Le cose si complicano

In quel guazzabuglio che è ormai diventato il Noemigate ci sono un paio di cosucce da chiarire, dopo il racconto di Gino Flaminio pubblicato oggi da Repubblica.
La prima cosa è che il racconto di Flaminio non coincide per niente con quello che sostiene l’ex assessore napoletano Arcangelo Martino. Uno dei due quindi mente: perché, o per conto di chi, solo il buon Dio lo sa.
La seconda cosa – un pochino più strana – è che non tornano le date. Flaminio sostiene che Il rapporto tra Noemi e il presidente “comincia più o meno intorno all’ottobre 2008″, circa “quattro, cinque mesi dopo che il book era nelle mani dell’agenzia”. Si sta parlando del book scattato dal fotografo Gaetano Livigni in previsione di un casting a Mediaset. Ma il book in questione era stato scattato, a detta del Livigni, il 5 novembre 2008. Ancora: o mente il Livigni o mente il Flaminio. Perché, o per conto di chi, solo il buon Dio lo sa.
Un’altra cosuccia un po’ strana è che, sempre a detta del Livigni, quando la signorina Noemi si presenta al fotografo per il book – sia esso stato scattato a novembre o sei mesi prima – Noemi dice al fotografo che le “hanno già pagato il biglietto aereo per Milano”. E chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i casting sa che questi viaggi non si pagano a una diciassettenne sconosciuta che non ha mai fatto assolutamente niente nel settore, prima ancora di vederne il book. Insomma, se fosse vero che le avevano già pagato il viaggio per Milano, pare improbabile che l’incontro con Berlusconi sia successivo agli scatti del book. (segue sul blog di Sandro Gilioli)

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