Fagocitati dal boxino morboso

Quando un anno fa scrissi di questa perplessità, qualcuno mi disse che magari la notizia c’era. Considerato che ora è passato un anno, quella giustificazione mi sembra superata. Eppure sul sito di Repubblica, con la notizia di apertura, vedo di nuovo una fotogallery su “Le amazzoni che scortano il leader libico”.

Care persone di Repubblica.it, so che ogni tanto si fanno le cose senza pensare, per meccanismi a cui ci pensiamo estranei e invece ci risucchiano. Quindi vi chiedo: ci avete pensato bene – voi di Repubblica, quella degli attacchi all’immagine femminile propalata dal PdL eccetera – prima di linkare in apertura di home page come se fosse una cosa esotica o eccitante un’intera sezione fotografica dedicata alle “guardie amazzoni” di Gheddafi (assai più normali e dignitose del loro capo maschio), ovvero semplicemente dei militari di sesso femminile? Qual è la notizia? Come mai non ce n’è una dedicata ai loro colleghi uomini intitolata “i piselloni”? Fatemi sapere se sbaglio.

update: qualcuno ipotizza che la famosa guardia femminile di Gheddafi sia la notizia che giustifica questa formula. Ma quella è una notizia ormai vecchia e ripetuta mille volte: e anche a volerla ripetere, non giustifica una galleria fotografica con le foto di ciascuna signora. Sono donne soldato: le abbiamo anche in Italia, nessuno le chiama “amazzoni”. Se Gheddafi avesse una guardia di tutti uomini bassini, avrebbero messo dodici foto di uomini bassini, e il titolo “le guardie pigmei”?
A me sembriamo un paese di lettori di GrandHotel, ma magari sono io.

2 commenti su “Fagocitati dal boxino morboso

  1. piti

    Hai una parte di ragione, ma direi non tutta. La ragione sta in quel che dici. Ma non è usuale, credo, che un capo di Stato si faccia scortare da un corpo femminile. Non mi risulta che le guardie a scorta di Berlusconi o di Obama o della Merkel siano donne, tutte o quasi. E’ obiettivamente una curiosità. Come lo sarebbe una guardia pigmea formata da uomini sotto il metro e quaranta, del resto.
    Poi, che ci sia un ininterrotto impegno editoriale a trasformarci tutti in lettori di Grand Hotel, è poco ma sicuro. Ma non sarei certo che il servzio sulla guardia femminile di Gheddafi sia particolarmente idoneo a evidenziae questa tendenza.

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