Oppure

A incasinare ulteriormente la discussione su Raiperunanotte ci si mette Vittorio Zambardino:

Contento sono contento, e ne scrivo interessato. Ma il mio cuore eversore di certezze si chiede: ma se il corto circuito internet televisione radio l’avesse fatto mister B, con una serata di urli senza contraddittorio di quelli che sa far bene, e con un comico dei loro che avesse paragonato Travaglio a un’inculata, a quest’ora quante analisi sul Nuovo Dispotismo Elettronico staremmo facendo?

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12 commenti su “Oppure

  1. Flx

    Il fatto è che la situazione proposta da Zambardino non può darsi. Berlusconi ha un patrimonio di 9 miliardi di euro, tre televisioni (moltre altre cose) ed è il Presidente del Consiglio. Se vuole dare martellate mediatiche (o botte da dietro) non ha bisogno di tutto il “corto circuito”, ha già i mezzi per farlo.

  2. Barbara P

    Sono d’accordo con Flx. E’ chiaro che se lo avesse fatto il Presidente del Consiglio, che ha in mano come proprietario metà delle televisioni del paese e un mucchio di giornali, e che il venerdì prima delle elezioni va al Tg1 a dare indicazioni di voto, sarebbe stata tutta un’altra cosa (non che nei contenuti e nelle modalità questa Rai per una notte mi abbia poi entusiasmato).

  3. Potacchione

    bah, credo nessuna analisi preoccupante se si conosce il funzionamento della rete.
    In ogni caso mi piacerebbe sentire un comico dei loro visto che non ne conosco. Anzi, uno sì.

  4. dan.galvano

    d’accordo con flx.
    e cmq pare che sia stata invitata gente vicina al centrodx ma hanno declinato.
    parafrasando zambardino, si potrebbe fare il ragionamento uguale e contrario: se bersani o di pietro si fossero presentati in tutti i tg a 2 gg dal voto senza contraddittorio a quest’ora quante analisi sul Nuovo Dispotismo Comunista staremmo facendo?

  5. seymour caulfield

    la rete è un luogo praticamente illimitato dove c’è posto per tutto e per tutti e dove la possibilità di scegliere è reale, le frequenze televisive sono, allo stato attuale, limitate, concentrate in pochissime mani e la scelta di solito è tra un calcio nei denti o negli stinchi.

  6. pcapalbo

    La serata di ieri sera è la reazione ad una censura. Al paragone di Zambardino manca un qualcuno che riesca a zittire Berlusconi. Se non avesse chiuso i talk show la serata di ieri sera non avrebbe avuto senso.

  7. Rosario

    Beh se di Luttazzi colpisce solo il fatto che ha parlato dell’inculata e non il come, e non il parallelo perfetto, e non il triplice carpiato a fine battuta (sì sì sì, sborrami sulla schiena, ma attento ai capelli) stiamo freschi.
    Se lo sognano, a destra, uno come Luttazzi.
    Ho provato a leggere gli editoriali pseudosatirici di Veneziani (lui ci prova, ogni tanto). Pessimi, fascistoidi, stantii, reazionari.

    “La miniatura del duomo di Milano è introvabile. E ho scoperto perché: le fan di Di Pietro la applicano al vibratore” ti colpisce in angoli nascosti della mente. E’ dieci spanne sopra qualsiasi altro comico.

  8. piti

    varie:

    1) è ovvio che Berlusconi sul web sarebbe uno dei tanti, mentre in tv, per le note ragioni, è padrone unico e dispotico;

    2) la cosa che mi lascia sorpreso, sotto sotto (absit iniuria verbis), è che la metafora inculatoria è utilizzatissima (direi la più frequente) nelle conversazioni che mi capitano sopra lo stato dell’Italia e quindi mi verrebbe da supporre che lo sia anche presso chi non mi capita di frequentare. Poi la propone (benissimo) Luttazzi e mezza Italia si indigna per l’inaudito paragone e l’altra mezza resta a bocca aperta per tanta ardita genialità. Boh;

    3) ma in questa povera patria internet diverrà mai, e quando (il fattore tempo in certe cose è decisivo), un’alternativa significativa alla tv e relativa cacca di regime? No, perchè, per ora, sia chiaro, siamo sempre i soliti happy few (happy, ‘nsomma) a farne uso e a raccontarcela fra di noi. Ma a votare ci va anche quella (venti anni approx!) che ieri, al bar della piscina, diceva, “Sai stasera (in realtà era già successo il giorno prima) a Bologna c’è una cosa contro Berlusconi con Santoro, se c’è Benigni lo guardo alla tv, troooppo forte Benigni…”. E figuratevi il pastore sardo, il contadino della Basilicata e la casalinga di Voghera.

  9. Barbara P

    Scusate se commento di nuovo, ma siccome non mi sono indignata per l’inaudito paragone, né sono rimasta a bocca aperta per l’ardita genialità, ma ho considerato il tutto una metafora sbagliata, vorrei dire che sì, si è capito che in Italia questa pratica sessuale è considerata un’impresa da mascalzone latino a cui le donne fanno finta di sottomettersi nonostante sia dolorosissima, mentre in realtà, sotto sotto, le sceme, sono contente. Sono convinta che questa idea accomuni felicemente Luttazzi, Berlusconi, Veneziani, anche il letto di Putin se avesse facoltà di pensiero, e tanti altri e altre. Ecco, non è proprio così. Il sesso anale è bello, eccitante e coinvolgente per tutte e due le persone che lo praticano, nel caso che piaccia, quindi la metafora non è calzante (nel caso non piaccia è violenza, quindi nemmeno ne parliamo).
    La metafora inculatoria è molto usata, però è sessista e omofobica e parte dall’assunto che l’inculata sia una cosa negativa per chi la riceve. Potremmo tutti smettere di usarla per un ambiente migliore. Potremmo lanciare una campagna.

  10. piti

    Barbara, quello che conta nella metafora potremmo sintetizzarlo con la famosa frase: gli inizi sono duri per tutti.

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