La Rue chi?

Una piccola cosa divertente sugli altalenanti approcci dei giornali alle cose. C’è un signore che si chiama Frank La Rue, che ogni tanto fa notizia in Italia. Lavora per l’ONU, di cui è “Special Rapporteur on the Promotion and Protection of the Right to Freedom of Opinion and Expression”. Spiega la pagina dell’ONU:

A Special Rapporteur is an independent expert appointed by the Human Rights Council to examine and report back on a country situation or a specific human rights theme. This position is honorary and the expert is not United Nations staff nor paid for his/her work. The Special Rapporteurs are part of the Special Procedures of the Human Rights Council.

Insomma, è una carica un po’ particolare, ha un mandato dell’ONU che gli ha assegnato il ruolo, ma non è un dipendente ONU. In Italia La Rue divenne noto soprattutto per alcuni interventi sulla libertà di informazione  e contro le regole sull’uso delle intercettazioni durante il governo Berlusconi, interventi che lo resero un paladino dei diritti per alcuni e un impiccione non richiesto per altri. In questa polemica, le sue parole furono spesso descritte dai giornali come parole dell’ONU, e i titoli le attribuivano all’ONU. Un po’ per interessi di faziosità politica – chi li aveva – un po’ per interessi di cassa giornalistica: perché l’ONU che interviene contro il governo italiano è una notizia, il signor La Rue un po’ meno.

Ieri il signor La Rue è tornato a parlare dell’Italia e se l’è presa con l’AgCom. E così sono usciti molti articoli, e se ne discute. Qui non è importante il merito della discussione; quello che incuriosisce noi entomologi dell’informazione è il ribaltamento di atteggiamento di questo commento sul Corriere di oggi.

un consulente dell’Onu, tale Frank La Rue, che ogni tanto appare nei cieli italiani, dichiara che il regolamento dell’Agcom sarebbe un provvedimento «incostituzionale». Su quali basi lo dica, e in forza di quale competenza, non si sa (…) Non è poi chiaro, questo signor La Rue, a nome di chi stia parlando, visto che l’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, interpellato, lo sconfessa e dichiara che il consulente in nessun modo può parlare a nome dell’Onu.

Che sarebbero anche un dubbio e una critica sensati, ma andrebbero rivolti a chi ha celebrato La Rue come sinonimo di “l’ONU” fino a quando faceva notizia.

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E un’altra cosa buffa è la coincidenza che fa sì che questo articolo del 2010, ancora sul Corriere, sia firmato dallo stesso nome e cognome che firma il commento di oggi (quello di “tale Frank La Rue” e “Non è poi chiaro, questo signor La Rue, a nome di chi stia parlando”):

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Altre cose:

7 commenti su “La Rue chi?

  1. seamstress

    so che l’intento magari non era quello di far ridere, ma il coefficiente di ridicolo in cio’ che ha fatto il Corriere e’ talmente elevato che non riesco quantomeno a non sorridere (mia nonna avrebbe detto “si, si, ridi per non piangere..” e infatti dopo il riso passo direttamente all’indignazione stile M5*… mi sa che devo riprendere il litio…)

  2. Serpico

    Ben prima di arrivare alla fine del post si può arguire il nome del giornalista, noto braccio “opinionista” della SIAE in Italia ;) Inutile dire che non sono per nulla stupito, solo triste per la fine che sta facendo il CdS …

  3. massimo mantellini

    Beh prendersela con Segantini, insomma, san fare tutti, io per esempio spesso non riesco a trattenere lo sdegno per le cose che scrive da anni, ma tu, santa la miseria…tu dovresti essere superiore a simili piccolezze

  4. Antonio Nicolini

    Gentile Sofri,

    Mi permetto di linkarle un articolo interessante, redatto dal Centro Diritti Umani di Padova, sui contenuti espressi da La Rue sulla sua visita in Italia. In effetti, i giornali dovrebbero dare un po’ più di spazio a quanto lo SP propone, sempre che non si sentano attaccati – come pare di percepire dalle parole del Corriere, e non se ne capisce bene il motivo.

    Il link è il seguente: http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Nazioni-Unite-il-Relatore-speciale-sulla-liberta-di-espressione-Frank-La-Rue-invita-lItalia-a-democratizzare-la-normativa-sui-mezzi-di-informazione/3140

    Ad ogni modo, il lavoro degli Special Rapporteurs è molto interessante e molto delicato, e non è la prima volta che uno SP in visita in Italia sollevi alcuni punti interessanti riguardo alle mancanze del nostro Paese (all’interno del suo mandato): era successo ad esempio con lo SP sui diritti umani dei migranti e con lo SP sulla violenza contro le donne, le sue cause e conseguenze.

  5. Amevintosh

    Frank La Rue è un incaricato ONU: “appointed by the Human Rights Council”. Ha una posizione indipendente rispetto all’ONU, ma è un incaricato ONU, altrimenti non vale niente. “Is an independent expert [..]; not United Nations staff nor paid for his/her work” è una definizione necessaria per mantenere valida la natura del suo stesso incarico: dovendo verificare l’indipendenza dell’informazione, dev’essere egli stesso necessariamente indipendente. Ma il suo potere deve avere un’investitura (ordination, appointment), altrimenti sarebbe un privato, non più in una posizione indipendente. I giornali non sbagliano se titolano La Rue come rappresentante ONU, perché è un appointed by the Human Rights Council. L’importante è precisare sempre nel pezzo la sua posizione, un uomo che fa quello che fa per rapportarlo – “Special Rapporteur” – all’ONU e solo all’ONU.

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