Ghedini ad AnnoZero ha appena citato – per zittire i critici delle candidate veline – il caso di Marianna Madia.
Ora, io ho di recente conosciuto Marianna Madia, e ho scoperto che è molto simpatica, spiritosa, e più intelligente di quello che lei stessa cerca di far pensare.
Però Ghedini ha ragione. La candidatura di Marianna Madia non fu sostenuta da nessun argomento, e la stupidaggine di quella scelta (e di molte altre) che sembrava notevole già allora, oggi si rivela decuplicata, concedendo a Ghedini un’arma facile facile e fondata.
Bravi pirla.
update: due cose. Qualcuno mi scrive che comunque candidare qualcuno pensando che la mossa porti consensi, piuttosto che pensando ai propri traffici personali, è meno peggio. Vero, ma siamo ai dettagli. E allora ne ho uno aggravante. Candidare qualcuno che per la legge elettorale poi potrà essere bocciato dagli elettori è meno peggio che candidare qualcuno e determinarne automaticamente l’elezione perché non ci sono le preferenze.
ulteriore integrazione: come mi scrive Andrea, il discorso vale anche per termini meno ovvii e facili di Marianna Madia, come la candidatura dell’operaio della Thyssen. Solo che lì, interviene anche il discorso dell’antielitismo, quello che suggerisce che “la gente comune” sia meglio dei politici, e la questione si aggrava.
Contesterei alla tua aggravante il suo elemento incontrovertibile, Luca: comunque, qualsiasi altro candidato stava in quel tipo di liste bloccate dalla porcata. Da qui, dico io, liberi tutti e palla al centro. (In più, il retroterra festaiolo, maneggione e “papinaro” fa abbastanza la differenza. Non perchè io voglia far la morale a qualcuno, ma -almeno- perchè da quel tipo di vita e di atteggiamenti non mi rappresenta nemmeno un po’.)
Di là invece De Magistris. Insomma io non ci vedo tante differenze tra le candidature dei partiti italiani. Come al solito si sceglie il meno peggio.
Avrei voluto Marianna Madia nella lista per il Senato in Sicilia l’anno scorso. Invece mi son toccati un pregiudicato capobastone, la moglie di Fassino, e un amico di mafiosi. L’anno scorso no ho votato per questo, mica perché c’era la Madia. Di là hanno candidato per le europee alcuni indagati per roba seria e il casino viene fatto per tre ragazze di bell’aspetto.
Mi risulta che il PD candidi una ex del GF8. Di cosa parliamo?
Spara Luca spara: è una cosa facile facile farlo contro il PD (che se lo merita). Solo che non è vero che la candidatura della Madia non fu sostenuta da nessun argomento: al contrario, fu sostenuta da un argomento a te molto caro, il rinnovamento della classe dirigente. La stupidaggine di quella scelta – e dell’ argomento – è che si trascura sempre l’elemento fondamentale, le idee (lo dico da ventiseenne)
Sono d’accordo.
Il rinnovamento non si fa per cooptazione.
E poi Ghedini ti bastona in TV.
Teresa Stinziani del Grande Fratello 8. E’ vera questa cosa?
Ci sono giovani preparati in Italia, solo che di solito hanno pochi amici. L’amicizia è un valore così importante da noi. Ghedini ha avuto gioco facile ieri sera anche perché dormivano tutti profondamente tranne la Bonino. Aleggiava un senso di rassegnazione che non mi sono spiegata. Il velinismo così caro alla Palombelli, è una categoria dello spirito e del corpo: Teresa Stinziani potrà aver preso parte al GF8, ma non rientra in quella categoria. Lei, il Ferretti che vinse in quella stessa edizione e più indietro Claudia Bormioli e Andrea Francolino sono chiari esempi di persone comuni passate per il video ma show-biz repellenti.
Non è che il PD debba puntare ad essere “meno pessimo”, anche perché per sguazzare nel fango non ha certo le competenze e risorse del PdL – da cui i risultati elettorali.
C’è una legge elettorale oscena, con ciliegina le liste bloccate? Non la si cambiò come primo atto di Governo, nonostante quanto dichiarato, solo per tirare a campare? Bene, già che si tornava a votare a sconfitta ovvia si poteva essere brillanti sino in fondo, scegliendo candidature ineccepibili.
Come già dissi, la questione non era se e quanto la Madia *fosse* effettivamente capace , ma piuttosto *come* questa sua capacità fosse stata determinata.
E’ stata reputata adatta a rappresentare gli elettori del PD in base al consenso di un estratto degli stessi (primarie, gavetta di partito)? Buono.
Lo è stata per il suo notevole e riconosciuto curriculum extrapolitico (risultati nel sociale, nell’amministrazione della cosa pubblica)? Buono.
Lo è stata perché un pezzo grosso del partito garantiva per lei? No buono. Perché? Perché non c’è trasparenza. Perché se siamo ancora una democrazia rappresentativa e parlamentare, il rappresentante deve essere in qualche modo vagliato di chi deve rappresentare. E soprattutto perché per un caso in buona fede ce ne sono cento in cattiva: il cancro della casta è troppo esteso perché si possa accettare anche solo il dubbio di una nomina “in amicizia”.
Con il “benaltrismo” non si arriva da nessuna parte. Il fatto che in terre sature di mafia nessuno abbia il coraggio di escludere in liste certi personaggi *NON* giustifica il rinunciare ovunque ad una equità nelle candidature.
Ciao Luca, tu scrivevi poco più di un anno fa:
“Non la conosco, so solo che è giovane, e quindi so solo una cosa che trovo apprezzabile. Cercate, se volete convincermi che sia stata una scelta sbagliata, di dimostrarmi che sia particolarmente inadatta al lavoro di deputato del centrosinistra, e cercate di farlo applicando al giudizio sulle altre scelte di candidati gli stessi criteri e lo stesso livore che applicate a questa: altrimenti sarò portato a pensare che si stia parlando solo di invidie di ragazzini. E cercate di non essere troppo stupidi – e quindi ritenere un’aggravante che una persona abbia lavorato in televisione o frequentato ambienti politici – o troppo sfacciatamente sgradevoli da usare espressioni come “cocca di Letta” o da usare come contestazione politica le relazioni sentimentali della contestata: altrimenti sarò portato a pensare che Madia sia di certo migliore almeno di voi”
Tutti poi possiamo cambiare idea, pentirci e sentirci dei “pirla” come tu dici per cose fatte nel passato. Qualcuno ti avrà convinto del fatto che fosse una cattiva idea, e tanto basta, però non mi sembra che “la stupidaggine di quel gesto” ti sembrasse poi così notevole.
Certo, poi si è scoperto che la “giovane” era vecchia dentro, ed arrivava a mandare un’interrogazione al ministro dell’interno, perché su Facebook ci sono dei gruppi e questi “gruppi informatici organizzati (hanno amministratori, presidenti e portavoce) e la loro attività possa costituire una violazione della legge 25 giugno 1993 n. 205 che all’art. 1 comma 2 vieta “ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” e se ritenga che vi siano i presupposti per informare gli organi giudiziari di tale presunta violazione.”
Ecco, però come ha riportato Ishmael, già solo l’incipit “è giovane, e quindi so solo una cosa che trovo apprezzabile” è indicativo di come quella scelta non fosse così contrastata… Anzi, se cambiassimo l’oggetto della frase e sostituissimo la rossa del GF, tutto combacerebbe..
E’ vera:
http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/2009/05/07/1021117-elezioni_comincia_domani_presentazione_delle_liste.shtml
Ora resta da stabilire se sono meglio le veline o le concorrenti del GF. Comunque nulla di nuovo, dopo Cicciolina null apuo’ piu’ stupire, se non chi si scandalizza della faccenda.
Scusa, già più di un anno fa ci siamo accapigliati sulla sua candidatura nel ning PDObama.
Io sostenevo quanto scritto da te e riportato nel commento sopra e mi dicevo aspettiamo e vediamo.
Poi cominciarono ad uscire interviste come questa:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/79
quindi non ho dovuto aspettare molto per farmi un’idea. Certo, sono sicuro che sia simpatica, ma continuo a pensare che il metodo di scelta sbagliato abbia portato ad una candidatura altrettanto sbagliata.
Oltre alla ex-GF, alle amministrative a Firenze il PD candida anche l’ex “schedina”:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2009/30-aprile-2009/non-saro-velina-rossa-1501310670072.shtml
secondo me la questione è mal posta.
il problema non è la candidatura della madia né dell’operaio della thyssen né delle “veline”, ma il fatto che queste candidature – per colpa delle liste bloccate e all’abolizione del voto di preferenza – non siano sottoposte al vaglio degli elettori. la scelta di candidare una “velina” è più che legittima in un sistema elettorale con voto di preferenza, dove la velina in questione deve conquistarsi i voti affrontando una vera campagna elettorale, in competizione con altri candidati della sua stessa lista. a quel punto se fosse eletta vorrebbe dire che ha fatto bene il partito a candidarla, se invece non fosse eletta vorrebbe dire che la scelta di candidarla è stata un errore.
luca, in un sistema elettorale con il voto di preferenza se la madia prendesse il doppio delle preferenze di scalfarotto, vorrebbe dire che è un candidato migliore di scalfarotto, non ci sono santi. a qualcuno non piacerà, ma in politica l’unica cosa che conta è il gradimento di chi ti vota.
il “casting” dei candidati a cui assistiamo oggi è purtroppo figlio dell’abbandono di un sistema elettorale in cui il candidato deve conquistarsi il consenso sul campo. solo un sistema dove bisogna affrontare la battaglia elettorale può spingere i partiti a scegliere buoni candidati. è questo il nocciolo del problema.
Solo che ieri nessuno ha contestato a Ghedini un’altra affermazione, ossia che quando fu candidata la Madia nessuno, a sinistra, insorse . Perché nessuno lo ha inchiodato su questa evidente falsità?
Carlo M, solo due parole per ricordarti che alle Europee ci sono le preferenze… e quindi il discorso delle “veline”, dato che se ne parla per queste elezioni, è fuori luogo.
Ma la questione non va messa sulla qualità delle candidature. Per me è evidente che le “veline” non sono peggio di tanti altri, quantomeno mi aspetto che, se elette, non facciano danni. La questione è perchè le candida? La Madia, l’operaio Thyssen e tutti gli altri esempi (e ce ne sarebbero infiniti) sono stati candidati nella speranza di prendere più voti. La candidatura veline, anche se ridimensionata, mi da l’idea (certo, non dimostrabile) che rientri nella logica di piccole promesse fatte nell’ambito di rapporti che non appartengono alla dimensione politica, ma personale e ludica. E da cui nessuno si sarebbe aspettato un apporto di voti. Per me la questione va analizzata solamente sotto questo aspetto.
jack, io in realtà facevo un discorso generale, sul perché si è giunti a un metodo di scelta dei candidati tipo “casting”.
lo so che alle europee ci sono le preferenze, ma ormai la deriva verso il casting si è compiuta, ed è stato a causa del sistema elettorale adottato per le edizioni politiche.
elezioni politiche…ops
Qualcuno ha parlato di Cicciolina? Ma per favore. Altri tempi, un’altra classe.
Comunque, se vi puo’ interessare… pubblicità per le Interviste per Strada:
2009 05 07 Papi non frequenta minorenni. Noemi dice bugie su Berlusconi. Ai russi non importa, i comunisti erano peggio. Una risposta a Rondolino.
http://www.intervisteperstrada.com/content/2009-05-07-papi-non-frequenta-minorenni-noemi-dice-bugie-su-berlusconi-ai-russi-non-importa-
daniele, infatti la “qualità” delle candidature per me non è affatto la questione importante. la qualità per me è il prodotto dalla competizione elettorale, vera, nei collegi. un partito presenta 20-25 candidati e solo i 3, 4 o 5 più votati vengono eletti (sistema proporzionale con preferenze); oppure un partito presenta un candidato solo, scelto però dopo le primarie (maggioritario uninominale). in entrambi i casi gli eletti sono a quel punto quelli che riescono a convincere gli elettori con le loro proposte e il loro programma. questo è il sistema che produce “qualità”.
quante sciocchezze: l’unico sistema elettorale rispettoso del “popolo”, dell’inelligenza, e della democrazia e’ l’uninominale secco.
Scusate ma qua parliamo della candidatura veline contro altre candidature di facciata tipo Madia o altre, non del sistema elettorale migliore. E per me la paventata candidatura delle “veline” risponde a logiche del tutto diverse e molto più squallide, il che non significa che le candidature populiste o acchiappavoti siano nobili
… I’d like to know completely
what others so discreetly
talk about
Ciao Luca,
sono d’accordo con te e Ghedini se l’è trovata servita su un piatto d’argento. Inoltre, penso che la Madia non diventa di per sè “difendibile” solo perchè gli altri sono peggio…Secondo me quella della Madia rappresentò una candidatura che scimmiottava i metodi berlusconiani (è giovane, è bella, è “nuova”,la piazziamo là). Ma se io, elettrice, approvassi queste modalità per la scelta dei candidati, perchè mai dovrei votare qualcuno che scimmiotta?? Preferirei l’originale…e quindi comunque non voterei PD,no?
Da siciliana aggiungo al post n. 3 di Pippo
due nomi:
Mirello Crisafulli
(http://it.wikipedia.org/wiki/Vladimiro_Crisafulli)
E Daniela Cardinale
(http://it.wikipedia.org/wiki/Daniela_Cardinale)
che il seggio l’ha ereditato da papi (stavolta il papi vero però).
Devo dire altro?
Mi pare che tutto sto polverone faccia perdere di vista il fatto che nelle liste ci sono fior di galantuomini e purtroppo anche fior di delinquenti.Non sarebbe meglio occuparsi di questi ultimi e sorvolare su quattro ragazzotte che grazie al superstite voto di preferenza non avrebbero molte possibilità?
fantastica la citazione di “candy says” di Lou Reed…
comunque la puntata di ieri sarebbe da far vedere nelle scuole, il senso della frase finale di ghedini a Travaglio è stata ” ognuno dice la sua balla, non importa quale sia la verità”
secondo me non siamo ai dettagli.
è di questo che stiamo parlando.
è sbagliato in generale candidare gente non per le loro capacità ma per criteri come la simpatia, la fama, la rappresentatività, “un operaio, una casalinga” eccetera,
ma comunque tutto sicuramente molto meno grave che candidare qualcuno perché ti ha fatto gli spettacolini di cui scriveva la de gregorio
poi è ovvio che ghedini voglia sviare, però è su questo che si deve insistere, se entriamo in polemica.
se invece vogliamo parlare in generale dei criteri con cui fare le liste lo abbiamo già detto tante volte, quali dovrebbero essere. puntualmente però si rincorre altro, ma quello è un problema tutto del pd, non c’entra con il discorso di questi giorni.
certo in un momento come questo sarebbe bello puntare a fare tutto perfettamente, in modo inattaccabile (fuori chi non condivide una certa idea di pd eccetera), tanto perdere si perde comunque, almeno proponiamo qualcosa di impeccabile.
però poi bisogna sempre vedere quali sono i criteri, magari il pd impeccabile per me e luca sofri è diverso da quello impeccabile per franceschini o per bersani
Posso annientare la discussione? Credete che all’elettore medio gliene freghi qualcosa della Comi o della Madia? No. Votano l’una perché è del PdL, l’altra perché del PD. Anzi no, non le votano nemmeno, visto che si vota direttamente la lista. Sono riempitivi cosmetici, tanto per far parlare. Né l’una né l’altra apportano qualcosa alla politica. Anzi, le stiamo pagando una formazione a peso d’oro. Dubitando, oltretutto, che ciò possa ottenere risultati migliori di quelli che se al loro posto ci fosse chiunque altro.
@Manuela del commento 27.
Sì, mi riferivo a Crisafulli per l’amico degli amici. Il pregiudicato capobastone invece, collettore di voti alla Cuffaro, Mannino etc. era Papania:
http://it.wikipedia.org/wiki/Antonino_Papania
che era al terzo posto nella lista. Al quinto c’era Crisafulli.
Se posso aggiungerei un’aggravante appoggiandomi al noto argomento “giudicare le persone per quello che fanno”. Ebbene, mi fa impressione dirlo, ma sicuramente in questa prima parte di legislatura Marianna Madia ha dimostrato di meritare il posto meno di Mara Carfagna o di Gabriella Carlucci. Presso i rispettivi elettori, perlomeno, che poi sono quelli a cui si deve il proprio mandato. Le ragazze del Cav saranno pure manovrate, ma lui non teme di buttarle in prima linea, e che piaccia o meno ne ha fatto esempi della sua nuova classe dirigente di provata popolarità. Le nuove leve del Pd, che siano operai o brave figliole, che siano più o meno manovrate delle loro controparti, invece vengono chiuse nelle cantine di Montecitorio ad alzare la mano quando la alza il capocorrente. Mi sembra una differenza ulteriormente preoccupante. Per il Pd, intendo.
Capisco che dire “la Carfagna sì che se la suda la pagnotta” è un po’ fortino, ma mi pare sia nei fatti.
@paolocoss
è vero, però non dimentichiamo che un conto è essere ministro (e magari esserlo solo “di facciata” – ho scritto magari, non so come stiano le cose), un conto parlamentare all’opposizione
comunque è vero quello che hai scritto
f, sicuramente un ministro ha accesso a strumenti diversi, detto questo da un parlamentare dell’opposizione di 30 anni mi sarei aspettato che si facesse venire in mente qualche idea.
A domanda rispondo. Non ho bisogno che mi si rinfaccino miei vecchi post e miei vecchi pensieri, soprattutto quando li mantengo. Mi ricordo di quel che scrissi allora della Madia, e tuttora lo penso e non è in nessuna contraddizione con quel che ho scritto oggi. Scrissi che sulla Madia volevo discutere delle ragioni esistenti o inesistenti per la sua candidatura e non di sciocchezze pettegole e invidiose. Mi pare sia chiaro. L.
Luca,
quello che volevo dire, e mi spiace ti sembri un rinfacciare perchè non lo è, è che prima dicevi che sulla candidatura sembrava potersene discutere, mentre dal tuo post di oggi sembra che già allora la “stupidaggine di quella scelta [..] sembrava notevole”, come se già il 27 febbraio il (tuo?) giudizio fosse già espresso.
Tutto qui :-)
Ciao
(27 Febbraio 2008, naturalmente)
E per la cronaca, io sulla candidatura della Madia non riesco ancora a farmi una opinione definitiva, come su molte idee di Veltroni, che non riesco a capire se fossero idee geniali o cagate pazzesche.
La candidatura dell’operaio della Tyssen io l’ho vista più come un omaggio (interessato) alla tradizione marxista e alla storia del Partito Comunista Italiano, a cui gli elettori e le elettrici più anziani sono stati iscritti per decenni. Per questo non lo metterei nel calderone decoratività. Il problema Madia per me è anche che non capisco minimamente quali voti avrebbe dovuto portare.
Madia e l’operaio della Thyssen sono stati candidati come simboli, non per il valore in sè delle persone. Che logica è?
Le veline del Berlusconi x traffici suoi privati o privatissimi, come alcune ministre.
Delle due la prima è una cazzata, la seconda è molto peggio.
Detto questo secondo voi a Berlusconi ed ai suoi lacchè mancava la Madia per avere argomenti per attaccare?
Quando domani si scoprirà che davvero se la scopava da minorenne l’argomento di Ghedini sarà negare ed incolpare le “televisioni comuniste”; il gradimento dal 75 arriverà all’85%, e noi qui a cospargerci di cenere x la Madia.
La realtà – secondo me – è che l’appeal dell’uomo sull’Italia è enorme, la logica non ne verrà mai a capo; solo quando avremo anche noi qualcuno con idee chiare e appeal ne verremo a capo, Madia o non Madia non fa differenza.
luca: sono d’accordo.
il problema non è certo la madia o qualsiasi cazzatella possa fare il pd.
il problema, per capire cosa fare per vincere le elezioni, è che se domani venisse fuori che, come dici tu, “se la scopava da minorenne” agli italiani andrebbe bene lo stesso.
ormai come diceva sofri, quello anziano, il 25 aprile, la gente è d’accordo con tutto quello che dice semplicemente perché lo ha detto lui.
se un giorno dice una cosa il paese pensa che sia giusta quella, se poi dice il contrario il paese si convince del contrario.
non credo che il pd debba rincorrere queste cose.
quella del partito “impeccabile” che dicevo prima comunque è l’unica strada che mi viene in mente
luca, io non discuto che la madia e l’operaio della thyssen siano stati candidati come simboli e che le veline di berlusconi siano state candidate per i suoi traffici privati.
dico però che entrambe le operazioni sono possibili solo grazie a questo sistema elettorale (liste bloccate, senza preferenze), perché né la madia, né l’operaio né la velina devono presentarsi davanti ai propri potenziali elettori per cercarsi i voti, con un programma, o delle idee, o almeno mettendoci la faccia.
con la legge elettorale corrente i nomi nelle liste elettorali servono solo a riempire le righe vuote, e questo incentiva scelte simboliche (se va bene) o dettate da traffici privati (se va male). se si va avanti così fra un po’ nelle liste elettorali ci troveremo batman e james bond.
un qualsiasi altro sistema dove si possa esprimere un voto di preferenza obbligherebbe i partiti a stare più attenti, e a iniziare a scegliere i candidati anche in base al merito e alla qualità delle loro proposte e del loro curriculum.
A questo punto si può passare alla domanda: sotto quale percentuale deve scendere il PD prima di avere il coraggio di osare qualcosa? Scusate, ma lo scoramento è tanto
A Sanremo c’era la giuria di qualità e vincevano i Jalisse, ora ci sono le preferenza e vince Marco Carta…
Il discorso sul voto di preferenza è corretto, ma la situazione italiana è diversa, tant’è vero che alle europee la preferenza c’è eppure ci ritroviamo le veline.
La situazione infatti è di un generale innamoramento/idolatria del Berlusconi e di un generale asservimento di tutta la vita pubblica: una questione come quella Lario-Berlusconi, in cui è facile dare ragione a lei ma comunque è una questione fondamentalmente privata, viene reinterpretata immediatamente come un attacco al Santo Leader e come tale ordito dai “comunisti”. Che bisogno c’è infatti di dire “è caduta in un complotto, si scusi”? Il giorno dopo la richiesta pubblica di divorzio il sito del PdL inondato di commenti offesi x le dichiarazioni della moglie.
Il fatto è che se domani il Berlusca scoreggia in faccia alla regina Elisabetta, prima che si scatenino le indignazioni di sinistra, (sottolineo: PRIMA), non solo si scatena la scoreggia pubblica generale e la dotta spiegazione di quanto pop, antielitario, salutare, rivoluzionario ecc. sia la scoreggia del Cavaliere (“Il Foglio” ad esempio), ma parte anche l’attacco a chi non scoreggia, ai comunisti bigotti repressi, agli antilibertari che voglio opprimere l’afflato espressivo e come se non bastasse ai media di sinistra che hanno riportato la menzogna della scoreggia del Cavaliere che in realtà non c’è mai stata e comunque è stata molto gradita da Sua Maestà la Regina, in una insalata di contraddizioni.
E tutto ciò prima che quei 4 gatti che siamo rimasti a pensare, iniziamo a criticare o a indignarci.
Dopo ciò, noi di sinistra iniziamo a smenarcela sui blog se dobbiamo scoreggiare in pubblico anche noi oppure essere puri oppure vorremmo ma non siamo capaci.
Invece il discorso è un altro: come Re Mida, Berlusca trasforma tutto in consenso, (veline, scorregge..), noi dovremmo essere in grado di trovare la nostra strada. Come dice Carlo M, tra un po’ in lista troveremo James Bond e Batman, ma non saranno le leggi elettorali, è questa generale infatuazione.
Finisco con questa: che cazzo di nome è Popolo delle Libertà? Non Partito, Popolo. E’ la prima cazzata che gli è venuta in mente mentre sul famoso predellino improvvisava. Il giorno dopo ha fatto i gazebo x far scegliere dal basso il nome ed i suoi hanno votato quello. Se mentre parlava avesse starnutito adesso avremmo l'”Etchù delle Libertà”; noi oggi discuteremmo se chiamarci “Aaargghh Democratico” o continuare con l’obsoleto “Partito” che fa perdere le elezioni.
@Luca
Quella del Popolo della Libertà è una cazzata, perché è un termine già usato un anno prima del predellino, durante la manifestazione di San Giovanni in Laterano. Non si può sapere tutto del partito avverso, per carità, ma informarsi prima di sputare sentenze e parlare di improvvisazione, magari.
Allora: ieri su RaiDue c’era Zaia dalla Bignardi.
Io son trevigiano quindi forse c’è un conflitto di interessi, ma non ho mai votato Zaia e son di sinistra. Zaia ha un curriculum di tutto rispetto: scuola enologica, laurea in Agraria a Udine, Presidente di Provincia 2 volte, vice di Regione con delega all’Agricoltura ed ora Ministro (indovinate di cosa). Nessuno, dal vetero-marxista al cattocomunista ha mai avuto niente da ridire sulla sua candidatura. Il paradosso è che è Ministro grazie ad un valzer di poltrone (praticamente per sua stessa ammissione)e NON per le sue qualità e comptenze specifiche. Del resto va al Governo chi viene votato, non vhi è competente, altrimeni i Parlamenti sarebe zeppi di Premi Nobel, ricercatori e vincitori di Oscar.
IL punto è un altro: io sono felice di essere smentito ma le varie candidature del Pdl (e anche del PD se volete) dalla Carfagna in giù sono determinate dalla reali capacità di queste ‘signorine’? Non ricordate la famosa ‘Viviana fagliela vedere!’ sulla 23-enne candidata senza speranza a sindaco di Brescia? Voglio dire, se fosse stata bruttarella il Berlusca non l’avrebbe degnata di uno sguardo. Magari poi la Carfagna diventerà un ottimo Ministro e sarà ricordata nelle Eciclopedie ma resta sempre una tartaruga che ai blocchi di partenza ha auto più chance dell’Achille di turno in teoria più veloce e competente. Non trovate?
@ Dario Salvelli
Come fai a paragonare la candidatura di Demagistris.
Luigi De magistris è un pubblico ministero che ha indagato sui poteri forti, quelli che non vedi. E’ stato fatto fuori dal Csm in modo anomalo e vergognoso. Studia il caso
E ascolta cosa dice di lui Salvatore Borsellino, cosa dice Ingroia.
Il fatto che si sia candidato con l’italia dei Valori (come indipendente), nulla toglie alle qualità dell’uomo. Sono un elettore PD , ma stavolta il mio voto va a lui
Paolo del commento 48, vorrei dire cosa penso del fatto che De Magistris si candidi con Di Pietro, di come l’opera di un giudice – anche quando è giusta – venga usata come leva non solo contro gli avversari ma anche contro il Governo di cui in quel momento si fa parte, di come si usi la complicità di un certo giornalismo “contro”, di come si strumentalizza una battaglia magari legittima per ottenere un po’ di potere in più, e per farne cosa ancora nessuno lo sa. Ma l’argomento sarebbe un altro, qui, e so che il padrone di casa non apprezza, per cui mi taccio (a parte quel che ho già detto, evidentemente).
Continuo a pensare che argomentare troppo nuocia alla semplicità. Ossia: perchè non fare le primarie di partito per candidature? (si poteva, non serve una legge che lo consenta/imponga)
Loris, per via della questione Sanremo citata poco sopra da Marco. Se si fanno le primarie la gente sceglie Pupo.
Bene. Allora lasciamo che Dario scelga il Pupo. Almeno ci saranno argomenti da blog. (Oppure, che è lo stesso, Veltroni ha scelto la “Pupa” e siamo qui a dircelo).
Male. Il fatto è che se la qualità dell’opposizione non c’è non ci possiamo lamentare. Una volta i deputati Pci erano in grado di inchiodare in Aula Ministri e Sottosegretari per ottenere risposte. Oggi mancano argomenti e guai a disturbare il manovratore. A destra come a sinistra (o quel che l’è).
Ho appena letto lo scambio di post fra te e Rocca, con annessa citazione dell’editoriale di Di Vico sul Corriere.
Il punto è proprio quello, secondo me. E nello stesso contesto ci sta la questione Madia. Che non c’entra niente con quella delle veline, per carità. Leggendoti, ricordo che avevi sposato la sua candidatura nell’ambito della sceneggiatura veltroniana del rinnovamento.
Quello che hai scritto oggi su di lei – “Ora, io ho di recente conosciuto Marianna Madia, e ho scoperto che è molto simpatica, spiritosa, e più intelligente di quello che lei stessa cerca di far pensare.”- mi è, non so perchè, suonato sgradevole. Oppure non l’ho capito.