Maccartneysmo

Avete presenti quelle etichette che si attaccano sui cd – equivalenti delle fascette sui libri – che segnalano cosa c’è dentro di particolarmente attraente? Le mettono perché l’artista non ha voluto rovinare la copertina, ma loro pensano che con quella copertina lì il disco non si venda.
Il disco che ho in mano ne ha attaccata sopra una che dice: “Featuring special performances from Natty, Imogen Heap, Anoushka Shankar, Paul McCartney & Ojos de Brujo”.
Notate anche voi quello che noto io? Cioè, hai Paul McCartney nel tuo disco e – vabbè che siamo nel 2008, ma… – lo segnali come quarto in mezzo a dei nomi più o meno sconosciuti?
Tolgo il cellophane e metto il disco. È un disco di Nitin Sawhney, un artista angloindiano che ha fatto cose molto belle negli anni passati, mescolando elettronica, pop e suoni terzomondisti, con bellissime voci femminili. E sono curioso di capire quale apporto frettoloso abbia dato McCartney, per essere segnalato così discretamente: invece c’è una vera canzone “di Paul McCartney”. Si chiama “My soul”, i due l’hanno scritta assieme, ha tutta la formidabile sdolcinatezza di un pezzo di McCartney e una meravigliosa voce femminile indiana in sottofondo. I tabloid inglesi dicono che parla della solita Heather, ma chissene: il naufragar è dolce in questa melassa.

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