Noi che abbiamo visto i Genesis

Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che abbiamo visto i Genesis. Che abbiamo vissuto i Genesis.
A quasi nessuno piacevano i Genesis. Il mondo si divide tra coloro che li hanno semplicemente ignorati – i più, in effetti – e coloro che li hanno semplicemente adorati. Che li hanno vissuti. I primi sanno al massimo che erano la band di Peter Gabriel e di Phil Collins. I più scafati sanno annoverarli nella compagine del “progressive rock”, assieme ai King Crimson, o agli Yes, o ad Alan Parsons. Alcuni di loro assai pazienti sono stati invece sottoposti a solenni e infinite riproposizioni del repertorio dei Genesis – da parte di certi loro innamorati con la faccia un po’ così – senza essere mai attraversati da un’emozione.

There is lambswool under my naked feet

Poi ci siamo noi, con la faccia un po’ così. Che abbiamo vissuto i Genesis. Alcuni di noi, parecchi, non ce l’hanno fatta: quando Peter Gabriel – dopo sei dischi – ha mollato, hanno mollato anche loro. Hanno riempito il loro dolore del riempitivo tipo, in questi casi: “mi piacciono i Genesis, ma i vecchi Genesis”. Hanno coltivato del rancore per Phil Collins – che si era limitato a tirar su la testa dalla batteria e cantare, visto che non se ne occupava più nessuno – e ne hanno fatto la loro Yoko Ono. Altri, comprensivi, devoti – pur’o scarrafone eccetera – hanno tenuto duro e hanno voluto bene anche ad “Afterglow”, “Follow you follow me” e “Open Door”. Intanto, il mondo andava avanti, e se ne fregava dei Genesis, e di noialtri: si era tenuto Peter Gabriel.
Peter Gabriel era una spanna sopra a tutti, e ancora lo è. I Genesis sono spariti, fiocamente. Ma non importa. Con quella faccia un po’ così, noi sappiamo ancora tutto il testo di “Supper’s ready”, 23 minuti, e il timing esatto di ogni suono di “The musical box”. Abbiamo altre vite, frequentiamo e amiamo persone senza quella faccia lì, ci piace altra musica: ma non baratteremmo tutta la produzione musicale del 2003 con una qualsiasi canzoncina del 1974.

The carpet crawlers
Heed their callers
“We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out
We’ve got to get in to get out”

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