A un certo punto, da ragazzi, c’era qualcuno che si metteva a tradurre i nomi delle rockstar, con effetti devastanti per i fans. Nello il Giovane, sembrava allora un cantante da night, e Simone e Gianfranco roba da arena della Festa de l’Unità, per non parlare dei Fratelli Tuttuomo. Mi è tornato in mente vedendo che Michele Boroni sul suo blog ha cercato di devastare anche Frank Black, convertendone per gioco il nome in quello di un attore italiano assai demodé. Ma non importa: Honeycomb, che è il nuovo disco di Frank Black – Frank Black dei Pixies – è uno dei veri dischi dell’estate. Ecco come lo racconta Boroni: Frank Black è andato a Memphis a incidere una manciata di canzoni southern rock, acustiche, lo-fi, dolci e amare come poche altre in questo momento, una sorta di omaggio al Blonde on Blonde dylaniano. Per l’occasione Frank Black ha rinunciato alla voce stridula e acida a cui ci ha abituati e ha tirato fuori quella sua, quella vera. Quella Black.
Vanity Fair