Le bellezze di Firenze

Oggi sono stato alla stazione di Firenze, entrando dal lato dei taxi, ma avevo cinque minuti e mi sono voluto affacciare su via Valfonda per vedere se avevano davvero buttato giù la pensilina di Toraldo di Francia. E wow, è una meraviglia: non ne è rimasto neanche un mattone, c’è tutta un’altra luce e un altro respiro, e insomma succedono cose buone.

Così di buonumore sono rientrato nella più bella stazione ferroviaria italiana e nel maggior capolavoro dell’architettura fascista e guardandomi intorno ho visto la vecchia sala d’attesa, dove non ho quasi mai messo piede, ma a volte sbirciavo affacciandomi i dettagli omogenei alle rifiniture di tutto il complesso: l’insegna, i rivestimenti di legno, le foto turistiche d’epoca in bianco e nero, l’orologio, le porte in vetro e ferro. Probabilmente non sbirciavo da parecchio, perché non avevo fatto caso che fosse diventata così.

Di che ti meravigli, direte voi? È esattamente il trattamento di squallida botteghizzazione (doppio insulto) che i fiorentini infliggono alla loro città e alle sue bellezze da decenni, che è traboccato fino dentro alla stazione dopo avere sistematicamente invaso tutto il centro. Dovevo aspettarmelo, direte voi. Ma mi ha ingannato quella boccata d’aria su via Valfonda, per un attimo.

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11 commenti su “Le bellezze di Firenze

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  2. Domiziano Galia

    Non ho capito quel “più bella stazione ferroviaria italiana”. I gusti saranno gusti, ma sono fermamente convinto che in Italia nulla possa neanche lontanamente rivaleggiare con Milano Centrale.

  3. franco

    Non ti preoccupare, le sale d’attesa sono scomparse (o sono sulla via) in tutte le stazioni italiane.
    Il motivo? molto semplice, spazi in meno da manutenere e da sorvegliare di conseguenza riduzione di costi anzi, nuovi introiti visto che sono state trasformate in spazi commerciali. Inoltre qualche bel tomo di architetto/sociologo/imbecille si è inventato (secondo me ad hoc) il concetto di “tempo liquido” per cui il concetto di “attesa” semplicemente non esiste/deve esistere, ergo non serve uno spazio dove attendere.

  4. Carlo M

    Milano Centrale???

    Milano Centrale è la più brutta, pesante, pomposa, infelice e scomoda stazione italiana. E il recente restauro non è che l’abbia migliorata granché.

    La lotta è fra RM Termini e FI SMN.

  5. franco

    Ogni edificio è frutto dell’epoca in cui fu pensato con i suoi relativi canoni estetici. Non dimentichiamo che le stazioni (almeno quelle delle grandi città) avevano anche il compito di “dimostrare” la grandezza del paese e che attraverso di esse, al pari di ogni altro grande monumento, si legge la nosta storia.

  6. Emanuele Papa

    D’accordo con Luca: S.M. Novella è una delle poche opere di architettura moderna riuscita di cui si possa fregiare la storia dell’architettura. Parola di architetto!

  7. Domiziano Galia

    @Carlo M Sono assolutamente d’accordo sul fatto che il restauro non l’abbia migliorata, anzi: cercando di modernizzarla, l’hanno peggiorata proprio perché il suo assoluto fascino sta proprio nella sua atmosfera decadente. Entrare sotto le arcate di acciaio e vetro di Fava è come viaggiare nel tempo alla Belle époque.
    E’ una cosa talmente banale, che se c’è bisogno di argomentarlo significa che non c’è proprio speranza.

  8. franco

    A parte il fatto che quando l’attuale stazione di Milano Centrale fu costruita la Belle Epoque era già passata da un pezzo, ogni epoca è intervenuta sui manufatti precedenti e qualcunaltro è intervenuto sugli interventi e così via… c’est la vie!

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