Take the National Express

Ho letto che c’è un nuovo amministratore delegato alla “National Express”, una linea di bus britannici. In Inghilterra c’è la band creativa-colta-ironica per cui vanno matti i critici musicali, che a un certo punto ha qualche successo, ma non riesce a ripeterlo e allora anche i critici la trattano da bollita. La band ha un suo genio che la guida e che finisce per passare come un presuntuoso fallito, fuorché agli occhi di un devoto zoccolo di fans. Un caso tipico furono i Dexys Midnight Runners di Kevin Rowland. Un altro, i Divine Comedy di Neil Hannon. La loro canzone più famosa e più spiritosa si chiamava “National Express”. Parla dei passeggeri del bus e c’è l’equivalente britannico dell’espressione “ha un culo che fa provincia”. Sembra la sigla di uno show tipo “Milleluci”, o Broadway in pieno splendore. Non si può cantarla e basta, come minimo bisogna attraversare le stanze a grandi falcate, mulinando la braccia e agitando il cilindro

 

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