Non è mica da questi particolari che si giudica un direttore

Sento in giro molte discussioni sulla presunta inadeguatezza del direttore del Corriere della Sera, l’altra sera a Porta a porta. Io ho finito, ascoltate le discussioni, per pensarne queste cose.

– l’altra sera è stato tutto molto imbarazzante, e le impressioni peggiori non riguardano De Bortoli. Su Berlusconi taccio per inutilità delle parole, gli altri giornalisti si sono giocati ogni credibilità residua: soprattutto quello che pretendeva di lanciare un nuovo giornale di opposizione, secondo lui (in prima pagina sul primo numero ormai ci aspettiamo il Milan). Una serata di convenevoli servili.

– la totale assenza di senso del proprio ruolo giornalistico non si è manifestata tanto sulle questioni Veronica e Noemi, che a un certo punto sopravviene anche il senso del ridicolo. Ma sull’Abruzzo: Berlusconi ha pontificato a lunghissimo sugli interventi del governo e la sensazione è stata che nessuno dei suoi interlocutori avesse la minima idea delle cose di cui stava parlando. Non un’obiezione, non una contestazione, non una domanda: eppure ce n’erano. Ora, tu puoi anche non avere studiato il decreto terremoto pur essendo direttore di quotidiano, ma se sai che hai tre ore prima di andare alla trasmissione del mese con Berlusconi, ti fai fare un bignami dal tuo redattore. Ti prepari. Che accidenti ci vai a fare, sennò? A dire che è tutto molto imbarazzante, o che martedì esce L’Altro?

– questo però vale ancora più facilmente sul tema del giorno, ovvero comunque la questione Noemi. Almeno la famigerata e pazzesca intervista alla ragazza da cui dipende tutto quanto l’avrai riletta, in macchina, mentre andavi alla Rai, no? Solo per vedere l’effetto che fa, un paio di quelle risposte su cui chiedere spiegazioni al Presidente del Consiglio, ce le hai, no?

“non mi ha mai fatto mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi ha regalato un diamantino. Un’altra volta, una collanina. Insomma, ogni volta mi riempie di attenzioni”

“Quando vado da lui ha sempre la scrivania sommersa dalle carte. Dice che vorrebbe mettersi su una barca per dedicarsi alla lettura. Talvolta è deluso dal fatto che viene giudicato male. Io lo incoraggio, gli spiego che chi lo giudica male non guarda al di là del proprio naso. Nessuno può immaginare quanto Papi sia sensibile. Pensi che gli sono stata vicinissima quando è morta, di recente, la sorella Maria Antonietta. Gli dicevo che soltanto io potevo capire il suo dolore”

“Lo adoro. Gli faccio compagnia. Lui mi chiama, mi dice che ha qualche momento libero e io lo raggiungo. Resto ad ascoltarlo. Ed è questo che lui desidera da me. Poi, cantiamo assieme”

– il direttore del Corriere della Sera si trovava in uno studiolo in collegamento da Milano. In quelle condizioni non è mai facile intervenire. E comunque ha fatto un paio di buone battute piuttosto indipendenti e sgradevoli per B. Di certo quella in cui non gli permetteva di lodarlo per non aver pubblicato la lettera di Veronica: “l’avessi avuta, l’avrei pubblicata”.

– Ferruccio De Bortoli è un ottimo giornalista. Una persona seria, di cui si leggeva il sincero disagio a occuparsi di queste cose. Voi direte che se fai il dir del Cor te ne devi sapere occupare. E può darsi. Ma io nego che sia stato inadeguato per inettitudine o servilismo, come temo si debba dire di altri. È che non è il suo genere, e questa mi pare comunque un’attenuante, con i tempi che corrono.

Altre cose:

37 commenti su “Non è mica da questi particolari che si giudica un direttore

  1. randomwalk

    Eh, no.
    Non mi dispiace De Bortoli, capisco anche il contesto di sostanziale impossibilità nel condurre un normale dibattito, nel porre legittimi quesiti, nel fare quello che dovrebbe essere il mestiere di giornalista, senza passare per un “pericoloso eversivo”.
    Ma certe sviolinate sono state fuori luogo e assolutamente non necessarie, anche in quel contesto. E devo dire francamente che mi hanno molto stupito, sia per la persona da cui sono state fatte, sia per il ruolo che riveste tale persona.

  2. Geffe

    Urca: primo in entrambi i commenti.
    D’accordo su tutto, qui. Relativamente alla statura richiesta al direttore del corsera, mi chiedo se invece Paolo Mieli si sarebbe comportato molto diversamente, e in ogni caso chissenefrega: migliorare il quotidiano più venduto in Italia, quello dovrebbe fare DB.

  3. Nico

    penso in genere bene dei giornalisti del corriere e dei direttori, ma, se De Bortoli era a disagio a parlare dell’argomento dlla serata, non avrebbe potuto semplicemente declinare l’invito e guardarsi gli altri. Dal momento che ci è andato ci si aspettava di piú.

  4. Zenone

    A me De Bortoli mi ha lasciato perplesso. E’ vero che era giù di morale e forse insofferente a partecipare al teatrino allestito da Vespa, però doveva rivestire il ruolo del giornalista indipendente, quello che fa da contraddittorio. Dicendo a Berlusconi che non avrebbe dovuto andare al compleanno, ha servito un assist al Cav, che non si è lasciato sfuggire la succosa opportunità di riaffermare la sua avversione per le formalità istituzionali, proponendosi come distante da tutto quelo mondo di politici che gli italiani tanto detestano. Dicendo che non sarebbe lo stesso se non andasse a parlare con i cuochi, gli operai e la gente umile, si è proposto ai telespettatori (la cui maggior parte non brilla per autocoscienza critica) come l’impersonificazione dell’antipolitica, come quello che come lui disse “fa un lavoro che gli fa schifo” e lo fa, paradossalmente, per senso di altruismo. In questo modo si presenta alla gente come diverso dalla restante classe politica, anzi come migliore.
    De Bortoli ha fatto la figura non del servo, ma del radical chic che . Non volendo ha concausato una potente riaffermazione del Berlusconi “uno di noi”, e questo non va bene.

  5. se

    Io e’ due giorni che provo ad immaginare le domande di un’intervista a Berlusconi sulla questione “papi” fatta da Letterman, un sogno.

  6. Paolocoss

    Non mi ha entusiasmato nessuno dei presenti alla trasmissione, ma mi sono anche chiesto quali siano oggi i margini d’azione di un direttore o di un giornalista. A me De Bortoli sembra una persona seria e capace, ma nel pacchetto azionario del Corriere c’è tutta l’Italia che conta dell’industria, delle banche, dei media, dell’edilizia e così via. Si tratta di persone che rappresentano aziende che per dimensione hanno bisogno di poter interloquire con il Governo – qualunque esso sia – e a prescindere che siano o meno estimatori di Berlusconi, il giornale di cui sono proprietari non può mettere in pericolo questo canale. In questo Mieli mi è sembrato, non sempre ma spesso, più attento alle necessità della proprietà, e forse De Bortoli potrebbe esserlo meno. Ma si tratta pur sempre di un margine, e ad un certo tipo di osservatori – ad esempio quelli che vengono qui- può risultare comunque troppo esiguo. Gli stessi limiti credo abbiano Il Sole 24 Ore o La Stampa. Non credo che la Marcegaglia potrebbe chiedere a questo Governo un maggiore sostegno alle imprese se il giornale di Confindustria ogni giorno facesse Berlusconi a pezzi. Magari vorrebbero farlo, ma non si può. E quindi fanno quello che riescono, sapendo che al tempo stesso hanno tanti lettori per bene che vogliono un’informazione sopra le parti, e che pur se moderati non vedono con simpatia certe derive berlusconiste, e devono cercare di tenerseli care. Insomma, non vorrei essere nei loro panni. Il meccanismo è diventato certo un po’ più sfacciato e perverso, ma in fondo non è nuovo e deriva dalla totale assenza di editori puri: prima c’era la compiacenza verso Mediobanca e Fiat – che hanno largheggiato altrettanto da prepotenti – e oggi c’è verso Berlusconi. Questo però non dovrebbe giustificare Sansonetti, che davvero non ha padroni che lo costringono a fare il piacione: ma è anche vero che, realisticamente, il ruolo di sentinella morale di un Paese richiede una vasta rappresentanza, e quindi non può essere ricoperto da lui, da Concita, da Beppe, da Sabina, da Michele e compagnia (a prescindere dall’opinione che se ne ha).

  7. streghetta

    De Bortoli secondo me avrebbe dovuto dire che l’intervista a Noemi l’avevano pubblicata loro e chiedere conto di quello detto dalla ragazza in quell’occasione (corro da lui quando mi chiama, mi ha allevata, mi ha fatto altri regalini etc etc). Poi un giornalista (senza aggettivarlo!) ma un semplice giornalista avrebbe detto a Berlusconi che probabilmente la moglie si era incazzata per quelle parole, non per la festa davanti a tutti e che forse dopo le foto di lui e delle ragazza a Villa Certosa (fatte ritirare da un giudice) dove Berlusconi frugava sotto la maglietta delle ragazze che aveva sulle ginocchia, si era rotta le scatole. Ma di giornalisti purtroppo a porta a porta non ne avevano invitato!

  8. acutifortori

    Sono pienamente d’accordo con l’intervento di Zenone. De Bortoli ha consigliato a Berlusconi di concedersi meno e alla fine, da vero signore, è andato a parare sul tizio con la maglietta song’é napoli, che sì, l’hanno notato tutti nelle foto, esula dal contesto di eleganza e sticazzi, ma non c’entrava niente con l’argomento, non era lui il tema della serata. Assist così uno se li sogna.

  9. Sergio P.B.

    Oltre a sottolineare quello che hai detto tu sulle mancate domande a proposito dell’intervista di Noemi, vorrei ricordare anche gli articoli a firma dei direttori DeBortoli e Calabresi che cantavano con lo spartito scritto dal premier. In quanto a DeBortoli, avere firmato l’articolo di cui sopra gli è valso i complimenti del premier ma lo ha posto immediatamente in una posizione scomoda per chi deve fare delle domande: quella dello scendiletto.
    Calabresi ha invece cominciato al peggio la sua nuova carriera. Mi dispiace, ma non mi sento di difenderli.

  10. gianluca

    c’è fa dire che fdb ne veniva da una intervista sul corsera all’imperatore.e anche lì non era stato proprio incalzante (comunque più di mario calabresi-sono,anzi ero lettore della stampa-che delusione). A me una delle cose che fa più incazzare è la storia dell’autista di craxi. I giornalisti a Varsavia l’hanno sentita tutti la frase.e uno che l’avesse riaffermato dicendo che la smentita di palazzo chigi era una menzogna.nessuno tranne ieri sera l’inviato dell’apcom dopo 3 giorni.uno scatto minimo di dignità. E gli altri? Allucinazione collettiva? Cazzo, una smentita ufficiale dicendo che iddu quelle parole non le aveva pronunciate. E tutti i testimoni giornalisti? muti. Schiena curva ma anche clima intimidatorio. Manco fossimo in corea del nord.

  11. Carlito

    anche de bortoli è distante anni luce. C’è poco da fare. Era un occasione importante per fare la differenza ma anche lui, come tanti dei presunti fuoriclasse del giornalismo, non c’è quando serve (alla Gilardino per capirsi che ti fa la doppietta sul 2-0). Sarei stufo di questa gente, francamente anche la (se pur minima) difesa d’ufficio di Sofri, non l’ho condivisa. Questo è un barone del giornalismo: caz..0 di scusa è che non era in giornata? Berlusconi era da rovinare!

  12. Paolocoss

    Carlito, Gianluca, e altri, avete tutti ottimi argomenti, ma mi pare – insisto – che se si vuole avere una visione un po’ realistica è necessario comprendere la differenza tra uno che vuole fare il direttore del Cor. e uno che vuole farsi cacciare dal Cor.
    Perché guardate che è tutto lì.

  13. Il connestabile

    De Bortoli ha fatto quello che poteva: in Italia i potenti si trattano così, probabilmente non aveva manovra. Aggiungo: sarebbe cambiato qualcosa se avesse fatto domande più ficcanti, tali da mettere in un angolo B.? E poi? B. se ne esce sempre con boutade o con insulti ed inevitabilente i suoi si esaltano per questo (e l’elettorato medio anche: “bravo B. gliele ha cantate!”). Il punto forse è che non si riesce più a trattare con B. e a trattare le notizie come si deve…
    Di chi la colpa?

  14. livia

    Giustamente Marianna Madia viene indicata con nome e cognome. Forse sarebbe più elegante non lasciare nella penna (o nella tastiera) “Lario” e “Letizia”. Grazie.

  15. Wizardo

    Ferruccio De Bortoli (FDB) è un essere umano ed un giornalista. Italiano. FDB è il direttore di uno dei quotidiani più importanti del paese. FDB è un bravo giornalista e un bravo direttore. La direzione di FDB del suddetto quotidiano, qualche anno fa, creò motivo di contrasto con l’attuale Presidente del Consiglio (PdC). FDB l’altra sera è stato oltremodo gentile con l’attuale PdC. FDB ha omesso argomentazioni ovvie anche a un osservatore non professionista del genere interviste. FDB forse non è stato in quell’occasione all’altezza della sua fama. Probabilmente FDB ha i suoi motivi per cercare di ricucire con l’attuale PdC. Immagino che la convenienza sia reciproca. Ergo, anche FDB è un essere umano ed un giornalista. Italiano.
    Debolezza non infrequente e giustamente poco tollerata in certe stanze in cui tira ancora un pò d’aria.

  16. ale

    @Carlito
    Sono perfettamente d’accordo con te, ma il paragone con Gilardino non regge. Da tifoso della fiorentina ti posso garantire che quest’anno ha fatto quasi solo gol decisivi :D

  17. enrico

    Questa volta non posso che citare Leonardo, che ha sintetizzato perfettamente il mio pensiero:

    “Mi sbaglio se suggerisco che in un Paese democratico, con una stampa indipendente, un direttore che si prestasse a un servizietto del genere nei confronti di un uomo di potere verrebbe licenziato immediatamente? Sì, mi sbaglio, perché non posso dimostrarlo. In un Paese democratico nessun direttore si è mai abbassato così. Che io sappia. Magari non ho cercato bene: se avete esempi segnalatemeli.

    De Bortoli invece resterà lì dov’è, e c’è già chi si complimenta con lui per le “stoccate” inferte al premier: lui, che s’è fatto ridurre al silenzio da un settantenne arzillo ma retoricamente non irresistibile. Questa è la stampa italiana, oggi, rappresentata dai suoi professionisti più prestigiosi. Delle interviste scomode ai potenti si è semplicemente persa la memoria storica: della Fallaci ci si ricorda soltanto la rabbia, non l’orgoglio con cui
    dava del tu all’ospite potente.

    In mezzo a tutto questo io scrivo, come tanti, senza nessuna pretesa di fare lezioni di giornalismo. Non sono un giornalista: ma non è necessario essere calciatori professionisti per accorgersi che a centrocampo fanno melina. Non scrivo per farmi passare la rabbia (che non passa, anzi); piuttosto con una presunzione di testimonianza: chi verrà dopo di noi non dovrà pensare che eravamo tutti prostrati come Vespa, arresi come De Bortoli. C’era gente normale, con una famiglia e un lavoro più o meno normale, che in casa propria si faceva le domande che i giornalisti non volevano o non sapevano più fare. Non eravamo la maggioranza, non pretendevamo di esserla: ma esistevamo. Devono saperlo i posteri: non si sono bevuti il cervello in quindici anni, gli italiani. Non tutti.”

  18. Gabriele

    Sansonetti era davvero imbarazzante, uno spettacolino squallido e tristanzuolo, il fatto è che non mi viene in mente un solo giornalista italiano che avrebbe fatto una figura decorosa (ma non possiamo prendere gli stranieri… come nel calcio)

  19. Albert2705

    Se ci fossero stati VERI giornalisti in quella trasmissioni mister B. sarebbe stato fatto a pezzi.Ma i veri giornalisti in Italia quanti sono?Pochi ormai e di certo non li vedi a Porta a Porta.Anche per me Letterman sarebbe un vero sogno!

  20. Carlito

    perdonami ma il nosto Letherman/Leno era Luttazzi….

    o concluso vostro onore.

  21. frank

    il commento di gianluca nr 13 è quello che descrive al meglio la situazione, la cosa diversa dal solito non è la presenza da Vespa, la vera novità sono le ospitate dai neo direttori della Stampa e Corriere ( fresche nomine) all’unisono del lunedì mattina; il clima nei confronti televisivi è palesemente intimidatorio, vedasi come vengono trattati i vari esponenti dell’opposizone da quelli della maggioranza ( Franceschini in netta sofferenza a Ballarò sotto il fuoco incrociato di Bondi-Rossella- brava invece Rosy Bindi su Cicchitto a 8 e mezzo);bisognerebbe almeno non ci fosse l’ipocrisia della ( ormai debordante) maggioranza di dire che non è vero che ci stiamo avviando verso il turkmenistan,è palese,tanto vale dirlo chiaramente tanto vengono votati comunque

  22. f

    forse è un discorso di pudore.
    anche ieri ghedini che ripete che in quei 3 o 4 incontri tra la tizia e il cav c’erano sempre anche i genitori di lei e nessuno (stille, travaglio, santoro, de gregorio… nessuno accusabile di essere servo di berlusconi) che dice niente, poi per carità è tutto molto brutto
    però se sei lì a parlare di quello a quel punto le mani nella merda mettile

  23. tt

    La teoria che de bortoli e’ serio e’ capace assomiglia alla teoria che d’alema e’ un politico astuto e fine. L’evidenza a favore delle due teorie e’ che tutti e due sono meno beceri degli altri giornalisti e politici e, quindi, hanno piu’ “classe” che, misteriosamente, e’ associata ad una maggiore intelligenza. Raramente si analizza quello che i due dicono, che sono per lo piu’ boiate: ma dette con stile.

    “il direttore del Corriere della Sera si trovava in uno studiolo in collegamento da Milano. In quelle condizioni non è mai facile intervenire.”

    questo non ha senso: de bortoli e’ navigato, se sapeva che non sarebbe stato messo in condizione di intervenire in modo efficace, non doveva accettare o doveva offrire di andare a roma in studio. probabilmente non aveva come principale obiettivo il fare il suo lavoro di giornalista.

    Anche a prescindere dalle domande omesse, io trovo agghiacciante il suggerimento di de bortoli a sb di non farsi fotografare con quello con la maglietta “sung’e napoli”: per de bortoli il problema di sb e’ principalmente estetico. Mi spiace che tu alluda a qualcosa di simile con la frase “Una persona seria, di cui si leggeva il sincero disagio a occuparsi di queste cose.”

    Sulla vicenda quoto interamente Leonardo e, relatamente,

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/La_mascherina#body

  24. ristoryti

    guardate, secondo me c’è solo una ipotesi che può salvare fdb dall’ignominia professionale; ed è l’ipotesi che non abbia voluto bruciarsi in quel contesto perchè non aveva ancora sufficienti elementi per farlo, e ha voluto evitare di strangolarsi con le sue mani; ma nel frattempo sta facendo fare ai bravissimi cronisti del corr una inchiesta con le contropalle su chi è elio_benedetto letizia e cosa c’entra con berlusconi e come si sono conosciuti, eccetera, e al momento buono quest’inchiesta la tirerà fuori una delle firme di serie A del corriere. perchè la pazzesca intervista di noemi letizia nessuno l’ha smentita, e nessuno l’ha approfondita, e non ho dubbi che gli approfondimenti li farà il primo quotidiano italiano. le domande del caso le farà il suo direttore, a tempo debito, e con tutti gli elementi conoscitivi necessari in mano. questa è l’unica ipotesi, ripeto, che potrebbe giustificare dal punto di vista dell’etica professionale il comportamento di fdb (degli altri due non mi occupo nemmeno perchè è chiaro che da soggetti simili non c’è nulla da attendersi). mi auguro che quest’ipotesi sia vera.

  25. tt

    Ristoryti, anche se la tua ipotesi fosse vera non fa molta differenza.

    Berlusconi a PaP si e’ assolto e ha convinto la maggior parte degli italiani, ancora una volta, che ha ragione lui, che e’ stato una vittima etc.

    L’inchiesta che dici tu, anche venisse fuori, sara’ criticata (senza fondamento, ma che importa in un paese di faziosi) dal servente giornalista di destra di turno, o verra’ bellamente ignorata.

    Il tuo ragionamento sarebbe stato piu’ corretto se fdb a PaP non ci fosse andato. Ma ci e’ andato e, se non gli e’ venuta in mente nessuna domanda incalzante e non accommodante, e’ perche’ non voleva farne.

  26. Franco Zanette

    Sinceramente c’è una cosa che non capisco dei giornalisti italiani, ed in particolare dei direttori: se leggete i loro editoriali capite subito quali siano le loro posizioni, idee anche preconcette. Non appena li vedete a Porta a Porta o Ballarò o wherever sembrano degli zombie senza parola e senza cervello. Voglio dire: i giornalisti di Repubblica tipicamente anti-Berusconiani di fronte al computer (ehm, al MAC)parlano di regime, di fascismo, ecc; non appena incontrano Silvio da Vespa diventano degli agnellini con delle domandine sulle caprette e su Heidi (cn l’eccezione di Sua Mestà Scalfari, ad essere sincero). Il sospetto è che ‘in casa’ ovvero sulle colonne del proprio quotidiano e con i lettori affamati delle loro idee siano aggressivi mostrando il ‘sangue’ mentre ‘in trasferta’ si limitano ad un presenza (in)decorosa per strappare uno 0-0 aspettando di tornare fra le mura domostiche e continuare la bataglia… I sostanza si comportano come dei politici ai comizi per aizzare la gente e nelle tribun epolitiche si limitano a sorridere ed a mostrare il simbolo del partito. Vota Antonio…

    Franco

  27. NikkoHell

    Secondo me l’unica cosa adesso è che Naomi si candidi a qualche tipo di elezione. Con la L non con la R.
    O che si metta a fare la giornalista.

  28. elbo

    sorrido perchè sono sempre le persone che non partecipano alla trasmissione a criticare quelle che partcipano…secondo me è semplicemente una questione di invidia. E’ ovvio che in queste trasmissioni vengono invitati i direttori dei più grandi mezzi di informazione, che hanno delle enormi responsabilità e devono sempre pesare quello che dicono e le domande che fanno… chi si può permettere di dire sempre e comunque ciò che vuole vuol dire che non conta niente, che non ha alcuna responsabilità e che quindi non lo ascolta nessuno…

    Con rispetto

  29. Damiano

    Tanti commenti intelligenti (i miei preferiti sono il sogno di un’intervista di Letterman e l’elezione con la L non con la R) ma io voglio proporre una standing ovation per il titolo del post.

  30. Robiciattola

    De Bortoli mi è sempre piaciuto un sacco. Lo apprezzo per la discrezione, dunque sono d’accordo col tuo commento perché uno come lui non può proprio essere che stia a suo agio in un contesto simile. Detto ciò, discrezione a parte di un personaggio pubblico, più che questa per un giornalista, ci vorrebbe coraggio. Il coraggio di dire le cose senza peli sulla lingua. Un po’ più racconti veri, di cronaca seria, di satelliti indipendenti, senza padroni. NA uesta è un’ altra storia…
    davvero?

  31. Franco Zanette

    Elbo dice che chi ha responsabilità non può dire sempre e comunque quello che vuole: e chi lo fa non conta un cavolo con due zeta. Con me sfondi una porta aperta: hai ragione, ma è per questo che da decenni affermo che il Berlusca non può permettersi di dire sempre e comunque quello che gli passa per la testa perchè ha una responsabilità istituzionale, non trovi?
    Poi c’è un cortocircuito mentale che non capisco: il De Bortoli di turno (che a mio avviso comunque è il meno peggio e si è distinto) davanti a Vespa annaspa ma poi sulle colonne del suo giornale, attraverso anche i colleghi, prende posizione netta come se dal Corriere possa ‘permettersi’ di farlo, in tivù no.

  32. elbo

    Franco sono siamo sulla stessa linea…infatti siamo in un Paese con un presidente del Consiglio che spesso fa e dice delle fesserie….
    Ma secondo me la cosa ancora più grave è che il paese è ancora più falcidiato da PRESUNTI filosofi-pensatori-artisti frustrati che non riescono ad apparire e danno la colpa di questo a una persona, quando in realtà non appiono perchè sono dei mediocri e basta…per questo poi criticano chi appare…
    De Bortoli quando va da Vespa è un ospite, ed essendo una persona rispettosa ed educata non esagera nei commenti, mentre a casa sua (sul corriere) dice molto di più. Questo non è servilismo, è semplicemente ESSERE EDUCATI E SAPER STARE AL MONDO….tutto qua.

Commenti chiusi