“La NASA è finita”

Adesso pare che – pensa un po’ – non fosse vero.

“La missione su Marte ci sarà, e io sarò ancora vivo per assistere allo spettacolo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, presentando a Cape Canaveral il suo programma per il rilancio della Nasa. Obama ha previsto l’arrivo di una navicella nell’orbita di Marte “nella metà degli anni Trenta”. E l’atterraggio sul pianeta rosso “arriverà subito dopo”.
Obama ha dunque voluto spiegare la cancellazione del programma “Constellation”, lanciato dall’amministrazione Bush, che prevedeva il ritorno dell’uomo sulla Luna. “Ve lo dico chiaramente, sulla Luna siamo già stati”, ha detto. “C’è altro da esplorare e altro da fare. Credo che dobbiamo spostare il nostro obiettivo più lontano”. Il piano illustrato dal presidente statunitense prevede un investimento di 6 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. La corsa al pianeta rosso porterà, prevede la Casa Bianca, 2.500 nuovi posti di lavoro all’industria americana.

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2 commenti su ““La NASA è finita”

  1. Marzio

    Io di fondo, pur essendo stato bimbo nell’epoca in cui lo spazio pareva a portata di mano, mica ci credo tanto a questa cosa della luna.
    E’ una bellissima sfida tecnologica ma:

    1)gli astronauti dovrebbero essere una sorta di kamikaze, essendo i raggi dello spazio profondo, molto più potenti di quelli che si assorbono in missioni in orbita. E qualche effetto mutageno, teratogeno o cancerogeno c’è di sicuro;

    2)l’affidabilità tecnica dei sistemi è ancora molto di là da venire. Le moderne tecniche di analisi del rischio (Fault Tree Analisys, FMEA, FMECA) mostrano la corda già sulla terra, figuriamoci nello spazio. Già il banale incendio di un PC, a bordo di una navetta, sarebbe ingestibile per il fumo che sprigionerebbe;

    3)nel giro di 6-8 mesi (bene che vada il viaggio di andata), gli astronauti arriverebbero su marte con le ossa molto decalcificate e, probabilmente, non sarebbero in grado di fare nulla, senza una riabilitazione lunga, lunga (gli astronauti russi, quelli della MIR, non si reggevano in piedi al ritorno);

    4)l’aspetto psicologico per me è tutto da vedere. E la convivenza forzata pure. C’è un bel libro di Umberto Guidoni che descrive comportamenti al limite dell’isteria che sono avvenuto a bordo della stazione spaziale internazionale e della MIR.

    Non saprei. Noi siamo degli esserini un po’ delicati ed inadatti a permanere in luoghi ostili. Ma forse sono io prevenuto.
    Tuttavia, l’idea di mangiare cibo liofilizzato e bere pipì depurata per 2-3 anni, circondato da plastica, in 20 mq di spazio senza vedere il sole e sentire il profumo delle stagioni non la vedo molto attraente, diciamo.

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