Come se ne esce?

Cosa pensiamo in tanti della sempre più invadente ipotesi di un incarico a Matteo Renzi senza elezioni, l’ho scritto, e c’è poco da discutere. Ma è indubbio che qualunque opposizione a una simile sventatezza non risolve la situazione di blocco in cui ci troviamo, tutti quanti e Matteo Renzi. Blocco che – bisogna ripeterlo con tutta la stima per l’uomo – è figlio della scelta di Napolitano di un anno fa, scelta che a questo punto non è più discutibile in astratto: mostra il suo fallimento nel risultato e nei fatti, se anche durasse il governo Letta con la sua inconcludenza. Non è andata, e Napolitano sbagliò a incaponirsi sulle prospettive delle larghe intese, di fronte a chi gli spiegava che non c’erano, quelle prospettive.

La situazione di blocco è unica e paradossale: c’è un governo che non affronta adeguatamente una situazione drammatica; lo stesso partito di maggioranza del governo lo pensa, se identifichiamo il partito con la sua leadership; ma Renzi non può far cadere un governo “suo” unilateralmente, contro il Presidente del Consiglio suo compagno di partito. Può quindi solo aspettare, e fare quello che sta alla larga dai fallimenti del governo e intanto ottiene risultati per sé, come l’eventuale legge elettorale. Ma a parte la legge elettorale, non sono molte le cose che può fare indipendentemente dal governo. E anzi, la stessa legge elettorale è già in cospicue difficoltà causate da battaglie di partiti e correnti sulle quali l’autonomia di Renzi si mostra limitata.

Mi sono fatto questa domanda: come se ne esce? Prima di leggere la mia risposta, fatevela anche voi, la domanda. Non fossimo drammaticamente coinvolti – fossimo uruguayani, come dissi quel giorno delle elezioni – sarebbe un rompicapo accademicamente interessante. Se resta il governo è un guaio, se cade il governo è un guaio, se si butta Renzi al governo senza elezioni è un guaio. Renzi non può far cadere Letta; Letta non vuole dichiararsi fallito; il governo Letta non può promettere niente, per sua natura; Renzi non può accettare un incarico senza perdere ogni credibilità, per non dire di quel che non potrebbe fare con questo parlamento e senza legittimazione: sarebbe un governo Letta di Renzi.
E quindi, cosa sperate succeda, nell’ambito del fattibile?

Io ho concluso questo. Letta fa un annuncio, gliel’ho anche scritto, per fare la mia parte.

«Il governo che guido nacque dalle necessità straordinarie di un risultato elettorale che non permetteva la governabilità, e nacque grazie allo spirito di sacrificio di chi vi si è dedicato e all’insistenza del Presidente della Repubblica nella ricerca di una soluzione. Quella soluzione fu inevitabilmente un compromesso che si è dedicato fino a oggi ai gravissimi problemi dell’Italia con i limiti forzati dati da quel risultato elettorale: un lavoro notevole che ha già dato dei frutti ma inevitabilmente reso complicato dal quadro politico. Nell’anno che è passato, però, lo scenario è la realtà sono cambiati in conseguenza di due fattori. Il primo è la percezione di un nuovo, più esteso e forte consenso intorno a un progetto politico, proposto e rappresentato da Matteo Renzi, che ha conquistato col voto delle primarie la guida del maggiore partito politico italiano. Il secondo è l’accelerazione – con la collaborazione e lo spirito di servizio di diverse forze politiche – nell’approvazione di una nuova legge elettorale che vada incontro al senso di democrazia dei cittadini e riduca i limiti e le conseguenze negative della legge con cui si votò alle precedenti elezioni. Questi fattori e questo scenario inducono a pensare che sia possibile oggi costruire un quadro parlamentare che garantisca maggiore governabilità e la creazione di un governo più attrezzato e capace di affrontare i gravissimi problemi italiani, raccogliendo con spirito collaborativo il senso di responsabilità che i partiti stanno dimostrando in questa più recente fase politica.
Per queste ragioni e per il bene del paese, ho deciso che sia giusto dare all’Italia l’opportunità di un governo più coerente con la volontà popolare espressa e più forte nei confronti delle riforme necessarie, e consegno le mie dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri al Presidente della Repubblica, ferma restando la sua totale autonomia e giudizio nel decidere quale percorso sia più opportuno far seguire alle dimissioni del governo: con fiducia nel senso di responsabilità del parlamento rispetto a una rapida approvazione di una nuova e condivisa legge elettorale. Ringrazio tutti, e per primi i ministri e la loro collaborazione e impegno di questi mesi: il percorso è lungo e difficile ma lo abbiamo iniziato».

Napolitano prende atto, condivide, ringrazia, ordina al parlamento che si approvi la legge elettorale rapidamente e poi scioglie le camere.
È la cosa più sensata e saggia che mi viene in mente.

Altre cose:

34 commenti su “Come se ne esce?

  1. GULLIVER65

    Confesso di non riuscire a capire, davvero. Napolitano propose il governo Letta in una situazione di stallo che si era fatta insostenibile: con quella legge elettorale, tornando subito alle urne era evidente l’impossibilità di ottenere un governo sicuro e stabile, con il rischio quindi di far precipitare l’Italia nel caos. D’altra parte, il governo delle larghe intese doveva servire unicamente a dare quella stabilità politica che permettesse di fare due – tre riforme fondamentali, la prima tra tutte quella della legge elettorale, proprio per poter tornare alle urne ed avere finalmente un governo in grado di prendere quelle decisioni forti improcrastinabili per l’Italia.
    Il primo fondamentale obiettivo, quello della stabilità, è stato ottenuto: lo spread è sceso intorno ai duecento punti (e non era facile), l’Italia non è più percepita, almeno a livello internazionale, come un paese sull’orlo del collasso. Sulla legge elettorale, grazie a Renzi sono stati fatti passi da gigante, e con una velocità sconosciuta alla politica italiana di sempre. Questo è stato possibile anche per il contesto “tranquillo” fornito dal governo, che ha permesso ai negoziati di andare avanti senza assilli angoscie “da spread” (polemiche nel PD a parte).
    Ora si tratta semplicemente di concludere il processo della riforma elettorale, e quindi a quel punto di andare finalmente ad elezioni. Altro il governo non riesce a fare, ma questo era evidente a tutti fin dall’inizio, dato il preciso compito che si era dato (e visto com’è composto).
    Ora la tua proposta è invece di far cadere il governo e, in una condizione simile (me la immagino), approvare la nuova legge elettorale. Ma perché? Dove starebbe il vantaggio?

  2. Robdale

    Va bene, Sofri, sto al tuo gioco e commento la lettera.

    Che la trovo sensata, anche troppo. Ma è monca. Perché non menziona un fattore fondamentale che ha portato il governo al collasso. Il volta faccia di B e del suo partito. Quelli che subito dopo le elezioni non hanno mai perso l’occasione di dire che ci voleva un governo di responsabilità. Ed infatti (ironia), con grande responsabilità, alla prima occasione se ne sono andati, per seguire i loro calcoli, le loro strategie. E così è iniziata la campagna elettorale (ammesso che l’abbiano mai finita).

    Ok, potrebbe non essere il fattore fondamentale, ma basta giocare così… pulito, senza neanche un contrasto, con la paura di fare fallo o di sporcarsi il pantaloncino perché poi a mamma chi la sente! Ci vuole più aggressività e concretezza se si vuol vincere veramente. Fossi Letta e il Pd, inizierei seriamente a preparare le polveri. A preparare una strategia. Non può essere così difficile, il PdL è B ne hanno fatto di tutti i colori. E anche Grillo può essere ridimensionato. Ma bisogna saperci fare, e soprattutto ritrovare l’unità. Bisogna metterli continuamente di fronte alle loro responsabilità, ai loro fallimenti, e pensare un po’ meno a quelli del Pd. Loro sono bravi in attacco, ma in difesa sono pieni di punti deboli. Ci sarà qualcun con un QI normale fra i dirigenti del centro sinistra capace di elaborare una strategia elettorale vincente, che ca…volo?

  3. odus

    “Napolitano prende atto, condivide, ringrazia, ordina al parlamento che si approvi la legge elettorale rapidamente e poi scioglie le camere.
    È la cosa più sensata e saggia che mi viene in mente.

    A me è venuta un’altra idea in mente, che a me pare altrettanto saggia (ogni italiano ne ha una in mente).
    E se tu scrivi a Letta, io scrivo a te. Nino Frassica diceva: “schivete, schivete…” L’idea è la seguente.
    Che tutti i sessanta milioni di italiani, compresi Letta Renzi Napolitano e tu, ci rechiamo a Luordes a pregare la madonna, come consigliava una volta Woody Allen quando non sapeva che pesci prendere.
    Poi, al ritorno, Napolitano, illuminato dalla madonna, darà l’incarico a Passera.
    Passera. Te lo ricordi? Aveva preparato un bel piano per salvare l’Italia e ne parlavano insieme, Monti e Napolitano, prima che Monti diventasse prima senatore a vita e poi presdelcons. Passera era apprezzato anche da De Benedetti (e di conseguenza da Scalfari).
    E dunque….
    Ti va l’idea?

  4. ILSENSOCRITICO

    Per una volta sono solo parzialmente d’accordo. Sono d’accordo con lei sulla necessità di nuove elezioni, ma non condivido la critica a Napolitano.
    Ovvio, Berlusconi è sempre stato un personaggio inaffidabile, ma è lo stesso Berlusconi con cui il PD avrebbe comunque dovuto fare un governo in caso di nuove elezioni l’anno scorso. Il paese era, come lo è adesso, diviso in tre poli e non sarebbe cambiato nulla in caso di nuove elezioni.
    Il governo Letta era pertanto un tentativo necessario da fare. E temo che a maggio capiremo che non sarà cambiato nulla, anzi, sarà tutto peggiorato, grazie a una legge proporzionale che i mammalucchi difendono come ultimo bastione di democraticità, ma che fatalmente ci consegnerà un nuovo governo di larghe intese

  5. fp57

    insomma…Lei propone l’autocertificazione del fallimento di uomini e donne del PD al governo e al Parlamento. Nonostante l’homo novus che, ora, potrebbe fornire idee nuove.

  6. odus

    Luca Sofri scrive: 11 febbraio 2014 alle 20:23
    Odus, la parte su Lourdes mi pare la più promettente.

    Luca, è ben quella l’idea geniale. Ed anche quel che scaturisce.
    Perché chi muove i birilli è sempre lui.

  7. uqbal

    Con la differenza della legge elettorale: Civati proponeva di andare alle elezioni con il Porcellum e ora con il Consultellum. La differenza non è minima.
    Aveva ragione sul fatto che Letta non avrebbe combinato niente.

  8. MaBi

    Ovviamente Napolitano non puo’ “ordinare” al parlamento di fare la legge elettorale. Puo’ fare l’ennesimo monito, ma appunto quanti ne ha fatti ormai ad invocare una nuova legge elettorale? E col governo dimissionario ed elezioni sicure non c’e’ una possibilita’ su un milione che il parlamento faccia la legge.
    Non vedo proprio vie d’uscita.

  9. splarz

    Questa lucida analisi è monca di una considerazione fondamentale, un prerequisito che rende insostenibile questo scenario: le persone che sostengono questo governo non sono in buona fede. Sono ben conscio che l’autore di questo post non riesce nemmeno a prendere in considerazione questa idea ma, forte di una testardaggine che rasenta il fastidio, vorrei far notare quanto mellifluamente siamo passati da “governo di responsabilità che deve fare due o tre cose fondamentali” a “governo di legislatura”: perchè? A che pro? E che senso hanno gli attacchi al governo e alla direzione del partito da parte degli stessi che hanno voluto il governo con Berlusconi? Non ci può essere soluzione responsabile perchè Napolitano ha dato fiducia agli stessi che ci hanno portato dove siamo – e che si spellavano le mani applaudendolo mentre lui li rimproverava, con le lacrime e la voce rotta.
    Tanto per aggiungere una nota di ottimismo, non penso che Renzi, imbarcando metà della vecchia dirigenza, possa essere portare di novità e non penso che gli elettori del Pd l’abbiano capito, dato che Civati è arrivato addirittura dietro Cuperlo. Aveva ragione Prodi: abbiamo i governanti che ci meritiamo.

  10. armilio

    Il fatto è che se cade il governo la legge elettorale magari non passa più, e c’è da fare anche la riforma del Senato.

  11. dan

    Ma quanto velocemente si può fare la legge elettorale? Non c’è da fare riforma costituzionale per il discorso del senato?

  12. FaustoB

    @UQBAL veramente Civati ha sempre proposto di andare a votare con il vecchio Mattarellum e ora, preso atto dell’iniziativa del Segretario del PD, propone modifche al Renzusconi. Per la precisione.

  13. metiu

    Non se ne esce.
    Se Renzi rifiuta dopo tutto il bla bla bla sul “fare” che ha fatto fa la figura del codardo.
    Se Renzi accetta si logora per tutte le ragioni che sappiamo.
    Insomma, ve la siete giocata proprio male e vi hanno fregato.
    Avanti i prossimi!

  14. ErniTron

    Ho fatto l’esercizio e poi ho letto l’articolo. La soluzione è la non-soluzione.
    – Letta continua a vivacchiare promettendo cose che non riuscirà a fare
    – Renzi prova a fare passare la legge elettorale
    – Napolitano continua a sondare alternative che non esistono

    Tutto questo può durare finché:
    A. Renzi incassa la legge elettorale e poi stacca la spina
    B. Renzi non porta a casa nessun risultato ma stacca la spina lo stesso per non logorarsi (roulette russa)
    C. Arriva una nuova spaventosa crisi economico-finanziaria e l’apocalisse sociale che manda a casa tutti

    Spero in A. Consapevole che B+C hanno maggiori probabilità.

  15. Davide Lorigliola

    Da piccolo lettore del post apprezzo molto gli esercizi di analisi politica fatti da chi ha risposto al Direttore. Da parte mia, non posso che rilevare come Luca Sofri sia l’unico che abbia suggerito a Letta di dimettersi. E di dimettersi per le buone ragioni spiegate nel discorso, senza staffette o accordi già presi con quello che sarà il suo successore. Di dimettersi e basta, perché è giusto così, ed é giusto che sia Napolitano a trovare la soluzione. (Così come, mi si permetterà, Renzi non deve accettare l’incarico semplicemente perché non lo abbiamo votato per quello, ma per l’esatto contrario)

  16. cinziaopezzi

    con 60 milioni di italiani che vanno contemporaneamente a lourdes, e forse anche con i soli rappresentanti politici di ogni ordine e grado, potremmo finalmente far collassare il sito e incarognire la patrona, che potrebbe non essere del tutto estranea alla situazione italiana, se ha cercato di accogliere tutte le contrastanti preghiere che sicuramente ha ricevuto in merito al nostro pacifico paese

  17. Lazarus

    Però ora pare che Napolitano abbia fatto una scelta ulteriore che è quella di dare il via libera a Renzi al governo senza elezioni, quindi ora è tutta battaglia interna al PD. E questa purtroppo non è una buona notizia.

  18. ezeeee

    Non c’è dubbio che un governo diverso con la stessa maggioranza (circa), di certo non potrà essere molto diverso dal suo predecessore, ma come trovare una nuova maggioranza? Non nuove elezioni, soprattutto non con questa legge elettorale, quindi? Io credo si debba mettere sul piatto qualcosa che possa unire forze diverse (e penso ahime a PD e M5S), in che modo? Ricominciando dal punto di partenza. Come? Dimissioni di Napolitano (che sarebbero anche in linea con tutto quanto da lui stesso affermato) ed elezione di un nuovo PdR che sia in grado di cementare una nuova maggioranza.
    Io credo.

  19. pulcio

    tutto chiaro, verosimile e finanche possibile…
    ma quello che mi chiedo prima, è: cosa vi aspettavate da un governo come questo (e, meglio ancora: cosa vi aspettate da un governo di renzi?)?

  20. Marco 67

    Qualcuno mi dovrebbe spiegare però come si può pensare di fare molto di più di Letta con la stessa maggioranza e gli stessi uomini…

    Sono sicuro che Renzi ne abbia piena consapevolezza (chi ce lo fa fare) quindi qualcosa mi sfugge…

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  22. ulisse85

    Tutto perfetto, tranne un piccolo dettaglio. Sono già due anni almeno che Napolitano ha ordinato di fare la legge elettorale. Chi garantisce che ora questa verrebbe approvata rapidamente?

  23. lorenzo68

    Letta era già un cadavere ancora prima che fosse nominato Presidente del Consiglio.

    L’errore madornale di Napolitano è stato quello di accettare il suo ritorno: e noi cittadini sotto Napolitano siamo morti due volte non ve lo dimenticate.
    E quando verranno tolti i finanziamenti pubblici ai giornalai e il pane comincerà a mancare sulle vostre tavole che i figli cominceranno a patire la fame vedrete che anche il Sofri anziano prima di postulare cazzate sull’Ucraina (paese nuovo per antonomasia che noi la rivoluzione l’abbiamo fatta bruciando nei campi di concentramento) avrà l’ardire di scegliere il silenzio come forma di protesta piuttosto che l’inchiostro.

  24. andrea61

    Se avessi la soluzione probabilmente sarei un genio o un veggente, farei un altro lavoro e sarei milionario.
    Personalmente credo che per poter uscire dal cul de sac in cui siamo caduti e proprio per segnare un cambio di orizzonte, la prima cosa che dovrebbe accadere sono le dimissioni di Napolitano e la elezione di un nuovo PdR. Napolitano si é speso troppo personalmente e per troppo tempo su una strada, quella delle larghe intese, che alla fine si é rivelata, se non fallimentare, almeno poco funzionale.
    Il mio non è né un giudizio sulla persona nè una critica alle decisioni prese che anche a me sembravano logiche in quel momento. Ma la valutazione dei risultati oscilla tra il mediocre e il negativo. Non solo le larghe intese non ha prodotto la scossa che si richiedeva ma addirittura i continui e pressanti richiami di Napolitano sono caduti sistematicamente nel vuoto. E allora, ha senso continuare su questa strada ?
    Io credo di no e per questo ritengo che chi l’ha proposta, supportata e difesa deva fare un passo indietro per se stesso e per dare maggior credibilità al cambio di scenario.
    Lasciare tutto immutato sostituendo Letta con Renzi mi sembra invece una sorta di accanimento terapeutico che ha il solo scopo di regolare i conti all’interno del PD.

  25. lorenzo68

    Due cose su Renzi se accettasse di sostituire Letta:

    a) tu sei già bruciato le braghe consumando la fiducia della tua unica benzina politica: gli italiani.

  26. lorenzo68

    Per sottolineare come da tempo vado a sostenere che il PD sia un partito MORTO:

    votata la sfiducia a Letta e votata la fiducia a Renzi? Ma che razza di partito sarebbe questo qui?

  27. Qfwfq71

    Letta e Renzi si mettano daccordo.
    Letta porta avanti il governo e si prende le responsabilità delle inconcludenze.
    Renzi continua a fare il salvatore della patria senza portafoglio, portando a casa almeno la legge elettorale e presentandosi come uomo nuovo.
    Renzi vince le elezioni, ottiene una maggioranza fedele (per quanto possa essere fedele un gruppo di Piddini, ancorchè di maggioranza renziani), e un governo stabile.
    In cambio Letta riceve incarichi di prestigio che gli consentiranno di non essere totalmente bruciato per la futura carriera (presidenza della camera? ministero dell’interno? boh vedano loro).

    Tutto sarebbe più semplice se noi elettori avessimo meno livore nel giudicare le cose, la smettessimo di sperare nei salvatori della patria (Berlusconi, Griullo, Monti, Letta, Renzi), e fossimo più inclini a considerare le oggettive difficoltà che incontra chiunque prova a governare

  28. Lazarus

    Non credo sia colpa del livore degli elettori, che peraltro hanno tutto il diritto di essere inaspriti visto il penoso spettacolo offerto in queste ultime ore. Gli elettori possono fare ben poco quando tutto viene deciso dalle correnti e dai gruppi di potere, diamine secondo la brillante legge elettorale uscita dall’accordo Renzi-Berlusconi non possono nemmeno votare chi gli pare, tutto già deciso dai partiti.
    Ci sono oggettove difficoltà a governare? per questo ci sono anche a vivere la vita di tutti i giorni e ti assicuro che per molti le difficoltà sono ben maggiori, anche se di nessun interesse per i politici. Sì forse siamo davvero livorosi, ma per fortuna aggiungo io, vuol dire che conserviamo capacità di giudizio e spirito critico.

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