Notizie che non lo erano

Lunedì due tabloid inglese e americano hanno ripreso un comunicato stampa sull’uscita di un libro di un soldato americano che gli attribuiva di aver ucciso 2746 nemici iracheni in battaglia, una cifra pazzesca. Nessun quotidiano americano maggiore ha ripreso la notizia, che in Italia è stata invece pubblicata dal Secolo XIX e in prima pagina da Repubblica. Ma dopo pochi giorni, di fronte ai dubbi di alcuni lettori su internet e di un’inchiesta di un periodico americano, il soldato ha negato quella cifra dicendo che era falsa e un’invenzione dell’ufficio stampa. La Stampa ha pubblicato in prima pagina il giorno dopo una spiegazione.
Giovedì la Stampa ha pubblicato in prima pagina e Repubblica nella pagina delle lettere, una lettera di un insegnante che raccontava di aver ricevuto la telefonata di un genitore di un alunno che gli chiedeva di bocciare suo figlio per fargli accedere alle nuove agevolazioni del governo per il lavoro giovanile. Ma la lettera era falsa – e implausibile – come ha rivelato poche ore dopo l’agenzia di comunicazione che l’aveva inventata e spedita.
Tutti i siti dei maggiori giornali italiani hanno pubblicato giovedì mattina l’appello su Twitter di Edward Snowden, la fonte dell’inchiesta giornalistica sul traffico online controllato dal governo americano. Snowden chiedeva nel suo messaggio asilo all’Ecuador, in fuga dagli Stati Uniti. Ma l’account era falso, e il messaggio non era di Snowden. Gli articoli sono stati quasi tutti rimossi.
Romano Prodi ha scritto in una lettera al Corriere della Sera domenica che le ipotesi pubblicate su un suo ruolo nel Partito Democratico sono del tutto infondate.
Venerdì i maggiori siti di news hanno riferito di un video proveniente dalla Siria sulla decapitazione di tre frati da parte dei ribelli nella guerra civile locale. I titoli erano del tenore di “Siria , «Tre francescani decapitati dai jihadisti dopo un processo»”. Ma poco dopo sono comparsi dubbi e contraddizioni nella storia, e a nessuno risulta l’identità dei tre presunti frati.