Mi si nota di più se tratto col PdL o se non ci tratto?

Massimo D’Alema, sulle cui doti, intelligenza e bla bla bla non mi ripeto, forse dovrebbe smettere di dire cose solo per occupare gli spazi. L’ipotesi di costruzione di un governo postberlusconiano ma assieme al PdL che espone oggi in una intervista a Repubblica (più piccola e laterale del solito: si fanno progressi) è di quelle di pura esibizione gratuita di correttezza teorica:

Il Popolo delle libertà deve dimostrarsi qualcosa di diverso da un gruppo di sudditi stretti attorno al capo

Un bluff inutile e perditempo. Il PdL non è niente di diverso da “un gruppo di sudditi stretti attorno al capo”, per quante eccezioni vi si trovino. Il PdL non ha nessuna affidabilità politica – alla luce dei fatti – e nessun margine di condivisione di intenti con il centrosinistra. La sua legittimazione elettorale è al tempo stesso valida e irrilevante. Non perché “con i berlusconiani non si tratta” – formula da sciocchi, ma di cui certi dalemismi sono diventati complementari: “con i berlusconiani si deve trattare” – ma semplicemente perché è inutile, fallimentare, e le sorti del paese che D’Alema sostiene di avere care ne sono state già abbastanza sbriciolate. L’alternativa al centrodestra è il centrosinistra: Massimo D’Alema non si è dimostrato in grado di costruirla, e nessuno gliene vuole, ma se non incasina ancora le cose magari è anche meglio.

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4 commenti su “Mi si nota di più se tratto col PdL o se non ci tratto?

  1. amedeo naspighi

    Se si va alle elezioni voto berlusconi( NON L’HO MAI FATTO PRIMA) non perchè penso sia il nostro salvatore, ma perchè penso che dobbiamo schiantarci il più velocemente possibile contro il muro che ci sta arrivando contro. La pochezza di D’alema, Veltroni, & C ha permesso che dall’altra parte ci fosse Berlusconi. La mia paura è che Berlusconi durerà meno di D’alema.

  2. mico

    Applausi!! Le poche teste pensanti nel Pdl sono convintissime del fatto che <>, così come ne è convinto un ex fondatore e ancora ci caschiamo? Il buono del Pdl o è fuori o sta uscendo fuori.

  3. piti

    Credo che se c’è chi dice (quorum ego, nel mio piccolo) che con i berlusconiani non si tratta non sia “una formula da sciocchi”, come dici. Ma “semplicemente perché è inutile, fallimentare, e le sorti del paese che D’Alema sostiene di avere care ne sono state già abbastanza sbriciolate.” Come dici due righe sotto. E quindi non è una formula da sciocchi ma una antica e non piacevole constatazione.

  4. Matteo Bordone

    Ogni volta che parla D’Alema per dieci righe è uno intelligente per il sudoku ma non abile politicamente, poi Veltroni parla ogni due settimane per paginate di sciocchezze naïf a vapore, e ha fatto quasi tutto giusto tranne dettagli. Va be’, insomma.

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