Costruiremo nuovi e straordinari ombelichi

È un articolo del Wall Street Journal di tre mesi fa che ho trovato il tempo di leggere (così almeno chiudo uno dei mille tab aperti sul browser): sostiene che un apparente recente declino o stagnazione nell’innovazione e nelle capacità umane di cambiare il mondo è in realtà uno spostamento di attenzione su se stessi piuttosto che sul mondo. E che quindi oggi l’innovazione si dedica a cose più personali ed egoriferite, anche per via della maggior soddisfazione dei bisogni primari e anche secondari.

The more comfortable you are, the more time you spend thinking about yourself.

Non so se sia vero, ma è una riflessione interessante. Non produciamo più rivoluzioni verdi, o telefoni, o successi spaziali rivoluzionari.

Now, finally, our attention has turned inward. Think of Prozac and Viagra and Adderall. Think of cosmetic surgery and of antiaging creams infused with stem cells. Think of Facebook and Twitter and Pinterest. Think of all the other tools we use to indulge our vanity and pursue our desire for self-expression and self-promotion. These are the inventions that we prize today and that our entrepreneurs are motivated to deliver.

One consequence is that inventions have become less visible and transformative. We’re no longer changing the shape of the physical world or even of society. We are altering internal states, transforming the invisible self or its bodily container. Not surprisingly, when you step back and take a broad view, it often looks like stagnation—or decadence.

E conclude che questa tendenza è quindi figlia di quello che sono diventati i nostri pensieri, i nostri nuovi bisogni, le nostre attenzioni. O cambiano quelli – mi pare difficile – o anche l’innovazione continuerà a dedicarsi a soddisfare solo quelli.

if we want to see a resurgence in big thinking and grand invention, if we want to promote breakthroughs that will improve not only our own lives but those of our grandchildren, we need to enlarge our aspirations. We need to look outward again. If our own dreams are small and self-centered, we can hardly blame inventors for producing trifles.

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5 commenti su “Costruiremo nuovi e straordinari ombelichi

  1. vietatocosare

    Mah,

    con tutto il rispetto mi sembra uno di quegli articoli un po’ tromboni da editoriale del Corriere della Sera:

    – e’ tutto da dimostrare che alcune grandi innovazioni del passato non siano venuti da forti motivazioni egoriferite

    – soprattutto, sottovalutiamo l’innovazione emergente finche’ non ci sbattiamo la faccia contro. Far uscire questo articolo proprio mentre la biotecnologia compie passi miracolosi e le stampanti 3D, rivoluzionarie quanto e piu’ di internet, stanno raggiungendo un prezzo che permette la prima diffusione fra i consumatori, mi sembra ingeneroso se non miope

  2. pifo

    Riflessione interessante.
    La tentazione di pensarla in questo modo c’e’, probabilmente stimolata dall’inflazione alla quale la parola “innovazione” e’ oggi esposta: si tende a classificare come “innovativa” qualsiasi minchiata para-tecnologica che arriva dalla piu’ insulsa delle “start-up”.
    Pero’, come suggerisce vietatocosare, bisogna stare con i piedi per terra ed andare un pochino oltre gli orizzonti chiusi del proprio punto di osservazione. Il progresso e il suo reale consolidamento sono oggi il frutto di enormi sforzi economici e organizzativi. Pensare in grande e realizzare grandi visioni di cambiamento non e’ piu’ alla porta del singolo pensatore isolato e nemmeno del singolo laboratorio.
    Per realizzare una nuovissima tecnologia di magneti che potranno essere impiegati in apparecchiature cliniche dimezzando i tempi di acquisizione di una NMR e moltiplicandone allo stesso tempo il potere risolutivo e’ stato necessario lo sforzo di progettazione e realizzazione del Large Hadron Collider, mica di un qualsiasi laboratiorio “Pizzaefichi” della Tiburtina Valley!
    Un discorso analogo si applica ad una vastita’ di diverse discipline.
    Certo, l’app per il tuo I-phone e’ un’altra cosa!

  3. Giordano

    Mi trovo d’accordo con i primi due commenti. La portata dell’innovazione tecnologica oggi è molto specifica e criptica per i non addetti. Un buon paragone potrebbe essere quello della costruzione di un auto da corsa: se prendo un auto di serie e la modifico è molto facile cambiare il motore o la carrozzeria e ridurre i suoi tempi in un giro di pista di 10 secondi. Ma arrivati a quel limite, per limare altri centesimi di secondo bisogna lavorare sulla mescola delle gomme, sulla composizione chimica del carburante, sull’alleggerimento del telaio, etc. spendendo in proporzione molto di più. Ovviamente questi budget non sono a disposizione di tutti e le conoscenze necessarie non si trovano tutte in un’unica persona ma perlomeno in un team.

    C’è inoltre da considerare, almeno per la mia generazione (31 anni) una certa assuefazione all’innovazione tecnologica, che ne sminuisce la portata. Siamo abituati a vedere le cose evolversi. Da piccolo giravo col walkman, sono passato ai cd e ora c’è la musica digitale: non mi stupirò quando apparirà un altro modo di ascoltare musica. Mi sembrerà una normale evoluzione anche se il salto dalla versione precedente fosse stratosferico.

  4. LucaV

    Concordo con vietatocosare. C’è forse meno innovazione in campi “classici” che trasformano l’aspetto evidente della vita di tutti i giorni (passaggio dal cavallo alla macchina, o il calcestruzzo che permette di avere grattacieli dove prima c’erano solo palazzoni di pochi piani). Ma l’innovazione in altri campi è costante e fervente. La legge di Moore per l’elettronica non sta andando da nessuna parte, e i progressi nel campo biomedicale/biotecnologico negli ultimi anni sono stati nient’altro che stupefacenti e trasformative (per capirsi, le tecnologie di GATTACA fra meno di vent’anni potrebbero essere vicine all’essere realizzate ed omnipresenti).

    Comunque l’intero pattern deriva anche da quali sono i settori a maggiore crescita, attualmente. In particolare il settore medico negli USA cresce a ritmi vertiginosi da anni, e questo porta nuovi soldi per nuove ricerche – classico feedback positivo. Idem per il settore dell’informatica. Altri settori sono a minore crescita, e quindi avranno meno soldi (e faranno meno ricerche, immagino).

  5. vit

    Trovo l’articolo condivisibile anche se è un po’ trombone, come dice vietatocosare.
    Anche se le argomentazioni hanno una grossa falla alla base, perché la parola “innovazione” assume diversi connotati a seconda del campo di applicazione. L’innovazione in campo scientifico o medicale non può essere messa a confronto con gli sviluppi dei trend di costume. O meglio, si possono mettere a confronto ma va esplicitato, nell’articolo invece finisce tutto nel calderone.

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