Ancora uno sforzo

Forse, più lucidità e riflessione, e meno precipitazione, consentirebbero alla coalizione berlusconiana di non commettere altri errori; e di non moltiplicare i fronti di guerra senza avere una percezione esatta della propria forza, e soprattutto della propria debolezza. Anche perché in questi giorni la fragilità del governo si riflette drammaticamente sull’Italia e sulla sua economia. E può determinare conseguenze pesanti delle quali la maggioranza dovrà dare conto anche all’elettorato.

(Massimo Franco sul Corriere della Sera di oggi)

A questo punto si accettano pronostici su quando il Corriere della Sera getterà il cuore oltre l’ostacolo e chiederà al governo di dimettersi senza se e senza ma, senza le formule che durano da mesi “il governo deve… oppure…”, eccetera, con timide minaccette crescenti ogni giorno.

1) la settimana prossima

2) il 7 dicembre per Sant’Ambrogio

3) all’eliminazione dell’Inter dalla Champions

4) quando Berlusconi dichiarerà “quel comunista culone di De Bortoli”

5) all’indomani delle elezioni del 2013

6) mai

Altre cose:

10 commenti su “Ancora uno sforzo

  1. maizo

    sai che c’è? che a me, ora come ora, mi farebbe molto più piacere che certi sogni si avverassero (http://goo.gl/OJ1CP) piuttosto che qualcun’altro si aggiunga alla lista di quelli che chiedono le dimissioni di b!

  2. Francesco

    Punterei sulla 4.
    Ma mi pare una questione tutto sommato triviale, in un paese in cui fare bene il proprio lavoro è raro e disprezzato e i giornalisti sono in gara per il primato del pasto a sbafo.
    La domanda più interessante mi pare: “quando gli italiani getteranno il cuore oltre l’ostacolo e cominceranno a pretendere quotidianamente dai propri interlocutori di essere all’altezza dei propri compiti (almeno prima di pagarli per questo)?”
    Applicato al caso specifico: perché dovrei comprare una raccolta di notizie che non lo erano, analisi sbagliate e pubblicità varie?
    Non dovrei forse pagare perché qualcuno, al posto mio, usa il proprio tempo per conocere e capire cosa succede nel mondo e per poi riportarmi ciò che ha imparato in modo che io possa in poco tempo farmi un’idea passabilmente precisa, invece?
    ps: ovviamente grazie ancora per il Post (sarà migliorabile, ma sembrate provarci sul serio e fa una bella differenza)

  3. Francesco

    ps: ho letto il sogno e sulle prime mi è piaciuto, ma alla fine mi pare sempre politica calcistica, più che altro un trovare la strategia per vincere. Mentre credo che lo scopo di tutti (e in particolare di chi si riunisce in un partito) debba essere il benessere collettivo, che si ottiene solo capendo la realtà, costruendo strategie efficaci e soprattutto ampiamente condivise (ché le dittature non risolvono certi problemi, neppure quelle “illuminate”). Quindi non si tratta (solo) di fare primarie, ma soprattutto di trovare un percorso comune su cui ci sia una larga intesa, ma tra tutti gli italiani, non solo tra i parlamentari.

  4. maizo

    Francesco: infatti sarebbe bello poter andare a votare per della gente che ha in mente il percorso di cui parli, che è quello che ha “sognato” Gilioli nei paragrafi 7 e 8, mi pare.

  5. Francesco

    @maizo: non so, parla esplicitamente di “elettori del centro-sinistra” e di escludere chi “non c’entra niente con il centrosinistra”, mi sembra un bel miglioramento del rapporto tra PD ed elettorato (e neppure tanto onirico, guardando ad esempio a Milano, anche se ci si sta arrivando troppo lentamente), probabilmente farebbe ritornare qualche elettore “deluso” e si vincerebbero le elezioni, solo che poi per governare non basta vincere le elezioni con una maggioranza relativa (o una maggioranza tecnica, stile uninominale) come quelle degli ultimi governi (nessuno che avesse neppure il 50% dei voti), serve che una maggioranza vera e ampia di cittadini creda nel progetto comune, quindi o converti al centro-sinistra qualche milione di italiani o trovi delle basi comuni per una larga intesa.
    Vero è che a Milano e in altre città il metodo “primarie vere e aperte” ha portato un entusiasmo generale attorno ai candidati del centro-sinistra, ma è anche vero che questa sembra più una reazione temporanea a situazioni particolari che un vero cambiamento culturale.
    Insomma: tutto ottimo come progetto politico di parte, ma nel tono generale si alimenta il clima di autismo che, dividendo l’Italia in fazioni irriducibili, rende impossibile ogni politica efficace. Credo sia molto più valido il discorso ricorrente di Bersani: “se mezz’Italia ha votato per B. con questi prima o poi dovremo trovare un dialogo, se no non si risolleva ‘sto paese qua”.

  6. Pingback: Links for 15.09.2011

  7. wiz.loz

    @Francesco: oppure trasformare il centro-sinistra all’italiana, che è ancora troppo figlio dell’esperienza della sinistra italiana (leggi PCI), in una vera sinistra moderna. Allora non ci sarebbe bisogno né di convertire milioni di elettori, né di costruire una larga intesa: molti nel paese aspettano questa nuova sinistra, non sono fessi e non gli basta la nuova facciata e il nuovo nome Partito Democratico, perché basta guardarne la classe dirigente per sentire odore di salamella della festa dell’Unità (Bersani), o odore di muffa di sezione del Partito Comunista (Fassino, Finocchiaro) o semplicemente odore di viscidume (D’Alema). Non dico la soluzione sia rottamare in blocco e buttarsi su Renzi… però la strada è quella di tirare una bella riga sulla mentalità e sull’esperienza sinistroide che ha imperato dal dopoguerra in avanti…

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