“Che simpatici!”

Non riuscivo a spiegare bene cosa trovassi insopportabilmente falso e sbagliato nelle celebrazioni della vittoria di Luxuria all’Isola dei Famosi, fino a che non c’è stato il caso Brokeback Mountain.
Non parlo della tesi per cui la vittoria di Luxuria sarebbe una vittoria della sinistra che connetteva con la realtà e con gli elettori, il tanto richiesto “contatto con il territorio”. Quella diamola per momento di ubriachezza di alcuni commentatori. Parlo della versione che definisce quella vittoria un momento di modernizzazione civile del paese, e una tappa notevole nel faticoso percorso di rispetto per gli omosessuali. Versione ai miei occhi non solo ipocrita, ma anche falsa, malgrado l’ottima fede della vincitrice. Perché raccontare a quegli italiani che sono ancora ignoranti e omofobi, che i gay sono dei simpatici travestiti che fanno battute a doppio senso sui merluzzi non mi pare la strada giusta. Perché credo che gli italiani dovrebbero imparare la normalità dell’omosessualità, per poterne capire anche le diversità. Alieni, ma bravi e simpatici alieni: non mi convince. Mentre quello che avrebbe dovuto mostrare Brokeback Mountain – se non lo avessero massacrato – è che i gay non sono solo quella familiare cosa lì da varietà e avanspettacolo: ma la stessa cosa degli eterosessuali, e persino dei virilissimi cowboy. I due casi dimostrano che in Rai i gay vincono fino a che fanno “i gay”: scelta libera e legittima, ma che non può essere spacciata come l’unica tollerabile.

2 commenti su ““Che simpatici!”

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