Rot

Newsweek, “Il Paese del bunga-bunga“:

It’s 8:30 p.m., and all eyes turn to Italy’s most popular satirical news program, Striscia la Notizia (Strip the News). Two middle-aged men stand under a strobe light, one of them holding a belt from which dangles a vaguely phallic string of garlic. A woman slides across the floor on her stomach, wearing a sequined costume with a thong bottom and a deep-V neckline that plunges below her navel. As she stands up, one of the men dangles the garlic in front of her open mouth. She takes it in her hands and rubs it across the side of her face. “Go, turn around, let’s give you a little look,” the other man says, and touches the model’s derrière. “Thank you, doll.”
That’s how prime time is in Italy. The parade of prurience is inescapable, an expression of the rot that’s now manifest at the very top of the Italian government, a reflection of the society’s deeper problem with the evolving role of women. While headlines tell an endless tale of teenage models, paid escorts, and Moroccan belly dancers cavorting with 74-year-old Prime Minister Silvio Berlusconi, the media make it clear that men are men, and women are window dressing. Boycotts, protests, and even complaints are rare, and when they’re voiced, few listen. So while Berlusconi may well be acting like a dirty old man these days, it has to be said that a goodly number of Italian women have been willing to play his demeaning games for a long time.

10 commenti su “Rot

  1. ilmangoditreviso

    “an expression of the rot that’s now manifest at the very top of the Italian government”
    As if the governement is not rotten in the US. Maybe more than in our country….
    The usual pontificating anglosaxon press. Article probably written by a bitter female journalist in need of a good lay!

  2. piti

    A post surely written by a chimp livin’ in the north east jungles. The typical right party voter.

  3. Urlo

    Ogni mattina, quando mi alzo, non faccio altro che sperare di trovare sulla scrivania uno di questi articoli prodotti da qualche giornalista straniero che, con tanto di statistiche alla mano (prodotte sempre però da istitutzioni anglosassoni secondo criteri di valutazione anglosassoni), in modo premuroso si preoccupa di analizzare la situazione italiana in modo da poterla rivelare come un’epifania a quelli che evidentemente non l’avessero ancora capita, obnubilati dalla loro arretratezza culturale.

    Io credo, invece, che gli italiani siano il popolo più consapevole di sè che esista al mondo, al contrario di quei giornalisti che con zelo si prodigano continuamente nell’elencare le debolezze altrui, senza però accorgersi delle proprie.

    Certo, il fatto che negli Stati Uniti ad es. la situazione sia per molti versi simile a quella italiana (certo non mi posso mettere a scrivere un trattato ora) non significa che non si possa scrivere dell’Italia.

    Mi chiedo però, quale sia il motivo di dare eco a questi articoletti superficiali.

    Per capire come siamo visti all’estero? Spesso quelli che scrivono articoli sulle nazioni straniere in questo modo, sono coloro che considerano come benchmarking la propria nazione.

    E allora, visto che sono così faziosi, come fanno ad essere anche autorevoli?

    Che li leggiamo a fare questi articoli?

    La traduzione errata di Striscia la Notizia con Strip the News dice molto di più su chi ha scritto l’articolo di quanto non dica dell’Italia.

  4. alex

    @ilmangoditreviso
    Ecco la logica berlusconiana: se una donna critica il mammasantissima dev’essere una femminista acida che ha bisogno di essere trombata. Con il tuo commento hai dimostrato perfettamente come abbia ragione l’autrice dell’articolo (o volevi essere ironico? No sai, gira certa gente in rete…)

    @urlo
    Hai quasi identificato il problema quando dici che gli italiani sono il popolo più consapevole di sé che esiste al mondo: l’aggettivo dovrebbe essere “pieno”.

  5. nicolamirenzi

    non che non ci sia un problema con le donne e il ruolo delle donne in italia, ma attribbuirlo alla società italiana, come se esistesse davvero una società italiana intesa come unicum, mi sembra una cosetta semplicistica.

  6. alex

    @nicolamirenzi
    Sì, certo, spacchiamo il capello in quattro. Non esiste una società italiana, ma una lombarda, una campana, una toscana; e neanche una società toscana, ma una fiorentina, una pisana, ecc.; e anche a Firenze la zona del Viale dei Colli non è il Pignone. Restano comunque un paio di numeri: quelli citati da newseek (ma in giro da tempo) sulla percentuale di donne che lavorano, sulla differenza salariale tre uomini e donne, e quella sulle ore di lavoro casalingo (le donne si fanno un culo così in casa, mentre gli uomini non muovono un dito, basicamente). Ma immagino che anche parlare di numeri sia una cosetta semplicistica, eh?

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