Comportarsi bene

C’è un bel pezzo di Sofri, quello anziano, su Repubblica di oggi. Spiega, in estrema sintesi, perché nel giudicare cosa fare sul pasticcio delle liste si debba spostare lo sguardo dalla cialtroneria dei rappresentanti ai diritti dei rappresentati. Parla anche di sportività, ma quella ci sarà, alla bisogna: la si chiede agli avversari, non agli arbitri. E qui stiamo invece riflettendo su cosa debbano fare gli arbitri, in questa situazione.
Su questo, ripeto, mi ha fatto riflettere il passaggio dove si suggerisce di pensare agli elettori del centrodestra incolpevoli delle inadeguatezze maldestre dei loro rappresentanti. E mi è sembrato sensato, giusto, in prima battuta: ho messo in discussione gli argomenti su cui ho insistito in questi giorni, della necessità che le regole siano rispettate per non alimentare disgraziati precedenti, e per far crescere il senso di responsabilità di chi le deve rispettare e chi le deve far rispettare. Per dare una lezione, infine: in senso costruttivo e non accanito. Si fanno le cose meglio, se si sa che a farle peggio si paga. Se farle meglio o peggio porta gli stessi risultati – questo è il disastro dell’Italia – a cercare di farle meglio restano in pochi.
Ma insomma, in nome di quel pensiero sugli elettori, ho accantonato per un momento queste ragioni. Non avranno chi votare. Non è colpa loro.
Poi ci ho pensato ancora e mi sono detto che molti di loro non hanno chi votare da anni, e si adattano; ed è quello che fanno anche moltissimi di noi che teniamo i desideri da un’altra parte. Non avere chi votare, in Italia ma anche in generale, è una condizione comune: ci si adatta. Dipende dal non trovare sulle liste i nomi che ci convincano: capiterà agli elettori del centrodestra stavolta – non trovare il simbolo, poi, è un caso che mi intenerisce ancora meno: simboli, bleah – a noi di sinistra capita spessissimo. E ce la prendiamo con chi se lo merita.
Quanto all’essere incolpevoli, beh: non lo sono. Gli elettori del centrodestra non sono incolpevoli della mediocrità di chi li rappresenta. Li hanno votati, sostenuti, difesi, per anni. Hanno votato esattamente ciò che li rende orfani dei loro simboli oggi: l’inettitudine incosciente e vittimista. Allo stesso modo – per carità – molti elettori del centrosinistra non sono incolpevoli della inadeguatezza dell’opposizione e della insipienza dei loro rappresentanti: li hanno pigramente votati turandosi il naso ogni volta. Ma questo è un altro discorso.
La penso come prima, insomma. La lezione dell’eleganza e della sportività è una bella lezione: la seguiremo evitando di andare a fare i caroselli per strada se le liste del centrodestra saranno bocciate e insistendo sulla lealtà e regolarità della campagna. Ma la lezione principale da dare è un’altra.

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