Con sinceri auguri

Sto cercando di occuparmi d’altro, un po’ per punire come merita la mia ingenua opinione che questo non sarebbe avvenuto, un po’ per superare la delusione. Ma a questo proposito spiego una cosa che vedo un po’ equivocata, in giro: poi magari vale solo per me (condivido quello che dice Francesco Costa sui limiti di alcune impressioni).

Il problema, per me, non è che Renzi riesca o no a fare delle cose buone partendo da queste condizioni; o meglio: è anche questo, come ho scritto, perché temo non ci riuscirà partendo da queste condizioni, per quanto non ne sottovaluti le capacità rare. Ma comunque vada, il fine non giustificherà i mezzi: perché i mezzi sono il fine. Era che non facesse una cosa come questa, la ragione per cui molti fino a oggi avevano dato credito a Renzi e lo avevano apprezzato.

Io credo che l’Italia abbia bisogno di nuovi modelli, nuovi modi di fare le cose, nuovi rapporti con se stessa e con la convivenza civile. Non di risultati nuovi e miracolosi, che non è in grado di ottenere nessuno a breve, e per i quali serviranno anni: solo se però si cambiano proprio gli approcci.
Quello che Renzi ha annunciato fino a oggi è un cambiamento radicale nel modo di fare le cose, un altro modo di essere italiani e di affrontare i problemi dell’Italia, e lo ha spesso anche mostrato: non ha mai promesso soluzioni rapide e geniali, non abbiamo ancora neanche capito bene quali possano essere. Ma abbiamo sempre confidato che – a fronte dei fallimenti precedenti – servisse un radicale cambiamento di prospettiva, priorità e modi. Abbiamo da tempo constatato scorati che “il problema sono gli italiani”, una sbrigativa semplificazione che però allude sensatamente a un paese in cui prevale il bene della propria famiglia, cosca, campanile, pianerottolo, individuo singolo, corporazione; in cui prevale il cercare di fregare sempre il prossimo; in cui della comunità non gliene frega niente a nessuno; in cui prevale il disincanto e la diffidenza nei confronti dello stato e degli altri; in cui è coltivato ed esaltato il male del proprio nemico e persino la costruzione apposita di un proprio nemico per poterne volere il male; in cui niente viene ricondotto a un percorso lungo di ragionevolezza e progetto ambizioso e tutto a una ricerca immediata di piccoli risultaticchi; in cui una scorciatoia è sempre un’opportunità, mai un danno per qualcun altro o un cattivo esempio. Un paese in cui il libero esercizio della democrazia manda al governo Silvio Berlusconi, elegge Scilipoti, consegna un terzo dei voti a quelli dei microchip. Un paese in cui la dirigenza politica che lo rappresenta ha come tratti prevalenti la mediocrità umana e intellettuale, l’interesse privato e l’incapacità di capire il mondo e i tempi: ed è stata eletta grazie alla qualità dell’informazione e consapevolezza degli elettori. Un paese in cui il problema non è di certo Enrico Letta, né la sua sostituzione oggi piuttosto che tra sei mesi.

Ecco, abbiamo pensato che si dovesse cominciare a cambiare tutto questo, in ogni singolo atto, offrendo modelli convincenti e nuovi, con l’obiettivo del bene di tutti e non del male del nemico a costo di affondare tutti, o almeno con quello di “fare bene le cose”. Abbiamo pensato che il mezzo fosse il fine, insomma: e che il percorso sia il traguardo, perché la vita delle persone e delle nazioni è fatta di continui percorsi e rari traguardi figli di quei percorsi.

Per queste ragioni, quello che è successo in questi giorni è di per sé un fallimento, a prescindere dalle illusioni sui suoi risultati futuri. Perché è stato il tradimento di tutto questo e l’adeguamento a tutti i peggiori meccanismi citati: lo smentire quel che si è appena detto, il fregare con trucchi e prepotenze il prossimo, lo scantonamento dai percorsi corretti, la pretesa di decidere per tutti senza averne mandato né consenso, e altre mille ne potremmo aggiungere che abbiamo visto in questi giorni. Il cui risultato è stato portarci di dieci caselle indietro, invece che avanti. Mi fermo per non offendere nessuno che invece condivida per ragionamenti rispettabili di altro tipo quello che è successo: credo nelle buone fedi di alcuni, a cominciare, senza dubbi, da quella di Renzi. Penso che alla sua lungimiranza politica – di certo superiore alla mia – sia mancata un’attenzione a questa cosa, troppo tempo lontano dagli scout, forse. E mi auguro che lui e chi lo aiuterà siano così bravi da recuperare le dieci caselle: da lunedì vedremo, rispettosi ma esigenti, dai nostri divani.

Ma la cosa che ho visto io è questa: era in testa alla gara con una corsa eccezionale ed esemplare che aveva battuto persino i dopati e i truffatori, e ha accettato da gatti e volpi di avvicinare la linea del traguardo: un piccolo inganno per far prima, tanto che differenza fa?
La differenza è che lo ha fatto davanti a tutti – compresi i suoi non pochi nemici – persino spiegandoci che è ok, e ora tutti sappiamo – come ci avevano sempre detto fino a oggi – che non c’è bisogno di fare le cose in modi diversi e più nobili e coerenti, che invece si può fare come sempre, che va bene, contano i presunti risultati, e che questo è l’approccio efficace, la prossima volta che capiterà a noi: già domattina quando non troviamo parcheggio, probabilmente.

Altre cose:

69 commenti su “Con sinceri auguri

  1. mke777

    Paura, eh?

    Non preoccupiamoci:
    Lunedi’ ci sara’ il sorpasso del M5S nei sondaggi. Verso la maggioranza assoluta.
    Aggrapparsi a qualcosa che galleggi, No argenteria ‘che si affonda.
    Togliatti e Berlinguer galleggeranno, non vi preoccupate.

    Auguri.

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  3. elime

    Un cambiamento radicale del PD Renzi l’ha sempre offerto nel senso del carisma e della forza, mai dell’onestà. L’onestà e il “fare bene le cose” li proponeva Civati.

  4. granmadue

    Non penso che Berlusconi sia andato al governo attraverso “il libero esercizio della democrazia” (adesso non esageriamo), però capisco il senso del discorso e lo condivido pure.

  5. giaimeddu

    È sempre brutto svegliarsi di soprassalto, scoprire che il fenomenale maratoneta, in realtà, usa i mezzucci di quegli altri. Un po’ come quando ho scoperto che Pantani, con molta probabilità, utilizzava l’Epo. Da allora non riesco a guardare il ciclismo senza avere la nausea. Spero che non succeda così anche alle menti brillanti che hanno sostenuto Renzi. E spero anzi che Renzi si riveli ancora il fuoriclasse che tanti sospettavano. Io non l’ho mai creduto, ma mai come ieri speravo di essere nel torto.

    Bellissimo articolo, peraltro. (Da intendersi come direttore, ovviamente!)

  6. giofed

    Grande delusione. Mossa incomprensibile ai più. Un karakiri sinceramente inaspettato. Anche stavolta la sinistra ha deciso di perdere.

  7. gioggio

    La cosa che ho visto io invece è questa: pensava di essere in testa alla gara poi ha visto i sondaggi…
    Com’era? “il problema sono gli italiani”
    Sofri, le consiglio di rivalutare il rasoio di Occam. Risparmierebbe n-mila battute a pezzo e qualche delusione.

  8. dottpoli

    Sono d’accordo con Francesco Costa e quello che scriveva ieri. Sono molto d’accordo con “i mezzi sono il fine”.
    Però mi chiedo: ha fatto 10 passi indietro, ma ciò è un male? La nostra repubblica è ancora parlamentare e se Renzi sa di avere i numeri in parlamento perché deve perdere tempo e aspettare che altri facciano le riforme? Se si ascolta il suo discorso presumendo che sia onesto e creda in quello che dice, non poteva effettivamente fare altro. I modi sono bruschi, il passaggio parlamentare lo dà per scontato e questo è forse l’aspetto peggiore della faccenda, ma quando mai si è posto come il “Berlusconi di sinistra” che deve andare al governo con la consacrazione popolare? Ha accettato la sconfitta contro Bersani, si è preso la sua rivincita, ma il suo discorso è chiaro: il PD non avrà mai più una simile maggioranza parlamentare se non fra molti anni, e se certe riforme non le fa il PD non le farà più nessuno. Berlusconi non può accusarlo di manovre di palazzo perché il PD aveva già la maggioranza in parlamento, i 5stelle si arrampicano sul fatto che questo parlamento è illegittimo ma poi rivendicano il proprio lavoro… Non sono convinto che possano allargare ulteriormente la base elettorale continunando a raccontare balle come i “7 milardi e mezzo regalati alle banche e la gente muore di fame”: hanno deciso di contendere i voti a Silvio e quelli si contenderanno.
    Non credo che riuscirà a fare molto più di Letta, perché il parlamento è lo stesso, a meno che finalmente non si decida a governare eseguendo le leggi anziché scrivendole. Però ha ragione: se non ci prova lui ora, non lo farà nessun altro.

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  10. yamau

    letto, approvato e sottoscritto.
    in modo particolare la valutazione sull’importanza del mezzo rispetto al fine.
    siamo così tante caselle indietro (fossero veramente soltanto dieci) che soltanto un corretto uso dei mezzi sarebbe un cambiamento epocale nella genealogia del misero popolo che ormai siamo diventati.

  11. splarz

    Quando Renzi ha incontrato sottecchi B in molti si sono arrabbiati non perchè si trattasse di B bensì perchè quell’incontro rappresentava un vecchissimo modo di fare politica. A mio avviso è altrettanto vecchio fare annunci vaghi e, di fatto, molto poco concreti: il suo è stato un esercizio di restyling e poco più, purtroppo (Crozza lo rappresenta bene).
    Quel che mi permetto di farti notare, caro Luca, è che più che presentarti col capo coperto di cenere ogni due giorni per una scemenza commessa dalla dirigenza di sinistra, sarebbe utile una bella riflessione su cosa stai capendo dell’Italia: secondo te perchè è salito al governo B in questsi vent’anni, forse che la tv c’entri qualcosa? Credi che chi ha votato IdV volesse Scilipoti? Davvero credi che il M5S sia riferibile, nella sua interezza, al pensiero di Birilini sui microchip? Ma soprattutto: perchè continuare imperterriti a pensare di avere a che fare con gente in buona fede?
    Già un barlume di dubbio, un “se avessero ragione questi giustizialisti cattivi cattivi” sarebbe una vittoria.

  12. giaimeddu

    @dottpoli: con il piccolo particolare che il PD, la maggioranza, non ce l’ha. Né alla Camera, né al Senato. Sarà, comunque, un Governo di coalizione. Coalizione con chi? Con il Nuovo Centro Destra? Con Berlusconi? Con entrambi? Con SEL e un pezzo dei 5 stelle? Dal discorso di ieri, con la stessa maggioranza attuale. Quindi, che cosa è cambiato? Cosa pensa di poter ottenere con Alfano, sventolando i suoi 2 milioni di voti alle primarie? È fuffa, tutta quanta.

  13. r.v.

    Col dovuto rispetto, se in tutta questa storia ci sono gatti e volpi, allora il bel volpino è proprio Renzi.

  14. marquinho2

    “…era in testa alla gara con una corsa eccezionale ed esemplare che aveva battuto persino i dopati e i truffatori, e ha accettato da gatti e volpi di avvicinare la linea del traguardo”
    Dopati e i truffatori è un’espressione forte (specialmente oggi) ma lasciamo perdere, il punto che era in testa ma gli altri lo stavano raggiungendo e allora ha accettato di avvicinare la linea del traguardo.
    Mi ricordo quando diceva “io non sarò mai come voi”, aveva ragione, a 38 anni è già peggiore.
    Ancora sicuri che non ci fossero renziani tra i 101?

  15. Corrado Truffi

    C’è del vero, nel discorso mezzi-fini. Ma c’è molto di vero anche in quel che ha scritto Francesco Costa (che concorda in sostanza con le cose che ha detto Gramellini in un video su La Stampa che mi fa fatica linkare ma che consiglio). Nei fatti, qualunque cosa avesse fatto Renzi, era sbagliata. Avesse lasciato Letta e accettato il rimpastino, fra due giorni sarebbero stati tutti li a impallinarlo perché “tanto rumore per nulla”, perché le riforme sono già insabbiate, ecc. ecc. Ora lo si impallina per il motivo opposto, e ce ne sono molte ragioni.
    Temo che il problema non sia Renzi – non solo, almeno -, ma ciò che gli sta attorno e che non concede scampo.

    Credo che la cosa più saggia sia sperare che vada meglio di come temiamo, e magari dare una mano, chi può.

  16. giocampa

    Come altri lettori prima di me, sono anch’io d’accordo su tutto, ma dopo ieri pomeriggio fatico a rivolgere degli auguri sinceri a Renzi e a chi lo aiuterà: preferisco piuttosto un «in bocca al lupo» all’Italia (questo sì, molto sentito).

  17. Fabio

    Mi spiace, ma manca una parte del ragionamento. C’è una parte dell’opinione pubblica compreso l’autore dell’articolo che non è stata abbastanza severa man mano che il fenomeno Renzi è cresciuto. Le contraddizioni erano tante e sono state taciute, non valutate per quello che dicevano.

  18. odus

    Dove si può trovare l’ordine del giorno approvato dalla direzione del PD di ieri 13 febbraio 2014?
    Il sito del PD, – che si considera ormai il partito ufficiale dello Stato (come la religione cristiana è la religione di Stato e come partito ufficiale dello Stato era il partito nazionale fascista – PNF) ma deve solo inserirlo nella costituzione nuova che Renzi scriverà, – non lo riporta.
    Anche gli altri giornali non mi sembra che lo riportino.
    Il Post potrebbe recuperarlo e stamparlo, tanto per tenerlo agli atti?
    Grazie se la risposta sarà positiva.

  19. fafner

    Qui qualcuno ha un problema con il principio di realtà. Sofri e moltissimi hanno sempre considerato Renzi un predestinato, non è chiaro in base a quali ragioni. Profezie di grandezza, ma nessuno che capisse per fare cosa, come, con quali soldi: se non rappresenti chiaramente degli interessi, puoi godere di buona stampa, ma intercetterai i voti? Governare lo Stato e fare il sindaco sono cose diverse, anche se piace credere il contrario. Poi Renzi mette la firma su una legge elettorale scritta da Verdini. Girano le prime simulazioni: guarda un po’, Renzi non vince mica. Con sforzo di rimozione, ha continuato a parlare di difesa del bipolarismo: una cosa che matematicamente non esiste, una legge elettorale che per trasformare a tutti i costi le minoranze in maggioranze può consegnare il Paese nelle mani di quelli dei microchip.

    E infatti nel giro di pochi giorni il predestinato fa il contrario di quel che aveva sempre promesso. Perché, contrariamente a quel che si crede, B. ha sempre raccolto i suoi voti non con il mesmerirsmo, ma abolendo il registro fornitori, facendo condoni ad anni alterni, abolendo le tasse e promettendo di rimborsarle in contanti. Grillo intanto promette sussidi per tutti e l’incinerazione di Equitalia agli imprenditori. Sai che c’è? Che Renzi piace a tutti, ma magari gli Italiani votano altro. E finché avranno sempre un governo voluto da Napolitano a fare da cuscinetto tra la loro irresponsabilità di elettori e il disastro del Paese, non impareranno mai.

    Renzi invece ha imparato: o si prende il governo adesso e così, o non ce la fa. Perché c’è chi garantisce meglio di lui gli interessi vestiti. Aver assunto il governo in questo modo non è stato segno di ardimento o ambizione sfrenata, ma una catastrofica ammissione di sfiducia, impotenza, paura.

  20. giaimeddu

    @fafner: può anche essere, ma ti stai consegnando al tiro al piccione dei veti incrociati che cominceranno la mattina dopo il voto di fiducia. Non c’è una via d’uscita facile.

  21. odus

    @fafner scrive: 14 febbraio 2014 alle 12:27
    Condivido l’analisi.
    Anche Letta è tornato sui suoi passi, da un tentativo iniziale di resistenzi, ad un flebile: “che fai, mi cacci?”, alla cacciata finale dall’Eden di palazzo Chigi per la realizzazione del detto siciliano: levati tu che mi metto io.
    Il primo che fai mi cacci seguito da un lungo ordine del giorno dell’ufficio di presidenza del PdL di allora (luglio 2010) ha creato non pochi problemi a Berlusconi e forse è stato l’inizio della sua parabola discendente.
    Questo secondo che fai mi cacci, porterà bene a Renzi? Mettendo in ultimo piano il bene degli italiani.
    Solo che l’ordine del giorno approvato ieri dalla direzione del PD non lo trovo da nessuna parte.
    Perché?

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  23. fjodor

    Ammetto di essere stato molto deluso (ma molto molto molto) quando il Post (so che non è qui, ma lo considero alias Sofri) aveva annunciato l’endorsement. Ora apprezzo questo cospargersi il capo di cenere: la sensazione, però, è che Renzi sia uno che sa fin troppo bene usare (nel senso dispregiativo del termine) qualunque cosa, persona o mezzo (Sofri compreso).
    Non sopporto il suo modo di fare politica, ma almeno, prima, pensavo fosse davvero diretto al raggiungimento di uno scopo più alto. Oggi, invece, mi sgomenta pensare che parte dei ragionamenti dietrologi o gomblottisti trovino più di una conferma. Soprattutto: cha vantaggi porta, che senso ha avuto riabilitare B. quando sembrava quasi definitivamente fuori gioco? A chi dobbiamo dare il merito di rivederlo guidare una delegazione al Quirinale, cosa che un mese fa credo sarebbe stata impensabile? E adesso, cosa? Se Renzi ha un merito, per ora è quello di essere riuscito a ricompattare il partito e i suoi elettori: tutti – detrattori e sostenitori – uniti nello stupore, in una specie di terror panico. Tutti a sperare che abbia in mente qualcosa che non ci aspettiamo, perché non può essere così come sembra.

    Ps
    Però, cari commentatori, per favore, piantatela di parlare di sinistra, perché Renzi non c’entra.
    E piantatela pure di ricordare come il Pd è sempre capace di farsi del male da solo: sono considerazioni che, alla luce dei fatti, andavano fatte quando Renzi è stato capace di vincere le primarie a mani basse. Se le cose vanno nella direzione che sembrano avere preso, i nuovi Tafazzi sono i rottamatori, che si sono divertiti anche con le mie gonadi.

  24. Francesco

    Veramente le considerazioni vecchie erano “non lo farà perché si brucia” e pure “è una trappola, non dovrebbe cascarci”.
    Quello che vediamo è comunque un modo nuovo, un rischiare in nome dei risultati che è uno dei nuovi atteggiamenti di cui abbiamo bisogno.
    Purtroppo per il fare quel che si dice dovremo aspettare.

  25. metiu

    @Corrado Truffi

    Ha ragione, qualsiasi cosa avesse fatto Renzi sarebbe stata sbagliata. Questo si chiama essere messi all’angolo, essersi fatti fregare. Il “trappolone” come alcuni sostengono.

    E per di piu’ ad innescare la trappola e’ stato Renzi stesso, giusto per aggravare la situazione. Vi immaginate le grasse risate che si e’ fatto Berlusconi quando ha ricevuto il contatto da Renzi per condividere la riforma elettorale? E le altrattanto grasse risate che si e’ fatto leggendo gli articoli dei giornalisti renziani a sostegno dell’ ardita operazione? E quanto si sara’ sbellicato quando Renzi, pur di ottenere un risultato, ha detto si a tutte le condizioni impostegli, che mai sarebbero state accettate da parte della “minoranza” del PD? E ve lo immaginate Silvio quando Renzi in preda all’euforia e’ tornato al PD e ha preteso che il progetto di legge fosse accettato senza emendamenti?

    Io sono sicuro che Berlusconi, oltre a non aver nessun imminenente interesse in merito, non sia mai stato nemmeno sfiorato dall’idea che quel progetto di legge avesse potuto essere approvato e a quel punto bastava lasciar fare tutto alla ridicolaggine e mancanza di pudore che il PD ha dimostrato negli ultimi anni. Affossamenti interni, messa all’angolo del sindaco ed il resto e’ ormai storia.

    Berlusconi gode, come da 20 anni a questa parte, e bisogna seriamente ringraziare il cielo che in tutto cio’ esiste la variabile M5S.

    Questo dimostra quanto Renzi e i suoi consiglieri siano degli ingenui ma ambiziosi dilettanti ed e’ un bene per l’Italia che ora Renzi si logori e torni ad essere un Veltroni qualunque. (Ma vi immaginate le bastonate che prenderebbero Renzi e i suoi in qualsiasi negoziazione internazionale?). Tanto per l’Italia lui o Letta al governo poco cambia.

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  27. dottpoli

    @giaimeddu: il PD ha solamente la maggioranza relativa in entrambe le camere, è vero, ma sembra (sembra) più compatto degli altri partiti – almeno in parlamento, e soprattutto per demerito degli altri partiti.
    A parte il problemino con l’elezione del presidente della repubblica…

  28. giaimeddu

    @dottopoli: il problema è che per fare un Governo, la maggioranza deve essere assoluta in entrambe le camere. Questo vuol dire trattative, concessioni, esposizione a veti incrociati, quindi altre trattative. Insomma, tutto come ieri. Ma sia chiaro, spero di sbagliare, visto che in Italia ci vivo pure io…

  29. pifo

    “Grazie” al Renzi ascoltato ieri in streaming … mi sono quasi emozionato leggendo questo Sofri.
    Cosa impensabile fino a ieri mattina.
    Lo spettacolo andato in scena ieri é stato amaro, amaro assai, anche per chi, come me, in Renzi ha sempre creduto poco ma , nonostante questo, era arrivato al fine a riconoscerne, con speranzosa e curiosa arrendevolezza, la novitá e la ineluttabilitá.
    Condividere queste emozioni difficili con chi invece in Renzi ha sempre creduto, aiuta a pensare che , se dovesse andar male anche questa volta, un luogo da cui ripartire insieme si riuscirá a trovarlo … anche questa volta.

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  31. piero.vereni

    Caro Direttore, ti considero sempre una delle menti analitiche più lucide della politica italiana, ma questa volta non potrei essere più in dissenso.
    Tu costruisci un quadro con un “renzi prima” e un “renzi dopo”, in cui il dopo, inopinatamente emerso negli ultimi giorni, sconfesserebbe il prima come un’amara sorpresa, come un chisselaspettava qualunque.
    Io credo che questa ricostruzione non abbia nulla di realistico. Renzi prima e renzi dopo sono assolutamente coerenti, e il dopo era tutto scritto nel prima. Bastava guardarlo e non “sperarlo”. Tu (e molti altri in buona fede) avete visto in Renzi (e il motivo non mi è per nulla chiaro, per ora intravvedo solo l’ennesimo senso di colpa per essere stati di sinistra, che si sublima nel vagheggiare che si possa essere perbene anche senza essere di sinistra, ma non ho veramente il senso di questa infatuazione per me fondamentalmente incomprensibile) qualcosa che non c’è mai stato, e probabilmente avete visto l’opposto di quel che c’era.
    Tanto per dire:

    >un paese in cui prevale il bene della propria famiglia, cosca, campanile, pianerottolo, individuo singolo, corporazione;
    Devo ricordare le sue campagne per le primarie fatte tutte su “noi” e “Loro”, dove “loro” erano dello stesso partito?

    >in cui prevale il cercare di fregare sempre il prossimo;
    Fassina chi? (mi sta antipatico, Fassina, sia chiaro, ma lo stile (o il mezzo, come tu dici) è quello da un pezzo, mica se l’è inventato per inchiodare Letta)

    >in cui della comunità non gliene frega niente a nessuno;
    Vedi tutta la sua campagna elettorale per queste primarie: lui voleva il voto “degli italiani”, mica del suo Partito, cioè della sua comunità di riferimento, di cui più di una volta ha detto di disinteressarsi.

    >in cui prevale il disincanto e la diffidenza nei confronti dello stato e degli altri;
    La sua arroganza, la sua patetica convinzione che la politica sia “fare” (quando la politica è parlare, dare un senso alla realtà, al fare ci pensano poi i quadri chiamati dalla politica, noi comuni mortali che pedaliamo, insegniamo, scaviamo), il suo evidente disprezzo per qualunque cosa somigli al rispetto delle istituzioni.

    >in cui è coltivato ed esaltato il male del proprio nemico e persino la costruzione apposita di un proprio nemico per poterne volere il male;
    vedi appunto come si è comportato alle primarie. Non sto dicendo che l’abbiano trattato bene, da Botteghe Oscure, ma il modo in cui lui ha sistematicamente coltivato il conflitto, quasi ci avesse gusto. Fai il confronto con il signor Cuperlo e il signor Civati, per cortesia, uomini comunque di altri tempi, in cui c’era la politica e non il culto belluino del nemico (io sono civatiano doc, a scanso d’equivoci).

    >in cui niente viene ricondotto a un percorso lungo di ragionevolezza e progetto ambizioso e tutto a una ricerca immediata di piccoli risultaticchi;
    Questo è il suo programma politico, io sì che faccio. La fretta, la fretta, il timore di non essere più adorato per come gli vengon bene le cose.

    >in cui una scorciatoia è sempre un’opportunità, mai un danno per qualcun altro o un cattivo esempio.
    Staffetta, che te lo dico a ffa, Direttore?

    Insomma, non capisco dove sia la “delusione”, se non nell’eredità dolorosa di una “illusione” coltivata per motivi personali. Come quelli che si svegliano e nel letto trovano la sciattona rimediata la sera prima. E la buttan fuori di casa perché è sciattona, dimenticandosi che mica c’è diventata. C’era già la sera prima, quando i vapori dell’alcol e un nel po’ di proiezioni ti han fatto vedere una signora che non c’era.
    Un cordiale saluto con immutata stima
    pv

  32. ludotumb

    Stradaccordo su tutto e solo anche io perplesso per il modo.
    Però per quanto mi riguarda non ho ancora perso la speranza che Renzi possa combinare qualcosa di buono. La cosa da fare è solo una, togliere 100/150 miliardi di spesa pubblica “inutile” e diminuire le tasse sui redditi bassi. Il problema è che i 100/150 miliardi vanno tolti a tutti quelli che percepiscono denaro pubblico senza fornire in cambio nulla di utile al paese : consigli di amm.ne e cariche varie in aziende pubbliche, parlamenti regionali, provinciali, enti inutili etc.

  33. Santi.Scimeca

    Sofri parla da innamorato deluso.
    Lo capisco: l’investimento affettivo che milioni di italiani avevano riposto in Renzi e’ stato messo a dura prova.
    Quelli che votano Renzi, o almeno una buonissima parte, non hanno una precisa idea di cosa voglia fare dell’Italia. In Renzi proiettano speranze e illusioni, e confidano che possa riuscire, non si sa bene come, a cambiare un paese immobile, gerontocratico e fondato sul familismo immorale. Mi ci metto anch’io. In fondo, se si puo’ scommettere sull’esistenza di Dio, non vedo perche’ non si possa fare lo stesso per un Renzi qualsiasi. E dunque sono stato renziano.

    Il fatto e’ che lo sono ancora.
    Per quanto possa essere d’accordo sulla spregiudicatezza dell’operazione, non posso lasciarmi condizionare dall’investimento affettivo di cui sopra. Se la donna o l’uomo di cui sono innamorato si dimostrasse davvero diverso da come me lo ero immaginato – capita spesso, a quanto pare – avrei due scelte. Trasformare il sentimento in amore oppure cercare in altri lidi. Ma qui non si tratta di sposarsi con Matteo. Non si tratta di sentirsi ricambiato in un amore impossibile. La scena e’ diversa, ed e’ finalmente ora che sia venuta alla ribalta: Renzi e’ un politico ambizioso con l’obiettivo di cambiare l’Italia. E lo sta facendo da politico, nel contesto proprio delle battaglie politiche. E con gli strumenti che la politica, da sempre, da quando e’ nata, mette a disposizione. Uno dei quali, mi spiace aprirvi gli occhi, e’ anche non guardare in faccia a niente e nessuno e proseguire per la propria strada in virtu’ di un ideale superiore.

    L’obiettivo di Renzi non e’ piu’ ‘ammaliare’ o ‘far innamorare’. Non piu’. Anche l’innamorato meno esigente prima o poi chiede la prova d’amore. E in politica non basta offrire una rosa scarlatta.
    La fase due di Renzi e’ questa: forse non piacero’ piu’, e il tappeto di fiori si trasformera’ in pantano. Ma le carte devono essere messe sul tavolo, non e’ piu’ possibile differire il momento. Se si aspetta un altro po’ perdo tutto: i miei ex-innamorati se ne stanno gia’ andando da Grillo, gli incerti ricominciano ad adocchiare il Caimano. Renzi sa benissimo che il fumo dell’innamoramento ha vita breve, e diradata la nebbia viene fuori la realta’.

    E allora Renzi fa il politico vero. Non quello a cui siamo abituati, gonfio d’orgoglio, pronto alle battute, piacione per natura. Quello di cui ti puoi innamorare se sei predisposto. Un ruolo che cominciava gia’ a stufare, a dirla tutta. Renzi ha preso la palla al balzo – in realta’ la palla l’aveva lanciata lui e non aspettava altro che ricadesse – e, al diavolo l’amore, ci mette la faccia. Quella vera, quella piu’ interessante, a mio avviso. Renzi si e’ trasformato da quello che avremmo voluto che lui fosse – ognuno secondo le proprie aspettative e proiezioni – in quello che e’ davvero: un politico che vuole cambiare l’Italia.

    E’ messo in conto che non ci riesca, che venga cannibalizzato da giochi di potere piu’ grandi di lui. Che subisca la stessa sorte che lui stesso ha riservato a Letta. Anzi e’ probabile.
    Me era tempo di provarci.

  34. manimal

    Una domanda che mi pongo da un po’ di tempo: nella giungla, è possibile vivere e prosperare adottando le leggi della civiltà? Nell’Italia incivile descritta nel pezzo, è possibile affermare le proprie idee rispettando le regole? Per tornare alla metafora di Renzi “in testa alla gara con una corsa eccezionale ed esemplare che aveva battuto persino i dopati e i truffatori”, potrebbe egli aver scelto di avvicinare il traguardo per un preciso calcolo politico tipo “la corsa è ancora lunga e i dopati ed i truffatori rischiano di riprendermi proprio perchè infrangono le regole”? E’ vero, “i mezzi sono il fine”, ma nella storia sono pochi quello che hanno dimostrato che le situazioni incancrenite si risolvono nel rispetto delle regole…per farla semplice abbiamo bisogno di un Mandela, che si sacrifica per cambiare le cose nel rispetto delle regole, o di un Giulio Cesare che agisce con ogni mezzo e poi si riscrive le regole come vuole?

  35. uqbal

    Sì, è un momento amaro, ma se anche non fosse avvenuto, Renzi non sarebbe uscito adamantino da questa situazione.
    Il logoramento di un governo moribondo e inerte, guidato da una persona, Letta, che aveva un’autostima evidentemente esagerata ed infondata, era anche il logoramento del PD, e di Renzi stesso. Sarebbe stato credibile un PD che si fosse presentato prima alle europee e poi alle elezioni nazionali con l’abolizione dell’IMU come risultato, insieme con tutti i pasticci che ne sono seguiti?

    Sarebbe stato credibile un partito in cui un segretario extraparlamentare mostrava di non poter influire sulla compagine di parlamentari del proprio partito?

    Sto riformulando le considerazioni di Costa, grosso modo, per aggiungere che, secondo me, non è stata una scelta: l’abbrivio di una situazione politica degenerata non gli ha permesso di andare alle elezioni alla svelta.

    Allora tutto sommato meglio giocarsela con la propria faccia, e le proprie abilità, piuttosto che affidarsi al talento di Letta di portare avanti il governo, perché questo talento si è rivelato inesistente (basti pensare a come Letta abbia abolito l’IMU di fatto senza niente in cambio, per poi vedere Berlusconi andarsene all’opposizione a tirare bordate sul governo che ha fatto nascere).

    Ora Renzi, oltre alle direzioni, ha in mano le armi della fiducia, dei decreti legge, della nomina del governo. Non solo: Cuperlo, Fassina e tanti altri bersaniani, dopo che gli hanno chiesto di andare al governo, non possono -presumo- rifiutarsi di votare i suoi provvedimenti, anche quelli che non gli piacciono: jobs act, legge elettorale, ecc. Altrimenti perché chiedergli di fare il PdC?

    Però non è che tutto questo sia un capolavoro tattico. Piuttosto è una sconfitta, perché questi “vantaggi tattici” non gli vengono da altro che da un’impossibilità a fare altro, da una serie di pressioni esterne cui non ha potuto resistere e che costituiscono al momento la sua maggiore.

    Rimane da vedere se sarà una Caporetto o una Dunquerque.

  36. malapropysm

    Mi ha sempre fatto sorridere il renziano medio, quasi indistinguibile dal berlusconiano medio se non per la presunzione di essere dalla parte del giusto. Ora siete costretti a chinare il capo perché tutto ciò è indifendibile. Ma fino a ieri eravate (e probabilmente lo sarete) quelli che in Renzi hanno visto più un’opportunità che una svolta. Un’opportunità personale si intende. Basta guardare tutti gli scommettitori del cavallo renziano come piano piano vengano piazzati.
    La cosa che mi manda in bestia però è leggere i renziani dire che la colpa è del gatto e la volpe (ma in tanto lo dicono), come se Renzi fosse lo sprovveduto di passaggio con l’animo puro che si fa fregare dai furbi di turno. Insultate la vostra intelligenza e la nostra. Renzi è quello che 3 settimane fa si è accordato con Berlusconi (si è fatto dettare la legge elettorale e, a questo punto, l’agenda), è sempre quello che andò ad Arcore in tempi meno sospetti.
    Sapevate chi stavate sostenendo, non fate finta di cadere dalle nuvole perché siete ridicoli. Vi ha fatto semplicemente comodo e ora vi smarcate come potete.

  37. arirep

    Io non condivido.

    Capisco, ma, infine, non condivido. Dopo militanza nel PCI di Berlinguer, e nella società civile di Prodi, nei girotondi di Nanni Moretti, per finire coi Piombini e il Lingotto 2010 di Civati, ho appreso una lezione: non si puo’ regalare agli altri il beneficio delle nostre regole democratiche, senza il dovere di rispettarle.
    Sono regole che hanno senso solo quando sono rispettate da tutti, e’ da idioti rispettarle unilateralmente. E’ come giocare una partita in cui solo tu hai le carte scoperte.

    Credo che Renzi, sparigliando con un gesto amaro per tutti, abbia perso lo sguardo puro, ma anche i pantaloni corti, da bambino della politica.

  38. odus

    @Santi.Scimeca scrive: 14 febbraio 2014 alle 17:08
    “Sofri parla da innamorato deluso.”

    Ma veramente pensi un’assurdità simile?
    Sofri conosce personalmente Renzi? Si sono trovati a parlare insieme? Se no, cioè se non lo conosce e non lo frequenta personalmente, Sofri non potrebbe essere un innamorato deluso, ma, semmai, un innamorato illuso. Illuso da ciò che di Renzi ha visto e saputo dalla TV e dai giornali.
    Se invece è sì, cioè lo conosce e si frequentano, Sofri non avrebbe mai e poi mai potuto innamorarsi di un Renzi opportunista bugiardo incallito costituzionalmente.
    A meno che Renzi non abbia ipnotizzato Sofri.
    Ma si sa che viene ipnotizzato chi ha meno controllo nervoso.

  39. Pingback: Inchiostro » Blog Archive » Renzi e la sfiducia

  40. rodo

    Renzi ha usato vecchi sistemi da prima o seconda repubblica?
    Ma chi, e come, e quando ha avuto il coraggio di fare quel che Renzi ha fatto in questi giorni?
    Io seguo il dibattito politico da 35 anni ma non ho memoria di nessun politico che si è preso tutti gli onori e gli oneri di governare gli italiani senza paracadute di alcun genere.
    Che sia questo il cambiamento richiesto a tutti gli italiani. Agire ed assumersi la responsabilità di quel che si fà?

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  42. zerosumgames

    Sono in totale disaccordo con l’articolo. Sono contentissimo di poter veder Renzi all’opera come capo di un governo per poterlo giudicare *prima* di votarlo e non *dopo*. Sarebbe stato molto più comodo per lui arrivare alle elezioni col grembiulino immacolato della cresima, senza mettersi alla prova e sporcarsi le mani col lavoro di governo. Invece ha avuto il coraggio dell’uomo adulto. Coraggio peraltro imposto dalle circostanze (e non per questo meno significativo): se non avesse preso in mano il governo direttamente, si sarebbe comunque caricato sulle spalle (sue e del PD) il peso dello scontento per un governo moscio.
    Io ho cominciato a sospettare che Renzi sia davvero un cavallo di razza – e non solo un prodotto ben confezionato – quando l’ho visto all’opera nella trattativa con Berlusconi e ora. Può essere che qualche puro resti deluso, ma io invece comincio a stimarlo proprio adesso. Ora vediamo il vero Renzi.

  43. Fagal

    Nei giorni scorsi abbiamo pensato tutti “ma sa l’è, matt?”. Non conviene, non funziona, non farlo, etc… Diciamo che la sfida che ha imposto credo che potrebbe segnare una svolta sia nelle relazioni tra politica ed elettori sia nella scelta dei temi oggetto della comunicazione politica. Quanto dice LSofri é condivisibile. La società contemporanea mette in evidenza il mezzo, la forma, rispetto al fine, alla sostanza. Non so se ciò accada per consapevolezza o arrendevolezza rispetto ai fini, supponendo che questi non verranno mai raggiunti a prescindere. Per cui ci si trastulla con le regole come violinisti sul Titanic, nella consapevolezza di affondare con discreto onore. Certo nel certificato del casellario politico questa azione resterà sempre come una condanna. Sarà poi il tempo a dirci quanto e come peserà. Ciò che appare strano e spiazzante oggi, per chiunque, é che tale scelta provenga da chi ha fatto della forma un elemento distintivo. Per utilizzare un’espressione, quello che ha compiuto non é affatto “politically correct”, nel senso che suona come anticonvenzionale, cioé contro le buone maniere che riteniamo che un politico debba rispettare. Ecco che a chi abbia qualche anno in più tutto ciò può apparire come un film vecchio già visto. Ma in realtà non é la stessa cosa, perché nel tempo passato non esistevano queste regole di “politically correct” e la forma era forma, la sostanza era sostanza. Oggi alla politica é rimasta solo la forma. Al politico é richiesta soprattutto la forma, rassegnati alla circostanza che la sostanza appartenga ad altre sfere della vita sociale, all’economia, alla finanza, alla scienza. Vedremo nel tempo se questa situazione potrà essere ricordata solo come una pessima forma o come una scelta di cattiva forma ma con qualche sostanza. D’altronde nella biografia di ogni politico ciò che rimane e si valuta a posteriori é come sia finito piuttosto di come abbia iniziato, se non poi per eccepire che la fine poteva essere prevista già dall’inizio. Speriamo non sia questo il caso…

  44. Marco 67

    Se un politico non è ambizioso è meglio che cambi mestiere (o allora è ipocrita). è meglio per tutti, soprattutto per il paese.

    Difronte all’ambizione del politico (non fine a se stessa, of course), giovane, attivo, secchione, (una rivoluzione!) scatta da parte dei “falsi non ambiziosi” e dei mediocri il rancore, l’invidia. “Oh, come mi sta sulle balle quello lì” e già pregustano la sua caduta, gliela tirano, gufano, più in alto salirà e più forte sarà il botto.

    Più hanno da contrapporgli fallimenti o inettitudine e più alto sarà il risentimento.

    Allora gli IPOCRITI tirano in ballo il vangelo, “l’amicizia”, la trasparenza, ecc.
    tutti valori che hanno ben poco a che fare con la politica che dovrebbe avere una scala di priorità con in cima il bene comune, obbiettivi sul lungo periodo, vision, ecc.

    Basta dare un’occhiata agli statisti che hanno fatto la storia: di recente ho visto il film “Lincoln” la sua battaglia per abolire la schiavitù e la consapevolezza che tale battaglia richiedesse anche qualche sacrificio “etico” per non perdere l’attimo.

    Renzi ha ancora molto da dimostrare (molto ha dimostrato), ha difronte a se innumerevoli insidie (a cominciare da se stesso) ma anche un obbiettivo fortemente condivisibile: un’Italia moderna e migliore.

    Imho.

  45. MAGO

    il ragionamento di Sofri è solo apparentemente corretto, ma in realtà è fallato da una ipocrisia di base, perchè è semplicemente impossibile giocare correttamente con un mazzo di carte truccate, difatti tutti gli altri giocatori sono stati zitti e muti quando costui ha mostrato la scala reale! I partiti, su cui è incentrato il sistema politico italiano, non hanno uno statuto legale che ne garantisca democrazia e trasparenza, ergo sono bypassati dalle lobbies; finchè la politica resta una guerra fra lobbies, mi pare assurdo fare la morale al pistolero più veloce del saloon; Renzi ha fiutato l’esistenza di una fronda interna alla sua fazione (sussurravano fra i baffi: “Renzi si impegni di più nel governo”, “vogliamo le preferenze”, “il parlamento discuterà la legge elettorale” ecc), allora lui ha regolato i conti a modo suo; ma chi è stato zitto, chi non ha lottato nè con lui nè contro di lui, non è più onesto, è solo meno coraggioso

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  54. martineden

    Sicuramente il modo con cui si è cucinato il premier uscente è stato sgradevole. tuttavia non mi pare una nefandezza inaccettabile, anche perché il colpo di mano è stata avallata praticamente da tutti (stragrande maggioranza del PD e praticamente tutti gli alleati, oltre che dal Presidente). Pertanto siamo ancora nel regno del politicamente fattibile, specie se la comunicazione viene ristrutturata da un buono spin doctor. Aspettiamo “la fine” (come scrive N. Machiavelli, che declina la parola al femminile) di questa sua azione di andata al governo, per vedere se essa avrà giustificato i mezzi.

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