Un repubblica fondata sulla fuffa

Giuro che ho titolato pensando al paese, non al giornale: ma dev’essere stato un lapsus freudiano.
Perché volevo dire questo: ieri su Repubblica si sono inventati – letteralmente inventati – uno scenario con Alessandro Profumo leader del centrosinistra.

“Non si può escludere, vista la giovane età e l’impegno civile del personaggio dimostrato in più occasioni, una discesa nell’agone politico in questo momento di grande confusione morale e istituzionale per l’Italia repubblicana”

A parte che sì, si può escludere.  La storia di personaggi della finanza tirati fuori da cappelli mediatici per “scendere in campo” (Draghi, Fazio, Monti, pure Montezemolo) è lunga e insegna. E in più, con tutta l’apertura di vedute che si può avere nei confronti delle follie che il presente e il futuro italiani ci riservano, è del tutto impensabile. Dai, siamo seri.

E però Repubblica ha rotto l’uovo e ora si può montare a neve. Stamattina – percorso rodato – arriva un vero articolo su Profumo “papa straniero del PD” (santi numi). Leggetelo, è istruttivo. Non contiene una sola pezza d’appoggio, un fragile indizio, un abbozzo di ipotesi che giustifichi questo argomento di discussione: è anzi pieno di gente che dice che è una fesseria. Fuffa pura. Per dire:

Profumo ha sicuramente un buon rapporto con Massimo D’Alema. Non solo perché Unicredit è la proprietaria della Roma, squadra del cuore dell’ex premier.

Però la panna è montata (ok, erano uova, ma ci stiamo capendo), e continuando con le metafore mostra un sistema tipico dell’informazione italiana, che poi genera mostri, perdite di tempo e discussioni da idioti: costruisco uno scenario sul nulla, così rapidamente che il vento non fa in tempo a farlo crollare, poi quando qualcuno comincia a soffiare e si vede che sotto non c’è niente, ormai è stato appuntellato da talmente tante “reazioni”, commenti, conseguenze, che sta in piedi da solo, ed è diventato vero (oggi la cosa di Repubblica è già ripresa dal Riformista, dalla Stampa, dal Secolo e dal Fatto, con zero contributi di credibilità). Tutti ne parlano, si litiga, si dicono scemenze, anche se non ne succederà mai niente: intanto abbiamo riempito pagine e ci siamo spacciati per opinion-maker.

Chi fa così, al contrario di quanto dicono alcuni, non è un giornale-partito: un giornale-partito almeno si sostituirebbe a un partito e costruirebbe qualcosa, lancerebbe candidati che poi è in grado di sostenere, cambierebbe le cose, otterrebbe degli obiettivi da partito. Questo sistema invece ottiene solo obiettivi da giornale: riempire pagine, far discutere un ventesimo del paese sotto l’ombrellone o alla buvette, e demolire partiti, paese e tutto quanto a forza di fuffa. Nessun leader è mai uscito da lì.

Detto con amicizia.

5 commenti su “Un repubblica fondata sulla fuffa

  1. bonhomme

    Caro Sofri, se non ti leggessi da anni direi Che tenero. Ma davvero ti sembra il caso di scrivere che dopo tutte le alzatine d’ingegno (Veltroni che torna con furore e proclama “Sono dentro e fuori dal PD”, per citarne una), Profumo-leader-del-centrosinistra sarebbe tale e tanta sparata? Per gli standard del PD?
    Un giornale in grado di costruire qualcosa c’è, si chiama Il Fatto Quotidiano e né tu né Facci potrete farci niente.
    Detto con amicizia.
    Carlo

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  4. braccale

    D’accordo con L.S.
    Di più: la recente analisi di Giannini che prospetta influssi della Berlusconeide libico piduista pitreista la-so-io-la-pista, mi suggerisce che si tende, inevitabilmente, a ridurre le spiegazioni a quello (o quelli) che si conoscono, il minestrone della politica più appariscente, in cui qualunque ingrediente trova un abbinamento. Da insider (lavoro per Unicredit da anni), senza pretese di svelare alcunchè, posso dire che da mesi le dinamiche interne venivano attribuite a tante cose, molte delle quali, relative alla gestione aziendale, trasparenti all’abbuffata mediatica attorno all’evento. Il Post si segnala tra i commentatori più asciutti e attinenti.

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