Un riassunto di musica per la Gazzetta

Il 2012 è stato l’anno di Call me maybe, la canzonetta formidabile e appiccicosissima su cui mezzo mondo ha costruito le proprie versioni e le ha messe su YouTube. Dopo, il 2012 è stato l’anno di Gangnam Style, il cui buffo video con buffo personaggio sudcoreano ha battuto ogni record di visualizzazione online, e anche qui cataste di imitazioni e parodie, malgrado la canzonetta fosse assai più debole e priva del ritornello vincente. Dopo ancora, qui da noi, il 2012 è stato l’anno di X-Factor, che ha conosciuto una rinnovata popolarità e schiere di adoratori, malgrado dal punto di vista di musicale abbia proposto una superbrava che si sapeva vincente dall’inizio, rispetto alla quale gli altri concorrenti erano tutti di passaggio. Gli ultimi spiccioli del 2012 sono stati poi di Jovanotti, che ha pubblicato una super raccolta – formato che non produce niente di interessante dai tempi del disco bianco di James Taylor, ma Jovanotti lo ha trasformato in uno scrigno – e ci ha colonizzato le stanche classifiche di vendita. Il 2012 era stato l’anno in cui era morto Lucio Dalla, uno dei più bravi di sempre della storia della musica italiana. Ed era stato l’anno dell’esplosione degli One Direction, come due anni prima era stato per Justin Bieber: dove si definisce anno dell’esplosione quello in cui se ne accorgono persino certi trentenni senza figli. Il 2012 è stato l’anno di Adele, e lo saranno anche il 2013 e il 2014: anche se non facesse dischi fino al 2015, nessuno oscurerà per molto la sua sintesi di successo pop e qualità musicale scatenata negli anni passati. Nel 2012 sono morte due superdive di pop nero che avevano qualcosa in comune e 15 anni di differenza, Donna Summer e Whitney Houston. Il 2012 è stato l’anno delle cerimonie olimpiche divertenti e musicali, e con un tasso di buona musica che non si era mai visto: bella forza, erano a Londra. Il 2012 è stato l’anno di Shazam, l’applicazione che riconosce al volo le canzoni che ormai è diventata familiare come il telecomando della tv e quasi un modo di dire: trovalo con Shazam è come cercalo su Google. E ora vediamo di cosa sarà capace il 2013.

Un commento su “Un riassunto di musica per la Gazzetta

  1. alfonta

    A me il 2012 ha lasciato un’enorme voglia di sport chiaro e trasparente, il calcio soprattutto. In merito ho scritto alla “tua” Gazza.

    In merito alla risposta avuta da parte di F. Arturi merc. 2 gen. nella posta della Gazza , vorrei puntualizzare.
    La mia lettera era in particolare diretta ad Antonio Di Rosa, per una recente risposta sull’argomento. F. Arturi l’ha spolpata ed usata per parlare d’altro. Gliela replico e al termine mi spiego meglio.
    Cara “Gazza”,
    ho letto l’ennesima bocciatura della moviola in campo, dando appoggio alla posizione di m’sieur Platini& co.
    Vi siete accorti che in certe telecronache il conduttore annuncia trionfale: “Incredibile bravura del guardialinee nel vedere questo fuorigioco millimetrico! “.
    Oppure : ” Peccato il fuorigioco non c’era (o c’era , come preferite ) per pochi cm ! ”
    Ma siamo certi che abbia visto o non visto oppure abbia tirato ad indovinare ? E nelle massime serie del mondo calcistico , dall’Asia all’Australia passando per i mondi pallonari più evoluti, sarà così semplice allevare 6, diconsi 6, arbitri di livello adeguato? Che tirano ad indovinare se uno ha sgambettato o l’altro è svenuto motu proprio? Non sarà più democratico un bravo arbitro coadiuvato da un bravo tecnico- arbitro che comandi 1 moviola con 4 telecamere (parlo di Africa et similia ), costo poche centinaia di euro sponsorizzabili. Che comandi anche lo stop del tempo per 30 minuti VERI di gioco. Che veda anche le rimesse laterali contestate? L’OBIEZIONE. Il gioco sarà continuamente spezzettato, le partite non finiranno più. ERRORE! L’arbitro interromperà il gioco solo se, oltre a falli evidenti, si verificherà un vantaggio della squadra attaccante (laterale, corner, rigore o gol). In caso contrario (azione finita nel nulla o cambio di possesso palla)SI PROSEGUE.
    FUORIGIOCO. Si torna all’antico. Vale la posizione dei piedi a terra nell’azione in velocità .
    GOL NON GOL. Vi sembra che i giudici di area siano in grado di vederlo? Messi come sono in posizione angolata rispetto alla linea di porta? Chi vogliono prendere in giro?
    Tutto qui. E non si dica , come una foglia di fico, che il calcio è bello perchè le regole sono antiche , l’uomo può e deve sbagliare, etc. Qui non siamo nell’esoterico. Non ci si va a confessare il giorno dopo per aver l’assoluzione . Qui la pressione sale nei bar , nelle Tv , nelle curve, nelle strade . Di pretesti per comportamenti beceri ed ignobili ce ne son fin troppi. Togliamo ciò che è evidente.
    Facciamo una campagna di accettazione del giudizio finale di UN arbitro davanti alle immagini che TUTTI NOI stiamo vedendo. Utopia? Proviamo. Poi si giudicherà. Grazie
    A.F.(mail firmata)
    PC
    PS: sulle Tv locali si fanno le moviole per la Terza categoria ! Vi rendete conto?.
    Fine 1a mail.
    Non mi sembra di mirare a snaturare il gioco, ANZI. Si torna al gioco dei cortili. Quello vero. Il fatto che nel basket ci siano contestazioni sulle decisioni nei replay, testimonia che c’è una persona deputata a decidere in base a quello che TUTTI , lui compreso, vedono. Nel Calcio , invece , UN arbitro decide in base alle sue sensazioni. Non in base a quel che succede realmente. Stiamo scherzando? E’ come se una giuria o un giudice decidessero in base a sensazioni proprie sulla pelle altrui senza visionare prove e quant’altro . Questo atteggiamento, anche da parte vostra, mi sembra incomprensibile. Si nega l’evidenza. Sono stanco di juventini che urlano al “gombloddo” nei bar o di Moratti che vede cose mai successe. Togliamo le scorie e teniamoci il “buono” del calcio.
    Era solo per ribadire che 6 arbitri sono inutili ai fini che si intendono perseguire. Cioè limitare gli errori. Tanto vale usare l’occhio elettronico che già tutti vedono sui cell, mentre uno in braghe gialle prende una cantonata grande come una casa e mette una squadra, in genere con la maglia righe, nei casini. Tanto per esser chiari.

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