Promemoria Deus ex machina

Può anche darsi di no, ma mi è venuto il dubbio che anche Pigi Battista sia incorso oggi nell’uso equivoco del termine “deus ex machina”, parlando di Berlusconi.

È il segno, la spia lessicale, della metamorfosi che il deus ex machina del centrodestra italiano ha impresso alla sua identità originaria.

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7 commenti su “Promemoria Deus ex machina

  1. IcoFeder

    L’ingresso di Berlusconi in politica nel ’94 non fu propriamente risolutivo, visto a posteriori!

    P.S. questo è il suo, vero Direttore?

  2. ilmetapapero

    Boh, alla fin fine il B. ha fondato il PDL da un predellino di una macchina.

    In pratica ha detto: FI finisce qui e fondiamo il PDL unendo FI e AN. Chi non ci sta peste lo colga!

    Piu’ deus ex machina di cosi’ la vedo difficile

  3. layos

    Conoscevo il significato esatto di “deus ex machina” e la sua etimologia, però non sono troppo d’accordo sulla sua limitazione dell’uso a “uno che irrompe sulla scena e spariglia le carte” perchè in effetti il D.e.m. non era solo questo, ma era anche un ente metafisico che aveva potere assoluto su cose e persone, sulla vita e sulla morte e perfino sul corso del tempo.

    Quindi dire deus ex machina inteso come “qualcuno che ha potere assoluto sulle cose” è solo una deviazione rispetto alla metafora tradizionale, ma comunque non così sbagliato rispetto a quello che il D.e.m. solitamente faceva irrompendo sulla scena.

  4. layos

    (dimenticavo: sono persuaso che chi lo ha usato negli esempi portati sia qui che su “Il Post” lo abbia fatto per errore e che magari avrebbe fatto meglio ad usare, restando al latinorum: “dominus” ovvero colui che esercita la proprietà).

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