Polemici gratis

Sul Corriere c’è un commentino sarcastico di cui è facile sospettare la mano, che ironizza sui presunti due pesi e due misure nel giudicare la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche: ieri tutti indignati a sinistra, oggi tutti tolleranti perché in mezzo c’è la destra.

Detto che la pubblicazione delle intercettazioni è sempre un sintomo spregevole degli spregevoli rapporti tra magistratura e giornali in Italia, e lo è anche questa volta, in questo caso al commentatore è partita la mano come al dottor Stranamore prima di riuscire a trattenerla.

Uno, in queste intercettazioni non c’è, finora, niente di personale e imbarazzante rispetto alle vite private, o cose che irridono i protagonisti senza avere nessun rilievo penale o politico. Non c’è pettegolezzo, e non sono tirate in ballo persone che non c’entrano con il merito, notevole, della questione.

Due, se il commentatore del Corriere condivide lo scandalo per la pubblicazione di queste intercettazioni, la sua posizione al giornale gli permette di opporsi a che il Corriere citi le stesse intercettazioni largamente, nella stessa pagina del suo commento critico.

Tre, piccola cosa, ma non insignificante: qui si parla di resconti delle intercettazioni. Non abbiamo letto i virgolettati, abbiamo letto le sintesi operate dalla Guardia di Finanza. Che possono essere più inaffidabili, ma sono anche un filtro rispetto all’esposizione nuda e cruda di ciò che le persone si sono dette (e infatti l’impressione è che molto resti fuori, per fortuna)