Buttiamoci su Happy

La tradizione delle canzoni candidate all’Oscar non offre una grande garanzia di qualità: ogni volta tra quelle scelte nelle nominations ci sono baracconate convenzionali da musical, ballatucce svenevoli, gorgheggi pomposi ed enfatici, canzoncine da cartone animato tutte uguali. Tra queste, emerge di tanto in tanto qualcosa di più originale o almeno di qualche sapienza meno routinaria. Quest’anno non fa eccezione, e tra le cinque ci sono la canzone del cartone Disney Frozen, facile quanto dimenticabile e già sentita, e Alone yet not alone, più dignitosamente confezionata, ma sempre nel solco sdolcinata enfasi da film sentita mille volte: andrà forte nei video domestici dei matrimoni da mettere su YouTube. Un po’ meglio Ordinary love, non fosse che è un pezzo degli U2, che sono capaci di molto meglio e questo sembra un avanzo scartato da un disco degli U2. Ha una sua grazia anche The moon song di Karen O degli Yeah Yeah Yeahs. Però, alla fine, a inventarsi qualcosa di imbattibilmente appiccicoso e divertente, fuori da questi canoni da lacrimuccia – a cominciare dal titolo – è Happy di Pharrell Williams, da “Cattivissimo me 2”. Perderemo, ma puntiamo su quella, per il 2 marzo.

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