Per una serie di collegamenti accidentali successivi, di quelli tipici dello stare online, ieri al Post siamo finiti sulla funzione di Google Translate che “legge ad alta voce” il testo che ci incollate (funzione disponibile anche in molti altri servizi e programmi): il tastino in basso a sinistra con l’altoparlante. E ne abbiamo scoperto un potenziale sovversivo e illuminante: ovvero il risultato che si ottiene facendo leggere alla signorina Google certi editoriali dei quotidiani (in realtà rende ridicolo un po’ tutto, ma con gli editoriali dei quotidiani funziona di più). Vi consiglio, ogni volta che leggete qualcosa che vi pare di rara tromboneria, di sottoporlo a questo procedimento: e tutto vi apparirà in una luce migliore, o almeno più leggera.
Tipo, il fondo di Alessandro D’Avenia sulla Stampa di oggi.
6 commenti su “Non sappiamo più giocare”
Commenti chiusi
Ogni tanto sembra Vulvia di Rieducational Channel. “Spingitori di cavalli…”
Qualsiasi cattiveria nei confronti di D’Avenia ha la mia entusiastica approvazione.
da uno che e’ andato a lavorare per qualche anno accompagnato dalla voce digitale di Gianluca Nicoletti, questo mi sembra,invece, una cosa di una qualita’ impensabile.
il tastino in basso a sinistra con l’altoparlante: cosa mai significherà?
ho messo questo articolo in inglese sul blog della giuggiola
http://giuggiolaliberatutti.blogspot.com/2013/01/giuggiola-subversive-with-google.html
ho anche abbandonato la foto dell’origami di blade runner in mezzo ai posts senza riferimenti di sorta, è stato più forte di me
boh, a parte il fatto che il tastino in questione è in basso a destra e non a sinistra, ho ascoltato la signorina G che legge il testo in questione e mi pare che sia ben letto (l’unico errore di pronuncia è sul “nasconderci”), non ci ho trovato niente di divertente… forse bisogna ascoltare la traduzione in ucraino? (chissà poi perché in ucraino…)