Un mese fa i giornali di tutto il mondo hanno dato notizia della morte di Harry Patch, “l’ultimo veterano britannico della I Guerra Mondiale”, come hanno scritto quasi tutti i quotidiani italiani. In realtà, l’ultimo veterano britannico (nel mondo ce ne sono altri due, un americano e un canadese) si chiama Claude Choules, oggi ha 108 anni e vive in Australia. Era in marina. Patch era invece l’ultimo sopravvissuto tra quelli che avevano combattuto sul Fronte occidentale.
Un articolo del Corriere sul nuovo disco di Whitney Houston, mercoledì, aveva come titolo: “La resurrezione di Whitney conquista la critica Usa”. Ma nell’articolo si citano solo due recensioni, e non così “conquistatrici”. La prima è del New York Times e l’unica frase positiva citata dal Corriere è “riemerge come una diva in piena regola”. Ma nell’originale si spiega che una diva è una che ha avuto una storia e un rapporto con i fans che vanno oltre la musica: la traduzione esatta è quindi “riemerge con tutti gli attributi di una diva” e si riferisce al passato. Segue una citazione di Rolling Stone, ma anche qui niente che “conquisti la critica”: si tratta della cronaca della presentazione del disco, mentre la recensione vera e propria – che pure promuove il disco – dice: “A quarantasei anni, non è più la cantante che era”. Dopo questi due esempi, l’articolo del Corriere spiega: “Ma non tutte le critiche sono state positive”. E cita fedelmente due delle molte stroncature uscite in America.