Una proposta che conviene a tutti

La questione dell’uso dei contenuti altrui online è complicata e dibattuta da sempre. Si è ormai consolidata una consuetudine di rispettoso equilibrio tra la dimensione dei contenuti altrui che vengono riprodotti e l’evidenza del riconoscimento e dei link alla fonte: e così funzionano ormai aggregatori e siti di news che investono in un lavoro di selezione dei contenuti di qualità presenti in rete (come fa in Italia il Post, per esempio). Naturalmente prosperano anche moltissimi siti che di questo rispettoso equilibrio se ne fregano invece del tutto, riproducendo tal quali testi e immagini altrui senza aggiungervi niente, senza segnalare la fonte originale, o senza linkarla, che di solito è considerata la retribuzione minima e corretta per l’uso e la citazione di cose fatte da altri.

In Italia esistono poi i casi di grandi siti istituzionali di news che da una parte hanno editori o responsabili che protestano sovente contro l’uso gratuito che internet fa dei loro costosi contenuti, o che si premurano di indicare “riproduzione riservata” in calce ai propri articoli, ma al tempo stesso si muovono piuttosto liberamente nell’appropriarsi dei contenuti altrui dove questi garantiscano pagine viste in più, e senza la summenzionata retribuzione minima e corretta. Sarebbe interessante farci una discussione sopra, una volta: sul Post abbiamo provato a parlarne per quanto riguarda l’uso delle foto a partire da una non reticente e lunga considerazione di Michele Smargiassi di Repubblica che rivendicava – di fatto, malgrado cautele – l’uso gratuito da parte di Repubblica (che si muove molto disinvoltamente in questo senso) di foto altrui trovate in rete.

Ma la discussione dovrebbe essere un po’ più ampia, e la giusta pretesa dei grandi siti di news di comportarsi alla stregua degli altri, di essere “in rete” con i modi della rete, dovrebbe essere conseguente in tutto: con la citazione parziale e moderata dei contenuti, col link alle fonti e con l’abbandono di qualunque pretesa di intangibilità dei propri, di contenuti. È quindi come un passo in questo senso che abbiamo voluto notare le 14 (quattordici) vignette di Makkox che Repubblica ha ordinatamente scaricato dal Post e rimesso online sul proprio sito in una apposita fotogallery, con frettolosa citazione della fonte e nessun link per chi volesse vederne altre o saperne di più. Lo prendiamo comunque come un’accettazione del fatto che si possono usare cose altrui e che la “riproduzione riservata” non esiste – qualunque blog è quindi legittimato da oggi riprodurre Amache di Michele Serra o grafici tratti da Repubblica o le previsioni meteo in tempo reale tratte da quel sito – ma proponiamo a tutti che l’intesa sia che lo si faccia con moderazione, usandone solo una parte e linkando al resto e alla fonte. Al Post saremmo i primi a guadagnare dal “liberi tutti” – siamo prevalentemente un aggregatore di contenuti altrui – ma non ci pare una buona né giusta idea.

21 commenti su “Una proposta che conviene a tutti

  1. Pingback: Sull’uso dei contenuti altrui (fumetti inclusi) online « Fumettologicamente

  2. johndoe

    Il Post è “tuo” e quindi, sui suoi contenuti, regolati come meglio credi. Io penso che sbagli e che chiunque usi contenuti altrui, deve citarne la fonte e linkarne l’origine.
    Questo vale per l’ultimo blogger, al quale si può indirizzare un messaggio di protesta ma, a maggior ragione, vale per chi quei contenuti se li vende e ci fa soldi. Con questi ultimi, per me, è giusto incazzarsi da matti.

    Il tacito patto con gli avvocati di repubblica mi sembra comunque imprudente. Ammesso che, sempre tacitamente, lo accettino chi ti dice che domani non cambieranno idea? Hai presente la rana e lo scorpione? È la loro natura.

    Poi vabbè, se sei Makkox puoi anche decidere che, per un periodo utile a farti conoscere, ti convenga così ;-)

  3. emiliodalessio

    Tema interessantissimo.
    Gestico un piccolo blog (sostenibilitalia.it) che ho visto a volte copiato e incollato su grandi siti di informazione, senza fonti citate o link. Invece il Post una volta mi ha copiato ma citato e linkato, correttamente.
    Il problema è che la fonte delle informazioni è sempre meno rintracciabile. Voglio dire, se io copio una cosa da qualcuno che dice “prego copiatemi” e questo l’ha attinta da un sito con scritto “tutti i diritti riservati” qual è la mia colpa?

  4. mico

    Io credo che il nodo del problema stia nel fatto che la discussione sul copyright riguardi proprio il diritto di copiare. Tutti vogliono copiare e odiano essere limitati nella libertà di copiare. Possiamo anche condividere il fatto che un contenuto messo a disposizione degli altri può essere guardato online, ma anche scaricato, in fin dei conti è difficile distinguere le due cose.
    io penso che il diritto di limitare le copie sia pelosamente vicino a motivazioni economiche. Le case discografiche, se potessero rimetterebbero nella bottiglia le vibrazioni dell’aria appena la musica ha raggiunto le orecchie di chi ha pagato per ascoltare.
    La ripubblicazione, invece è una cosa diversa, perché quello che si lede è non il diritto di controllare la copia, ma la proprietà intellettuale di un’opera, è come prendere le battute di Spinoza e spacciarle come proprie, un po’ come pubblicare Smoke on the water su myspace e sostenere di averla appena scritta.
    L’attribuzione della proprietà intellettuale, l’attribuzione dell’invenzione e della creazione è un diritto primario, che viene poco difeso perché non rende commercialmente.
    Io credo che Creative CommonsAtribution NoDerivatives dovrebbe essere – per legge – la licenza di default di tutto quello che viene messo online.
    Con buona pace di Repubblica e dei suoi furetti.

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  6. ilbarbaro

    Il problema nasce forse dal fatto che è il Post a pagare le vignette di Makkox? Se è così, benvenuti nel mondo reale. Potrei seguire il tono di uno dei “blogger” preferiti dal Post, che immagino pagato spesso due vole per i suoi rinunciabili contributi, e dire anch’io che come lui e un napoletano non crescono uguali, così accade anche a/con Post e a/con Repubblica o a/con qualunque altro grande quotidiano a tiratura nazionale, provare per credere. Potrei anche restare sull’onda dei deliri campanilistici dell’ultimo trentennio e ridacchiare dicendo che, non a caso, è stata la redazione di Napoli a macchiarsi dell’infamia.
    Invece, preferisco dire che anziché prendersela con Repubblica (o con altre testate) bisognerebbe riflettere di più sui motivi e gli effetti delle risoluzioni recentemente disposte dall’AGCOM. Su Repubblica e tutte le altre testate per ogni contenuto c’è un bel (c) riproduzione riservata e la pagina incriminata riporta addirittura “I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l’adattamento totale o parziale”. Resta da vedere a chi questi diritti sono riservati e quali mezzi occorre utilizzare per farli valere. Piagnucolare rientra tra questi?
    Infine, Makkox che ne pensa? E se a lui tanta attività in fondo facesse piacere, stimolasse il suo ego, solleticasse la sua vanità? In fondo è questa la prima molla di un autore.

  7. Urlo

    E’ vero che soprattutto i quotidiani online fanno uso largo e peloso dei contenuti altrui riproducendoli sui propri siti per aumentare numero di utenti e quindi pubblicità e quindi profitto.

    E’ vero però che lo stesso fa ilPost.it e che, nel caso specifico di questo post, Repubblica.it. come d’altronde fa sempre ilPost.it, ha citato la fonte.

    L’unica cosa che manca è un link, importante in termini pratici (poichè genera visite anche verso la fonte originale, quand’essa sia quella originale e non una fonte della fonte), ma irrilevante in termini morali, a differenza di quello che si vuol far credere.

    Tra l’altro su Repubblica.it c’è scritto che Makkox ha un blog su ilPost.it e quindi chi è interessato potrà seguirlo collegandosi al sito dopo l’involontaria pubblicità fatta dal grande quotidiano.

    Lo stesso vale per la musica e la pirateria: tutti si sbrodolano parlando di copyright e poi le ricerche dicono che la pirateria incrementa le vendite perchè è come la pubblicità.

  8. Luca

    Urlo, è esattamente quello che stava scritto nel mio post, che mi pare che qualcuno abbia letto frettolosamente, quindi sintetizzo bruscamente: va bene così, basta che ci siano link e riproduzioni solo parziali e moderate. Questo fa il Post.

  9. Urlo

    Scusami Luca, ma non mi pare sia la stessa cosa perchè secondo me in questo caso, come ho scritto, Repubblica e ilPost sono sullo stesso piano, secondo te no.

    Non penso infatti che la parzialità e la moderazione siano criteri di valutazione oggetivamente quantificabili e quindi validi per determinare chi ‘ruba’ e chi no.

  10. Luca

    A parte che lo sono, e molta giurisprudenza è basata su terminologie del genere (basti pensare alla modica quantità): ma a me pare ci sia una differenza palese tra il mostrare una piccola parte di un contenuto e offrire un link per vedere il resto, e invece mostrarlo tutto (quattordici volte) senza dare opposrtunità di vedere gli altri.

  11. Urlo

    Infatti poi c’è un giudice che interpreta.

    In generale mi pare internet sia quasi del tutto incontrollabile dall’alto e non è detto che le conseguenze siano negative –> magari gli utenti non sono stupidi e sanno chi copia –> chi copia perde autorevolezza.

    Vedremo. Semplicemente dico che in questo caso specifico uno non è più buono o cattivo dell’altro e viceversa.

    Grazie per la risposta.

  12. Urlo

    Comunque sì, anche per me un po’ di differenza c’è, infatti come ho scritto nel mio primo commento il link è importante in termini pratici.

    Però se gli utenti non sono stupidi (cosa che io credo) e sono interessati all’argomento anche senza link se la cavano lo stesso.

  13. alessandro

    Fossi in voi, già ci sarebbe da innervosirsi davanti alla considerazione (nulla) che Repubblica mostra per qualsiasi cosa che non sia Repubblica: il Post è “un sito”, invece di una “testata registrata bla bla” come è pure scritto in fondo alla pagina.

    Ma a parte questo, mi sembra che tu fai troppa filosofia. Qui non e’ questione di buone maniere o di “mettiamoci d’accordo”, ma di sfruttamento commerciale di un’opera da parte di un potenziale concorrente.

    Per assurdo, se su Repubblica cominciassi a trovare, oltre alle notizie citate dal Post, anche i suoi contenuti originali, io il Post non lo visiterei più.

    ps: che, fra l’altro, è lo stesso concetto espresso da Mantellini.

  14. alessandro

    Luca, quello che voglio dire è che va bene se io, che non sono nessuno, mi metto a disquisire di “link sì/link no”, “proposte per tutti”, “discussioni più ampie”.

    ma tu sei il direttore della testata, e da te mi sarei aspettato una posizione più chiara. tipo il silenzio, se va bene così o se non vuoi rendere pubblica la tua posizione ufficiale, o una condanna più decisa, magari tramite lettera aperta/post sul blog di redazione.

  15. Luca

    Alessandro, mi pare di avere detto molto esattamente cosa penso: se me lo fai riscrivere con le stesse parole mi sento cretino.

  16. alessandro

    @Luca. Io ho capito perfettamente che sei indignato, che non approvi e che parli di questo fatto perché vuoi allargare la discussione.

    Questo va bene, tu tocchi punti importanti che riguardano i rapporti fra persone, con la rete, con la condivisione di sapere, etc, etc.

    Però non affronti altri temi che, secondo me, sono altrettanto importanti, perché nella storia non sono implicati solo persone (Makkox e quel giornalista), bensì due aziende, una delle quali molto grande che, di questa sua grandezza, se ne sta approfittando (non mi sembra sia mai successo con il Corriere).

    Insomma, non è solo questione di fare la cosa buona e giusta, ci sono considerazioni economiche da fare, di concorrenza, etc. e sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il Post di tutto cio’.

  17. Luca

    Io non sono indignato, mi dispiace lo si sia pensato. A me non piacciono le cose fatte male, ma quando qualcuno le fa male cerco di farle bene io, non di indignarmi: il Post è nato da quest’idea. Quindi quello che avviene mi interessa solo nella misura in cui permette di fare le cose meglio: e ho scritto con quali modalità.

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  19. Luca

    Aggiungo un elemento forse più chiaro ancora di come si fanno le cose o no, secondo il Post: per il cinquantennale dei Peanuts ci sarebbe piaciuto fare una rassegna di una serie di strisce. Abbiamo chiamato i distributori italiani, abbiamo chiesto loro un preventivo e abbiamo valutato che ci costava troppo. E non l’abbiamo fatta.

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