Il complesso di inferiorità della destra

In questi giorni vedo cose citate in Un grande paese ovunque, e mi perdonerete: ho trascurato il libro nei mesi scorsi e mi tornano buone per le molte presentazioni delle prossime settimane. Una delle poche che avevo fatto era stata a Torino con Michele Serra, generoso, che vedo oggi riprendere una cosa che mi è cara, che avevo scritto così già sul presente blog.

Io ho sempre pensato che l’accusa contro la “superiorità morale della sinistra” fosse spiegabile solo con un complesso di inferiorità, vista la sua palese insensatezza.

Oggi Serra articola con maggiore efficacia:

Ha ragione Matteo Renzi, quando dice di non credere alla “diversità etica” tra destra e sinistra. Ma dovrebbe spiegarlo alla destra italiana, ai suoi giornali, alla sua classe dirigente, che di quella diversità etica sembrano invece essere i più convinti sostenitori, perché sbarrano gli occhi e si indignano per il caso Penati, ma non battono ciglio di fronte al viluppo di scandali nel quale sprofonda il sistema berlusconiano: il solo giro di assegni del Sire ai suoi beneficiati (difficile distinguere tra amici, mantenuti, spacciatori di sesso e ricattatori) vale almeno quanto il “sistema Sesto” in termini di valuta, ed è ben più disgustoso quanto a etica del potere, stili di vita, vulnerabilità delle istituzioni.
E dunque, si incoraggi infine la destra italiana a smetterla di considerare “diversa” la sinistra, e dunque più scandalosi gli scandali della sinistra. E a smetterla di avere di se stessa, del proprio leader, della propria classe dirigente, un´opinione così infima, e così rassegnata, da considerare ordinaria amministrazione quel troiaio (toscanismo) nel quale ministri, viceministri e lo stesso leader sono invischiati fino al collo. Basta con questa pregiudiziale denigrazione della destra italiana. Basta con i complessi di inferiorità della destra italiana.

Altre cose:

12 commenti su “Il complesso di inferiorità della destra

  1. Raffaele Birlini

    Correggimi se sbaglio: prima dice che non è vero che a sinistra stanno i buoni e a destra i cattivi (bene), dice che non c’è differenza sotto il profilo etico (molto bene), dice che è la destra semmai a fare disinformazione in proposito (?!?!!), poi dice che il ‘troiaio’ di destra ‘è ben più disgustoso quanto a etica’ del ‘caso Sesto’ (?!?!!), infine dice che la sinistra appare (appare dunque è?) eticamente migliore perché è la destra che ha un’opinione infima di se stessa (dovrebbe imparare anche la destra a darsi le arie di nascosto, fare training autogeno, sedute psicanalitiche da film d’autore, salvo diventare bersaglio per accuse di scarsa autocritica?). Dare la colpa agli altri della propria superiorità etica e al contempo negarla è un trucco che va oltre i mettersi d’accordo con se stessi.

  2. riccardo r

    @ Raffaele Birlini: mi pare che tu voglia capire quello che ti interessa e non quello che c’è scritto.

    Forse è per questo che le discussioni, la dialettica, il confronto tra idee, porta a pochi risultati; se i dialoganti non sono disposti a cambiare la propria posizione tanto vale non dialogare.

  3. Raffaele Birlini

    Ettipareva, è colpa mia. Mettiamola così: si deve votare qualunque sinistra perché è sempre e comunque meglio di qualunque destra? Questo significa superiorità etica, pregiudizio morale. La sinistra vuole occupazione e la destra no? Lo stato è meglio del privato? Il mercato è cattivo? Il privato è malvagio? La libertà è schiavitù sotto altro nome? Il profitto è egoismo? Il denaro è una forma di oppressione capitalista? O pensi che il discorso sulla a volte sventolata a volte sottintesa superiorità etica della sinistra si riduca nel io ho preso soldi per finanziare il partito ma tu sei andato a puttane che è peggio?

    Partiamo dai postulati (parliamo ad esempio del chiamare ‘il migliore’ un segretario di partito, parlaimo della pretesa esclusiva sulle istanze minoritarie, del mettere il cappello sul futuro e sul progresso, cose così, cose più culturali dell’andare a mignotte o mandare il nipote di cossutta a riscuotere) caro riccardo r che mi accusi di mancanza di etica perfino per un commento non allineato alle direttive di partito, mi accusi di imbrogliare, di capire solo quello che mi interessa, di essere il colpevole della mancanza di dialogo fra di noi per una mia mancanza di disponibilità a cambiare posizione (ahahahah, scusa se rido), che tanto vale non dialogare con me perché evidentemente sono in una posizione di inferiorità morale così evidente da rendermi indegno della considerazione dei buoni e giusti (tanto per cominciare perché non ti oresenti con nome e cognome?). Il dialogo con lo specchio è l’unico adatto a Narciso.

  4. Giulio Landolfo

    A me sembra chiaro il post. Citerei un passaggio “perché sbarrano gli occhi e si indignano per il caso Penati, ma non battono ciglio di fronte al viluppo di scandali nel quale sprofonda il sistema berlusconiano”. Mi sembra questo il punto. Il Gasparri che attacca il PD per il caso Penati non e’ lo stesso che difende Dell’utri,Scajola,Cosentino e tutti gli altri? il garantismo vale solo per il centrodestra? le toghe se indagano sul pdl sono rosse mentre se indagano sul pd sono magistrati seri?

  5. Sauron

    Come dire: siccome Berlusconi regala tanti soldi (suoi) ad amici e sodali, allora Penati può benissimo rubare soldi (nostri) per il partito. Ineccepibile, proprio una cosa da Michele Serra (pilota).

  6. Simonluca Merlante

    Dipende ovviamente dalla definizione di etica. Io credo che semplicemente la sinistra dia una definizione più puntuale e stringente di etica in politica. E che quindi la destra si senta esclusa dall'”etica-di-sinistra” non rientrando in parametri che non le appartengono. Sostenere però che sia un’etica superiore è probabilmente sbagliato. E’ diversa, anche se chi vi aderisce (la sinistra) la ritiene il codice morale corretto da applicare ai propri politici.

  7. Sauron

    Se parliamo di definizioni, siamo tutti fortissimi. Poi la pratica, ovviamente, è un’altra cosa.

  8. stefano b

    @Sauron Mi viene da ridere. Lo stipendio della Minetti e quello delle altre dozzine di amanti infilate in prestigiosissime cariche pubbliche lo paga Berlusconi di tasca sua o con i soldi nostri?
    Tutta quella masnada di imprenditori tipo Tarantini e Anemone riempivano Berlusconi, Scajola, Bertolaso di donnine e case in cambio di soldi o contavano piuttosto di rientrare delle spese grazie a lauti appalti pubblici?
    Berlusconi che regala soldi suoi. Dai su, non raccontiamo barzellette.

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  10. Urlo

    Negare la diversità etica di diversi gruppi culturali, anche all’interno di una stessa nazione e soprattutto all’interno di una nazione così eterogenea come quella italiania, significa negare una realtà fattuale palese.

    La scelta di appartenenza ad organizzazioni diversi e a gruppi di natura culturale diversi, nonostante possa essere consapevole, dipende necessariamente dai valori e quindi dall’etica ai quali l’individuo fa inconsciamente / consciamente riferimento.

  11. Daniele53

    Mah, francamente tutto questo mi ha stufato assai.
    Cosi’ come sono stufo dell’Italietta da “Milan-Inter” (fate voi le squadre), insomma da bar sport.
    Ho anche perduto il gusto di discutere, non si va da nessuna parte… ….. che barba.

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