Stasera uscirei, ma non ho uno straccio da mettermi

La musica, è difficile spiegarla, e non lo scrivo per chiedere indulgenza laddove in queste pagine vi sia accaduto di non capire di cosa accidenti si parlasse. Voglio dire che la musica è difficile spiegarla, e quindi non mi avventurerò a cercare di spiegare la musica degli Smiths. Proverò a spiegare le parole. Le parole delle canzoni. Anzi, più che spiegarle, ne ricopierò un po’, che le parole non hanno bisogno di parole. Ce n’è una che si intitola “Certe ragazze sono più grandi di altre”, e dice “Certe ragazze sono più grandi di altre, certe ragazze sono più grandi di altre, e le madri di certe ragazze sono più grandi delle madri di altre ragazze”. C’è una canzone che si intitola “Ladruncoli di tutto il mondo unitevi” (traduco liberamente “shoplifters”, che è chi ruba nei negozi). Ce n’è un’altra dolcissima e malinconica che dice: “la scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava: non ci ho creduto, non mi ha ferito, era il solito falso allarme”. E ancora di sogni: “Non sogno più da tanto tempo, e la vita che ho passato farebbe diventare cattivi. Quindi, per favore, per favore, questa volta lasciate che abbia quello che vorrei”. C’è anche questa (fermatemi, se la conoscete già)”: “Non è cambiato niente, ti amo ancora. Appena appena un po’ meno di prima, amore”. Quando ero ragazzo, la mia preferita cominciava così: “Stasera uscirei, ma non ho uno straccio da mettermi”. Un altro titolo è “Girlfriend in a coma”. Adesso quella a cui sono più affezionato è questa: “E se stasera un pullman a due piani ci venisse addosso, morire accanto a te sarebbe un modo meraviglioso di morire”. Era una citazione di Sillitoe, in realtà. Ce n’è una più allegra, che veniva usata come tormentone dai frequentatori delle discoteche insoddisfatti della programmazione. Si chiama “Panic” e il ritornello dice: “impiccate il deejay, impiccate il deejay, impiccate il deejay”. Poi c’è quella che si chiama “Parroco in tutù”. E anche quella che dice: “E adesso so come si sentiva Giovanna D’Arco, so come si sentiva. Mentre le fiamme le salivano attorno, e il suo walkman cominciava a fondere”.
Gli Smiths erano inglesi e durarono appena cinque anni, a metà degli anni Ottanta. Furono la band più poetica e creativa di quel decennio, e anche di più. Morrissey, il cantante, ora vive in America: saliva sul palco e gettava fiori sul pubblico. Usava citazioni di Kurt Vonnegut, Leonard Cohen, D.H. Lawrence, Kerouac e Elvis. Si diceva che fosse razzista. Ma queste cose si dicono, così. Quel che conta non sono i fatti, ma le parole.
“E se non è amore, allora sarà la bomba. Sarà la bomba, la bomba, la bomba, che ci terrà insieme”.

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