Maximilian Hecker – Ladybird

Se tu sei tedesco, ventiquattrenne, e fai un cd di pianoforte, elettronica e falsetti, con canzoni che si intitolano “Kate Moss” e “My love for you is insane”, tutto molto anni Ottanta nei suoni e nelle parole, struggente e sdolcinato che a momenti pare quasi l’arrangiamento del Tempo delle mele, i casi sono due. Caso uno – novantanove per cento delle probabilità – viene una roba svenevole tra l’imbarazzante e il ridicolo, che solo i tedeschi si possono ancora bere. Caso due, per un colpo di bacchetta magica che nessuna logica e raziocinio sono in grado di spiegare, viene molto bello. Salacabùla megicabùla bibbidi bobbidi bù. (È la recensione del precedente disco di Hecker, ma perché riscriverla?)
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