Un’ultima Scilicosa

Come hanno notato altri, è ridicolo che si esibiscano indignazioni rispetto alle scelte fatte da alcuni deputati che fino all’altroieri nessuno conosceva e del cui spessore si poteva accorgere chiunque li avessi seguiti un minimo. Razzi e Scilipoti (e De Gregorio prima, eccetera) non sono degli integerrimi dirigenti di cui avevamo imparato a conoscere le qualità e i risultati ottenuti per il paese, e non hanno sorpreso il paese con delle scelte impensabili e in contraddizione col loro curriculum e i principi predicati. Non sarebbero stati meno deludenti nel loro ruolo se avessero votato per la sfiducia, sono figli di una composizione di liste che fa parte integrante della pratica e della storia dell’Italia dei Valori, partito che annovera uguali dosi da primato di fuoriusciti per litigio con Di Pietro e fuoriusciti per opportunismo. E se la responsabilità di Calearo grava proverbialmente sulle più solide spalle di Veltroni, sono quelle di Di Pietro ad avere abituato tutti a molto più frequenti scelte di bassissima qualità umana e politica. È un partito di quadri mediocri, che ha raccolto avanzi inadeguati per soddisfare la necessità di dirigenti creata dall’improvvisa popolarità, e non ha creato nessuna scuola ed etica. Quel che gli avviene – i “tradimenti” – è quindi totalmente coerente e conseguente, e indignarsi è un modo piuttosto ingenuo o pigro per affrontare la vittoria di Berlusconi.

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26 commenti su “Un’ultima Scilicosa

  1. mico

    Già, ci siamo dimenticati di Totò e Peppino e ci siamo inventati un parlamento pieno di statisti. Dove li avremmo presi poi?
    Dopo l’ultima ridotta, il bunker, l’assedio (tutti termini presi dai giornali), gli americani non sono arrivati. Saranno ancora a Cassino.

  2. rafeli

    la differenza sta nel fatto che i quadri di alto livello, che hanno fatto una scuola politica etc etc, loro “INCIUCIANO” mentre quelli di medio livello, senza futuro, senza scuole, senza possibilita’ concrete di essere rieletti, passano subito alla cassa, e buonanotte.

  3. Kekko66

    E’ anche la dimostrazione che non è vero, come si sostiene da alcuni ambienti e si ripete a pappagallo, che “questa_legge_elettorale_fa_schifo_perchè_crea_un_parlamento_di_nominati_ossequienti_al_capo”. Infatti circa 40 non obbeidscono più a B. ma poi una decina di questi non obbeisce nemmeno a F. e altri ancora a DP.I parlamentari rispondono solo a se stessi e per i più disparati motivi scelgono. Volete un parlamento di persone libere o di idioti che obbediscono e basta?

  4. andrea61

    Il problema e’ alla base ed e’ di natura culturale. Se si confonde il piano etico con quello giudiziario, certe conseguenze sono quasi ineluttabili. Per capire meglio basterebbe leggersi l’ordinanza di proscioglimento in cui Tonino e’ stato giustamente dichiarato non imputabile per le accuse riguardanti mercedes, prestiti e strane frequentazioni. Dico giustamente perche’ non c’era nulla di penalmente rilevante ma se valutiamo tutti quei comportamenti sul piano etico, altro che scilipoti o de gregorio !
    E allora, se questo e’ il capo, che cosa ci aspettiamo da chi ci sta sotto ?

  5. braccale

    A costo ripertrmi -l’ho detto anche ieri sullo stesso argomento – un parlamento con 150-300 deputati (che tanto quelli che decidono sono anche meno) ridurrebbe drasticamente questo sottobosco – spesso decisvo, infine – di voti sul mercato. A quando una costituzione meno incrostata di residui post-bellici?

  6. Wizardo

    Persone libere in parlamento??
    Magari. Qui si tratta di uno squallido mercanteggiamento da parte di un uomo (nemmeno una politica) che si è mangiato il paese da decenni con questi metodi. Si chiama corruzione, è un reato (per ovvie ragioni tra l’altro: distorsione dei meccanismi allocativi delle risorse pubbliche, distorsione dei liberi equilibri politici, etc..).

    Nemmeno io mi meraviglio più di tanto che l’IdV sia capace di generare tali piroette. Come qui giustamente ricordato la cagata pazzesca di Calearo capolista in Veneto è comparabile. Chi ne è responsabile dovrebbe tacere (politicamente) per sempre. Così non sembra.

  7. mashiro

    Sinceramente spero che il PD imponga nella sua alleanza oltre alle primarie per eleggere il leader primarie in ogni partito per eleggere ogni singolo parlamentare.
    Almeno al prossimo mercato delle vacche ci potremo sentire in colpa per aver votato della gentaglia.
    In ogni caso la speranza per migliorare la scelta dei candidati IdV è affidata a De Magistris e alla proposta di fare un comitato per scegliere e che non sia il solo Di Pietro a farlo.

  8. Kekko66

    Ci sono prove di corruzione? Basta che lo dicano in tanti per disonorare un uomo? A me sembra che qui ci sia una deriva talebana.

  9. Monica

    I quadri di quale altro partito sono invece di alto livello? L’idv si dovrà assestare per la “improvvisa popolarità” ma non dubito che avrà la possibilità di attingere riccamente dalla società civile per farlo alle prossime (mi auguro vicine) elezioni, mentre qualcun’altro forse dovrà ripiegare sul cast di incantesimo, o chissà che altro. Peraltro l’idv può vantare perlomeno dei vertici specchiati, e solide radici ideologiche ed etiche; ciò, da elettrice, per me fa la differenza fra i fuoriusciti del pdl e quelli dell’idv. Saluti.

  10. dalecooper

    Da puntualizzare che, se Razzi, Porfidia e Scilipoti erano “deputati che fino all’altroieri nessuno conosceva”, dobbiamo anche ringraziare gli organi di informazione, tipo “Il Fatto Quotidiano”.
    Solerti a fustigare i costumi altrui, hanno messo la sordina sistematica alle magagne dell’IDV.

    Ora si ricicleranno con qualcos’altro ma la loro credibilita’ io la considero a zero.

  11. splarz

    Non diciamo eresie: dalle parti del Fatto son sempre stati molto critici con le scelte di Di Pietro e hanno sempre parlato degli screzi all’interno del partito (De Magistris vs Di Pietro), Flores d’Arcais in primis.

    Sul post c’è poco da ribattere: è così. Ma se di Calearo già si sapeva (“ha la suoneria di Forza Italia sul telefonino” era il refrain dell’utima campagna elettorale alle politiche) purtroppo degli altri poco si sapeva – e non è che gli organi d’informazione abbiano fatto molto per informare.
    La differenza coi tifosi del PD è che, per quanto mi riguarda, il mio voto a Di Pietro non va più: un De Gregorio passa, il secondo no; quanti inutili rospi si buttano giù dalle parti di Veltroni & D’Alema?

  12. jamesnach

    Sofri, negli ultimi giorni stai sbarellando completamente.
    Ma fammi capire, stai parlando di uomini o di scimmie ammaestrate?
    Esiste o non esiste il libero arbitrio, e la responsabilità personale?

    Leggiti la lettera che ha spedito Calearo nei giorni scorsi e fammi sapere…

    “Gentile Elettore-elettrice

    Le mando queste poche righe per spiegarle le motivazioni che mi hanno indotto a fare determinate scelte:
    Chiamato da Veltroni nel Pd con l’idea di costrire il patto dei produttori in un partito moderno e riformista con Bersani (persona che stimo) si e’ ritornati bruscamente a sinistra con il conflitto tra capitale e lavoro.
    Api e’ stata un esperienza breve. Ma costosa (ci ho messo molti dei miei soldi) a differenza di quelli che sono li’ a succhiare il danaro pubblico.
    Il paese ha un governo traballante ma ecomomicamente riconosciuto all’estero .l’opposizione non ha proposte ma solo proteste ad personam.
    Non possiamo permetterci di fare la fine della Grecia.
    Si crei in questi prossimi 2 anni una proposta concreta ed alternativa all’attuale maggioranza, ed gli elettori decideranno.

    I lavoratori e le imprese non hanno bisogno di rissosita’ sterili ma di fatti concreti e di denaro per vivere meglio e progredire.

    Distinti saluti ed auguri di buone feste
    On. Massimo Calearo Ciman”

  13. dalecooper

    @splarz: sempre dopo che erano uscite le magagne. Porfidia (il secondo De Gregorio) lo hanno scoperto quest’estate. L’articolo di D’Arcais e’ uscito su Micromega.

    La magagna e’ il personalismo, che si chiami Di Pietro o De Magistris.

    Dalle parti del PD si fanno le primarie e si elegge (oltre a tutti i segretari locali) un ottimo Bersani. Altro che chiacchere

  14. maxavi

    se vogliamo dare un’occhiata spassionata ai fatti, dall’inizio della legislatura i transfughi del pd sono stati 17 (BINETTI, CALGARO, CESARIO, GAGLIONE, LANZILLOTTA, LUSETTI, MANTINI, MOSELLA, VERNETTI, CARRA, CALEARO, BIANCHI, BRUNO, RUTELLI, SBARBATI, SERRA e VILLARI) contro i 7 dell’idv. dove sarebbe la superiorità del pd nella composizione delle liste, scusate?

  15. maxavi

    chioso parafrasando luca sofri: nonostante l’aver seguito ben più di un minimo gente come la binetti e rutelli, mi sembra evidente che i quadri dirigenti del pd non sono stati capaci di capire il loro “spessore” prima di mandarli in parlamanto. secondo me è un errore anche peggiore di quello fatto da di pietro.

  16. stefano bonilli

    Sto ascoltando a Un giorno da pecora Scilipoti.
    Un vero deficiente, una testa di cazzo inarrivabile tanto che i due poveri presentatori stanno andando in tilt e il vecchio Sabelli non ce la fa.
    E’ uno furbo e scemo sto’ Scilipoti

  17. Elvetico

    Ecco, ma magari distinguere tra chi si allontana da un partito per una scelta politica, come Calearo e la Binetti (che comunque odio cordialmente), e chi semplicemente si vende al miglior offerente come i simpaticoni dell’IDV?

  18. Lazarus

    Certo sparare su scilipoti è facile e consolatorio ma la realtà è che nella nostra bella politica le campagne ci sono sempre state in tutte le direzioni, scandalizzarsi è solo ipocrisia, anche perchè in passato per casi simili non ricordo simili infamate. Insomma quoto con entusiasmo l’ultima frase di Sofri, amdiamo oltre per carità, altrimenti tra un po’ si ritorna a discettare di escort e minorenni.

  19. dax73

    Dissento… non c’è niente di strano ad indignarsi soprattutto tra chi come me, un peones tra i tanti, prova a fare della coerenza un punto di riferimento della sua vita… e non sono il solo.

  20. pidario

    Dimenticavo di dire che sono tanti i parlamentari “inutili” e a questi vanno poi aggiunti i “dannosi” e anche quì ce ne sono.
    Restano comunque anche un bel numero di parlamentari che provano a fare bene il loro lavoro e, nonostante tutto, spesso ci riescono.

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