Il lato oscuro della Forza

Oggi Repubblica racconta un libro americano interessante su come i responsabili di comunicazione, marketing e uffici stampa “ingannino” i media tradizionali per promuovere prodotti o eventi di ogni genere, a partire dalla facilità di diffusione di notizie false in rete. L’articolo è interessante, e lo è anche il libro probabilmente. Basta avere presente, cosa che l’articolo trascura di dire, che c’è una grande disponibilità a essere ingannati in molti media tradizionali, che hanno rinunciato a porsi il problema dell’affidabilità delle notizie che pubblicano. Più che un inganno, è una mutua complicità. E basta avere presente che quando si parla di “internet” in questo senso, i più potenti responsabili della diffusione di notizie false sono i siti dei grandi media tradizionali. Quindi se vogliamo dire internet contro giornali, diciamolo: ma significa dire siti dei giornali contro giornalismo accurato, con i giornali di carta che ormai sono passati dalla parte dei primi, almeno in Italia.

Tutto nasce dalla differenza-chiave tra un giornale cartaceo e un sito di news: il giornale ha uno spazio limitato e quindi deve giocoforza selezionare i contenuti che passerà ai lettori. Per siti e blog è diverso: in pratica non c’è limite allo spazio occupabile su Internet e quindi si pubblica di tutto, senza troppi patemi né controlli». Portali, siti e blog si sostengono vendendo visualizzazioni (gli onnipresenti banner) e clic (gli annunci testuali di Google). E tutta la filiera dell’informazione online è finalizzata ad ottenere il massimo numero possibile di visite e di clic. «Alcuni blogger possono fare qualsiasi cosa per pubblicare un post in più, anche quando non hanno davvero una notizia ma soltanto un’indiscrezione poco attendibile. Così chi scrive online, potendo ritornare a piacimento sull’articolo già pubblicato per aggiornarlo, cede spesso alla tentazione di schiacciare il tasto “Pubblica” quando ha buttato giù solo un’accozzaglia di rumours o un abbozzo embrionale di storia. Ciò permette agli influencer come me di conquistare titoli e spazi sui quotidiani sfruttando i talloni d’Achille della blogosfera». Vediamo come: «Gestivo le Pr di Tucker Max, un tizio che raccontando delle sue sbronze e delle sue conquiste è stato in cima alla lista dei bestseller del New York Times, e dovevamo pubblicizzare il suo film. Così abbiamo piazzato manifesti pubblicitari in diversi Stati e per creare un “caso” che finisse sui giornali abbiamo deciso di autovandalizzarli. Io stesso ho cosparso i cartelloni a Los Angeles con adesivi e scritte offensive, che accusavano Tucker Max di essere un porco maschilista. Poi ho fotografato il tutto, ho creato un account email anonimo e ho mandato le foto a diversi blog di rilievo come se io fossi solo qualcuno che ha notato i cartelloni per caso. I blog hanno subito messo in evidenza la “notizia” senza accertarsi della sua provenienza o fondatezza. La grande stampa l’ha ripresa e siamo finiti sui maggiori quotidiani senza spendere un soldo.

5 commenti su “Il lato oscuro della Forza

  1. Qfwfq71

    il primo link rimanda al blog di Giacomo Salerno (mentre il post cita Repubblica)
    sulle prime ho pensato fosse sbagliato il link
    poi scorrendo ho trovato il pezzo citato

    Mi è venuta in mente una intervista fatta a Storace che si vantava di come avesse gestito il suo incarico di capo ufficio stampa di fini (all’epoca dell’MSI), inventando in continuazione dichiarazioni e finte azioni, pur di ottenere visibilità sulla stampa

    non metterei troppo in correlazione la superficialità dei blogger (connaturata al mezzo) con la diffusione dei fake (connatuarata alla credulità degli esseri umani)

    sono sicuro che di storie simili ne è piena la storia, mentre oggi possiamo tutti contare sul servizio “notizie che non lo erano” di Sofri
    :-)

  2. LeIntrovabili

    Sul lato italiano, non dimentichiamoci dell’avvocato Giacinto Canzona del foro di Tivoli, che potrebbe tranquillamente competere con Ryan Holiday per quantità di notizie false e assolutamente improbabili che è riuscito a far pubblicare dai quotidiani italiani. Ecco qui una breve intervista per chi non se lo ricorda:

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lavvocato-che-canzona-i-media/2174775

    Canzona ha anche rischiato un provvedimento disciplinare presso l’ordine degli avvocati di Tivoli, ma evidentemente l’ha passata liscia, visto che non se ne è saputo più nulla:

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_marzo_19/canzona-casi-limite-tribunale-2003747860648.shtml

  3. bobrider

    Francamente,forse un poco ingenuamente,non credo affatto che i media tradizionali si lascino turlupinare così facilmente; ma siano piuttosto conniventi.

  4. bobryder

    Il fatto che le notizie false vengano propinate come “vangelo” credo che-purtroppo-vada a braccetto con l’abitudine,precipuamente italiota,di-collodianamente-non vergognarsi della falsità.Siamo,in una percentuale imbarazzante,un popolo di bugiardi patologici(con parecchie eccezioni,per carità..e ci mancherebbe!)

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