Non mi si può tacciare di indulgenza verso le reunion e le celebrazioni di dinosauri del rock che trascinano inutilmente carriere un tempo straordinarie. Quindi vi fiderete se stavolta mi aggiungo ai celebratori di professione nel dire che il nuovo disco dei Who (della metà in vita dei Who) è piuttosto bello. Ed è fantastico perché dopo 24 anni suona come dovrebbero suonare tutte le reunion: con il sound e le voci inconfondibili di Daltrey e Townshend – un disco dei Who – eppure nuovo, senza voler essere goffamente al passo con i tempi. Con un attacco molto autoironico che strizza l’occhio al loro classico Baba O’Riley. come a dire lo sappiamo cosa state pensando.
Vanity Fair