Notizie che non lo erano

Sabato della settimana scorsa Repubblica ha messo in prima pagina un’inchiesta intitolata “Ecco l’agenda rossa di Borsellino dopo la strage”. E ancora: “Nelle foto mai viste l’ultima traccia del diario sparito”. Il riferimento era a un discusso mistero che riguarda le indagini sull’attentato che uccise il giudice Paolo Borsellino, e a una sua agenda che non è mai stata ritrovata: adesso le immagini di un video girato dopo l’attentato, spiegava Repubblica in quell’articolo e in altri nei giorni successivi, mostravano qualcuno che rimuoveva dall’area dell’attentato quell’agenda. Nei giorni scorsi ci sono state molte reazioni di politici e giudici su questa rivelazione e questo nuovo scenario. Ma una rapida verifica della polizia scientifica e dei magistrati di Caltanissetta ha dimostrato mercoledì che quello nelle immagini è un parasole di cartone, non un’agenda.
Aldo Biscardi ha letto lunedì nel suo programma sportivo in tv una lettera ricevuta da Silvio Berlusconi in cui si annunciava un “riassetto” del settore tecnico e societario del Milan. La notizia è stata ripresa subito da tutti i siti di news, ma il Milan l’ha smentita poco dopo: e a quanto sembra Berlusconi non l’aveva mai scritta.
Per diverse ore i maggiori siti di news americani, e quindi anche quelli internazionali e italiani, hanno scritto che i morti seguiti al tornado in Oklahoma di lunedì erano 91. Ma i conti erano stati sbagliati e la cifra è stata poi corretta a 24.
Il direttore della rete TV2000 ha ammesso che “era una notizia vera ma vera solo in parte e in parte non vera” e si è scusato “per aver intaccato la verità dei fatti e per le persone coinvolte”, dopo aver annunciato che Papa Francesco aveva praticato un esorcismo nei confronti di un malato, notizia ripresa il giorno dopo da tutti i quotidiani. Non era un esorcismo, solo una preghiera con le mani appoggiate sulla testa della persona in questione, ha spiegato il responsabile stampa del Vaticano.
L’agenzia di stampa ANSA e molti siti di giornali hanno scritto che il soldato ucciso a Londra da un fanatico islamista si chiamava “Drummer Lee Rigby”: lo stesso hanno detto alcuni telegiornali nazionali. Ma il nome era soltanto Lee Rigby: “drummer” (tamburino) è il titolo militare del soldato.

5 commenti su “Notizie che non lo erano

  1. Michele Mauri

    Caro Sofri, quanto ha ragione. Il problema è aggravato dal fatto che nel contempo non si danno le notizie vere e importanti. Per esempio: da circa 15 giorni è interrotta la Superstrada 36 Lecco-Colico e ciò provoca ingorghi e disagi. Chi ne sta parlando? Quasi nessuno. Certo, che notizia è una strada interrotta o qualche chilometro di coda? La notizia vera però è un’altra: la strada è stata chiusa perché una galleria rischia di franare verso il lago. Quarant’anni fa qualcuno lo aveva previsto, ma il “progresso” non si poteva fermare! Io ne ho parlato qui http://alternativanomade.wordpress.com/2013/05/29/alla-fine-la-natura-presenta-il-conto-superstrada-36-lecco-colico-da-40-anni-pericolo-di-tragedie/ Però la mia è una voce piccola, perché non lo fa anche lei?

  2. uqbal

    Confesso che oggi stavo leggendo un po’ distrattamente, e per un attimo mi sono baloccato con l’idea che Biscardi avesse rivelazioni sconcertanti sull’agenda rossa di Borsellino. Peccato.

  3. tonio

    È capitato anche che qualche direttore sia rimasto imprigionato da notizie che non lo erano.

  4. lorenzo68

    Via il finanziamento pubblico dai giornali e ai giornalai. Ultimamente sempre più giornalacci.

    @Mauri

    Manà…manà… è impegnato altrove ultimamente. Governatore per voti mai avuti. Una volta la chiamavano Democrazia oggi ringraziano gli italiani per la chiusura del deficit.

  5. lorenzo68

    Luridi al TG1 ieri sera commentando una notizia che invece lo era e la si doveva elaborare l’unica cosa intelligente che un deputato del PD non faceva da almeno 5/8 anni. Più intelligente oggi il commento di Michele Serra (che rubo dal Post):

    Fin troppo ovvia la ragione per la quale avrei preferito l’uovo (oggi) di Giachetti alla gallina (domani) di Letta. Non credo che questa maggioranza sia in grado di varare in tempi decenti (diciamo: entro le prossime elezioni) una nuova legge elettorale. Peggio: credo che almeno una componente del governo, il Pdl, non abbia alcuna intenzione di levare di torno quel Porcellum che è figlio suo, e porta la firma di un signore, Calderoli, che incredibilmente (l’ho scritto, credo, una ventina di volte: incredibilmente) è parte in causa, oggi, in quella materia elettorale che ha contribuito a scempiare

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