La sindrome di Stokkindle

Per un esperimento scientifico all’avanguardia, il titolare di questo blog sta convivendo da un paio di settimane con un Kindle. Questo è il nuovo episodio del suo diario.

Come avevo previsto, al Kindle ci si abitua rapidamente. Malgrado le perplessità sul catalogo che avevo espresso qualche giorno fa, la lettura di un sacco di cose diverse su uno stesso apparecchio è molto piacevole e accogliente. Mi muovo già tra i comandi con maggior levità, e al contrario di quel che dice una delle obiezioni maggiori, è molto meglio avere tra le mani un apparecchietto di plastica compatto e leggero piuttosto  che contenitori di carta diversi come giornali o libri che si rivelano ora in tutta la loro luce di fallimentari oggetti di design. Belli, per carità, ma non c’è paragone in termini di praticità di uso. Soprattutto sul tram. Mi sta capitando la stessa cosa per cui quando vado a correre lo faccio in realtà per sentire la musica nell’iPod. Adesso vado più volentieri in tram così non ho distrazioni per leggere le cose che ho sul Kindle. Restano le forti perplessità sulla limitatezza del catalogo per noialtri europei, ma mi ha detto mio cuggino che ha visto in giro per la rete dei suggerimenti per aggirare alcune delle limitazioni.
Una comodità che non avevo messo in conto è notevole per i lettori che come me sfogliano i giornali e guardano titoli e sommari fermandosi a leggere solo alcuni degli articoli. Kindle mostra gli articoli anche in una visualizzazione tipo indice, che consente la lettura delle prime righe, spesso molto più illuminanti dei sommari. Se interessa, clicchi, sennò prosegui nella lista o col tasto next page.
La macchinosità della comunicazione col computer resta una seccatura: ma forse a voi interessa meno di me linkare delle cose sul blog o stamparle per usarle in radio, quindi è un limite che forse sopravvaluto.
Mia moglie, la mattina a colazione, mi guarda storto. (Lo faceva anche con iPhone: ora ne ha due).

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