Stiamo freschi

Leggo sul Corriere della Sera l’articolo di Alberto Martinelli che introduce un convegno della “Società Italiana di Scienze Politiche” e la proposta di introdurre nelle istituzioni italiane degli organismi di competenza tecnica (“Tecnici che affianchino i politici”, è il titolo) che controllino e assistano il lavoro della politica, sull’esempio di quelli americani e britannici. Mi pare un’idea interessante, e mi chiedo se abbia controindicazioni o limiti. Poi arrivo al punto in cui dice:

Una simile agenzia dovrebbe essere indipendente dalle maggioranze politiche e autorevole per continuità di lavoro e qualità della produzione; dovrebbe essere al servizio di entrambi i rami del Parlamento, reclutare i propri membri in totale autonomia e con criteri meritocratici, prevedere modalità di inquadramento e retribuzione in linea con gli standard internazionali, garantire trasparenza e piena accessibilità e prevedere valutazioni periodiche da parte di esperti internazionali.

E mi sembra come proporre a un grande obeso la soluzione di mangiare un decimo di quello che mangia, e selezionando le cose giuste. E fare 10 chilometri di corsa ogni mattina.
Se l’Italia fosse in grado di mettere in pratica una tale serie di corrette applicazioni, probabilmente non avrebbe neanche bisogno di una simile agenzia. A meno che non faccia tutto Napolitano anche stavolta, scavalcando tutti: ma non mi pare realistico.

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8 commenti su “Stiamo freschi

  1. lorenzo68

    Togliete il finanziamento pubblico ai quotidiani.

    Mi domando e dico: ma abbiamo un governo ‘TECNICO’ ormai da 13 mesi, e già qualche marpione ha pensato bene di estenderne la durata fino al 2014. Di cosa altro abbiamo bisogno per continuare ad annaspare?

    Ma Martinelli è a conoscenza del fatto che le istituzioni lo sono già, controllate da organismi tecnici per ramo di competenza? C’è bisogno di altra gente da mantenere?

  2. bobryder

    Questo dimostra solo il discredito a cui oramai è giunta la politica.Sono forse tra i pochi(vito che il pdl e il pd lo appoggiano, senza grandi scossoni nelle loro basi) a non aver auspicato un Governo Monti ma elezioni e continuo a pensarlo.La tecnocrazia non è la soluzione ma una cura frettolosa e negligente.Senza contare che ogni governo politico è poi fatto,nel concreto, con l’ausilio dei tecnici, o credete davvero che(sono solo esempi) la legge tv l’abbia scritta Gasparri o quella della scuola la Gelmini?Rippropriarci della politica,nonostante la nostra classe politica attuale(e sulle precedenti non c’è tanto da stare allegri tra depistaggi e connivenze)sia la più infangata d’Europa.Basta coi sobri governi tecnici e/o agenzie.Casomai una buona legge elettorale, tipo quella per l’elezione del sindaco.

  3. reta

    spero che il prossimo governo continui il lavoro inziato da monti. anzi, io monti lo voterei se me ne dessero la possibilità

  4. Avrelivs

    Democraticamente pericoloso: sarebbe la legittimazione di una sorta di governo Monti ombra ad perpetuum.
    In tanti comuni cambiano le facce di sindaci ed assessori ma in realtà governano i segretari comunali e vari direttori di uffici tecnici che nessun politico potrebbe/vorrebbe contrastare. Il risultato a livello nazionale sarebbe che cambierebbero i politici e governerebbero sempre le banche (forse ancor più di adesso).
    Riguardo al governo attuale:
    Il governo Monti è legittimo? Governano meno peggio dei predecessori? allora la Democrazia è roba che no funziona, da buttare?

  5. bobryder

    Tutti questi commenti favore di Monti..uhm uhm sento odor di PD. Che,infstti, promesse elettorali a parte, continuerà le politihe di Monti, rendendo le classi più disagiate sempre più off.Previsione facile, per vederla attuata, purtroppo,basteranno 8-9 mesi, passati cioè i primi 100 del governo(presumo Bersani). Alternative? che ci sia un governo pd-sel-idv(udc fuori) che, miracolosamente, viri programmaticamente a sinistra(tradotto: patrimoniale,no ingerenze vaticane sui diritti civili,abbassamento tasse solo per i ceti veramente poveri,programmi seri di crescita e non basati solo sui titoli del debito,taglio del 50% dei costi delle istituzioni e loro(nostri) rappresentanti,cancellazione fondi scuola privata)Oggi come oggi, anche solo la metà di queste cose,un’utopia.Ma evidentemente chi augura lunga vita al montismo non ha capito bene come funziona la politica(e l’econmia) in Italia nel 2012, o è un plutocrate(propendo per la prima ipotesi).

  6. bobryder

    Qualcuno spieghi al pd che se, almeno nei comizi (“d’amore”-sic) elettorali,non si dissocia dal montismo, rischia di essere surclassato,alla lunga, dall’ex premier, più esperto del proverbire Pierluigi nelle campagne.E, casomai gli riesca benino questo, qualcuno gli spieghi che, senza un programma davvero progressista, questo paese (che lui dice sempre di avere a cuore) andrà a remengo definitivamente.

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