Sig. Mario Monti da Varese.

  35. CortoMaltese

    @albertog: “I loro nomi sono noti solo a pochi. Sono èlite provenienti da un’altra dimensione, apparse solo per i brevi istanti necessari a fare una foto di gruppo. ”

    Non sono d’accordo: se qualcuno non li conosce, demerito suo che non si informa e non legge. La Cancellieri come minimo la conoscono 800mila abitanti di Bologna, dato che è stata commissario. Riccardi, se qualcuno ha mai seguito dibattiti sull’abolizione della pena di morte e ha sentito parlare di S.Egidio, sa chi sia.
    E Monti per 10 anni alla Commissione Europea? Non sapere chi sia significa essere stati 10 anni senza aprire un giornale o guardare un tg (un tg serio, intendo).

    Da cittadini dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, anche quella di essere informati, altrimenti è giusto che ci meritiamo altri decenni di Carlucci in Parlamento.

  36. heilandstark

    Non è per fare il guastafeste, ma mi pare interessante per tutti mettere in prospettiva le nostre preoccupazioni. Cito due articoli:
    Il NYT ci ricorda di come il Brasile stia svendendo e contribuendo attivamente alla distruzione di gran parte della foresta Amazzonica sotto la guida illuminata dei propri lobbisti dell’industria agroalimentare ed il beneplacito del governo.
    Human Right Watch dal canto suo ci fa notare che gli Stati Uniti, la Cina, la Russia ed altri Paesi stanno in questi giorni riuniti a Ginevra per discutere l’approvazione di una legge meno coercitiva sull’uso e la produzione delle Cluster Bombs (Bombe a grappolo).
    Insomma noi stiamo qui a preoccuparci della crisi, del debito pubblico e del futuro del nostro Paese mentre altri (tra cui alcuni nostri vicini) lavorano attivamente per trasformare il futuro in un posto nel quale nessuno, MA PROPRIO NESSUNO, avrà più bisogno di andare in pensione.

    Per quanto riguarda l’articolo preferisco vedere all’opera un governo di tecnici proveniente magari da indirizzi un po’ troppo di parte, ma sicuramente con qualifiche e competenze certe piuttosto che dormire sapendo che i nostri politici di dubbia formazione e scarsa cultura stiano giocando a far politica.
    HS

  37. cabassi

    Come scrive oggi Serra su repubblica:”Per ogni ministro nominato fate così: cercate di ricordarvi che era il suo predecessore. Vedrete che in nove casi su dieci il passo in avanti è stato grandioso. A prescindere.” M’accontento se non vi dispiace.

  38. odus

    A cabassi 18 novembre, 2011 alle 01:16
    Grazie del consiglio. L’ho letto e lo riporto.
    Art. 92.
    Il Governo della Repubblica e’ composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
    Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.

    Dice che il Presidente del Consiglio nomina il Presidente del Consiglio. Ma ciò avviene dopo una elezione politica ed, in base all’esito di questa, dopo le indicazioni che vengono dai partiti consultati.
    Nel nostro caso nessun partito ha avanzato sua sponte la candidatura Monti che è stata loro prospettata e imposta dal pdR, senza alternative.
    Ora noi abbiamo bisogno di mettere a posto tante cose che i governi eletti negli ultimi 15-20 anni non sono stati capaci di fare perché condizionati da rischi di perdite di consenso ed, in ultima analisi, perché impediti dal voto di scambio che è la regola base di ogni democrazia.
    Ma nemmeno il governo Monti “nominato” e di nominati da un “nominato” potrà sottrarsi al voto di scambio dei parlamentari dei vari partiti al Senato ed alla Camera.
    Checcè scriva Serra il quale anche lui parla di nominati.
    Concludendo, secondo me la democrazia formale è stata stracciata, ma il voto di scambio regola della democrazia sostanziale perdura e condizionerà le buone intenzioni di Monti e di chi lo ha nominato. Ergo, che Dio la mandi buona, non tanto a me che sono vecchio e una volta risolto il problema della dentiera ho risolto tutto (ma anche questo è un problema mica da ridere, per me) ma ai “ggiovani” di cui tanto si preoccupa il Monti amico del Sant’Egidio che non partecipa alle elezioni come gli altri funzionari e dipendenti dello Stato e manager nominati ministri.
    Anche Federico II di Svevia nominava così i suoi ministri, in primis quel Pier delle Vigne poi finito tanto male.

  39. KsPpng

    @odus:
    “Dice che il Presidente del Consiglio nomina il Presidente del Consiglio. Ma ciò avviene dopo una elezione politica ed, in base all’esito di questa, dopo le indicazioni che vengono dai partiti consultati.
    Nel nostro caso nessun partito ha avanzato sua sponte la candidatura Monti che è stata loro prospettata e imposta dal pdR, senza alternative.”

    Tutto questo nella Costituzione semplicemente non c’è.
    Facciamo attenzione a non confondere Costituzione, leggi ordinarie, prassi, interpretazioni di leggi ordinarie. Non sono la stessa cosa.
    Per la Costituzione, quello che legittima un governo è la fiducia delle Camere. Che sono state regolarmente elette, fatta salva la presenza di un numero limitato di senatori a vita, che il Presidente della Repubblica ha facoltà (costituzionale) di nominare tra persone che ne posseggano i requisiti (costituzionali anche questi).

  40. odus

    A KsPpng 18 novembre, 2011 alle 14:11

    Va bene. Quello che legittima un governo è la fiducia delle Camere.
    Infatti la nomina per la quale il presdelcons ringrazia sentitamente il pdR ed i giuramenti nelle varie sale e salette del palazzo dei papi che precedono la fiducia delle Camere, collettivi o singoli quando i ministri devono rientrare a Roma da paesi lontani dove stanno svolgendo le funzioni di dipendenti dello Stato di cui si apprestano a diventare per incanto governanti, tutto ciò nella Costituzione non sarà scritto ma intanto diventa rito, pari allo scioglimento del sangue di San Gennaro.
    Ma hai ragione tu. Quello che legittima un governo è la fiducia delle Camere.
    Dove ci sono anche le Commissioni parlamentari a composizione variabile ma elette anche loro precedentemente, sotto governi di altri.
    Ed è anche da lì che dovranno passare i disegni o le proposte di legge del governo NUOVO.
    Staremo a vedere.

  41. odus

    L’economista punta alle elezioni del 2013 e cita Spadolini: “I presidenti passano, i professori restano”.
    A voglia a professori: Amato, Prodi, Cacciari, Brunetta, Baldassarri…Quanto al povero Spadolini, ci pensava Forattini.
    Peccato che frequentino poco i loro atenei e preferiscano i palazzi romani, per nostra fortuna e nostro sollievo.
    Senza di loro, cosa faremmo noi tapini italiani?
    Poi, magari, si scopre che già da alcuni anni sono in quiescienza e percepiscono le loro pensioni di statali, come i marescialli dell’esercito.

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