La seccante verità

Su Vanity Fair di oggi, poche pagine prima di quella dove Giuseppe Genna racconta l’inclinazione paranoica a credere ai complotti da parte degli italiani, la rubrica di Enrico Mentana dice questo a proposito di Sofri, quello anziano: “Alla sua causa non ha giovato lo schieramento di ex esponenti di LC che hanno intasato di tesi innocentiste ogni organo di informazione, imponendo quasi una sorta di pensiero unico sull’argomento”.

Ora, prima di Mentana l’hanno fatto altri e molto peggio di lui, di scagliare sassi e nascondere mani, alludendo a “pensieri” diversi e tesi colpevoliste che verrebbero trascurate o censurate. Ma rinnovo alla sua ragionevolezza questa obiezione: il suo pensiero è forse un altro, colpevolista, e qualche “schieramento” gli impedisce di esprimerlo? Ci sono argomentati e competenti pareri capaci di smentire la dimostrata falsità e fragilità delle accuse di Leonardo Marino?

Io, a sostegno dell’accusa, “in ogni organo di informazione” in questi anni ho visto solo sbracati e velenosi interventi che si limitavano ad aderire pigramente e strumentalmente alle sentenze di condanna (non però a quelle di assoluzione o annullamento delle condanne) senza mostrare di saperne niente. Io, non vedo l’ora che qualcuno “intasi” la discussione di “tesi colpevoliste” fatte di qualche argomento che sia un po’ più fondato di “l’ha detto Marino” (e chi se ne frega se ha detto tutto e il contrario di tutto). Quando in giro per l’Italia si organizzavano dibattiti sul “caso”, non c’era modo di trovare un esperto per il contraddittorio che difendesse la sostanza dell’accusa (anche in mala fede, per carità: altro non sarebbe stato possibile). Mentana può contare sulla mia solidarietà e protezione di fronte a qualsiasi intimidazione che gli abbia impedito in questi anni di obiettare concretamente alle “tesi innocentiste”. Se Mentana riesce a spiegarmi come Marino abbia sostenuto che il suo mandante fu Giorgio Pietrostefani in un giorno di maggio del 1972, salvo poi dover ammettere che quel giorno Pietrostefani era da un’altra parte (e allora il mandato?), è il benvenuto. Se riesce a giustificarmi il fatto che Marino e i carabinieri abbiano taciuto di decine di incontri notturni non verbalizzati prima che un pubblico ministero fosse informato della sua “confessione”, lo ascolto con interesse. Se riesce a dare un senso all’annullamento di gran parte delle testimonianze oculari perché in contraddizione con il racconto di Marino, sarò curioso di capire cosa pensi. Se mi spiega che un giudice a latere può scrivere male una sentenza di assoluzione che non vuole permettere e ottenere che venga annullata. Se mi giustifica che un altro giudice blandisca e insista sui giurati popolari (alludendo persino alla certezza che gli imputati saranno comunque graziati di lì a poco: e infatti sono passati dieci anni e guarda come siamo messi), per far cambiare il loro voto di assoluzione. Eccetera. La letteratura – “unica” – è vasta, come si sa.

È che il fastidio per le tesi condivise – ancorché vere e indiscutibili – è un tic umano e diffuso: conosco persone (e bloggers) di cui posso prevedere esattamente il momento in cui sbufferanno perché “non se ne può più di…”, si tratti di James Blunt o dell’amnistia. Su questa storia l’unanime parere di chiunque l’abbia studiata, ha generato un fronte di persone legittimamente disinformate – escludendo quelli in mala fede – che hanno cominciato a sbuffare. Sbuffare è umano, inventarsi “schieramenti” e “pensieri unici” (scommetto poi che lo “schieramento di ex esponenti di LC che hanno intasato eccetera” di cui parla Mentana, a chiedergliene non raggiungerebbe il numero di sei: e quello che ha “intasato” di più è un robusto direttore ex PCI oggi vicino al centrodestra) è umano anche quello, ma prima di pretendere di raccontarlo come fosse un complotto, bisognerebbe leggere cosa dice Genna.