Quaranta vale quaranta

Poiché siamo un paese in cui tutti dicono di volere il cambiamento, ma appena viene prospettato tutti dicono allora che è troppo diverso da prima, è difficilissimo ottenere dei grandi risultati elettorali coinvolgendo sia messaggi innovatori che messaggi rassicuranti. Ed è difficilissimo compattare il proprio elettorato tradizionale e insieme attirare voti nuovi, che è il modo con cui si vincono le elezioni e dovrebbe essere la principale ambizione elettorale di qualunque partito.

Come dimostrano alcune reazioni di queste ore (quelli che dicono che loro erano renziani da prima, oppure accusano quelli che sono arrivati dopo; quelli che vanno casa per casa e tweet per tweet a cercare vendette e piccole soddisfazioni; quelli che accusano, qualcuno, qualcosa; quelli che riescono a sminuire un 40%; io stesso che elenco tutti questi) siamo gente faziosa, scontenta, insicura e in cerca di affermazione di sé attraverso piccole vittorie volatili e costruzioni di nemici. Sfottiamo l’avversario prima ancora di aver abbracciato il compagno. Per questo Matteo Renzi ha fatto una cosa straordinaria e per questo il risultato del PD è una cosa straordinaria: Renzi ha ottenuto che si unissero e partecipassero a un successo comune tantissime persone – come non si era mai visto -, che un attimo prima e un attimo dopo erano tentate dagli atteggiamenti di cui sopra. Hanno smesso di farlo per un attimo, e hanno smesso per votare il partito di Renzi, malgrado le perplessità – assai varie e differenziate: pensate a un ex elettore di SEL, a un bersaniano, a un civatiano, a un elettore di Berlusconi, e ci sono tutti – di molti di loro.

Aver ottenuto questo è un grande successo: è il maggiore successo che si possa ottenere, alle elezioni, l’ambizione di qualunque leader politico. E chi contesta a Renzi – i patiti della minoranza presunta eletta – di aver vinto grazie a voti “non del PD” non ha capito molto della politica, implicando che il PD si definisca per un elettorato rigido e immutabile, che di conseguenza non consentirebbe mai una vittoria, al massimo potrebbe recuperare o perdere qualche indeciso, sempre i soliti.
Invece sono “del PD” quelli che domenica hanno votato PD: anzi, mostrano e confermano esattamente le opportunità tanto irrise della natura stessa del PD, del suo progetto inclusivo, della “vocazione maggioritaria”. Quello che ha fatto Renzi è convincere del suo progetto il 40% degli elettori, che ovviamente sono soprattutto di sinistra, ma anche di centro, molti.
Sono “del PD”, e benvenuti. Non c’è prima e seconda classe, in democrazia.

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14 commenti su “Quaranta vale quaranta

  1. Paolo

    Le parole, e i numeri, sono importanti: “il 40% degli elettori” sta per “il 40% dei voti validi espressi”, che non è il 40% dei votanti (è il 38,65% dei votanti) e nemmeno il 40% degli aventi diritto al voto, aggregato che nel sito del Ministero dell’Interno è, guarda caso, denominato “elettori”.
    http://elezioni.interno.it/europee/scrutini/20140525/E0000000000.htm
    Gli undici milioni e passa voti del PD corrispondono dunque al 22,68% degli “elettori”. Naturalmente un ridimensionamento simile va applicato anche alle percentuali degli altri partiti.
    Lo stesso Renzi pare consapevole della cautela con cui è necessario accogliere il risultato (straordinario rispetto alle aspettative): chi può dire come si orienteranno in futuro coloro che si sono astenuti in queste elezioni?
    Grazie comunque per avere evitato almeno l’abominevole “il 40% degli italiani”

  2. tonio

    In questo momento paragono il Pd alla città di New York, un melting pot politico acceleratore di speranze.

  3. xabaras_1

    Personalmente è la prima volta in vita mia (ho quasi 50 anni) che ho votato PD e l’ho fatto solo perchè c’è Renzi che sta dimostrando di fare cose concrete e valide anche se si deve barcamenare in una coalizione con gente come Alfano. Non sarà il massimo, non sarà il mio ideale, ma, NEI FATTI, è la persona più adatta ed il programma migliore che si può sperare di avere, adesso come adesso. Le alternative sono solo chiacchiere.

  4. Robdale

    Io sono anni che voto Pd (o come cavolo si è chiamato nel corso degli anni). Ma domenica è stata la prima volta che ho votato pensando che al comando ci fosse uno bravo e capace.

    Potrei anche essere smentito, chiaro. Ma almeno voglio dargli il tempo e la possibilità.

  5. lubu63

    L’ha già detto qualcuno che il grande sconfitto è Bersani ? Oggi si è dimostrato che i voti erano solo parcheggiati da Grillo e che purtroppo abbiamo perso un anno guardando le cose peggiorare.

  6. Marco 67

    Già!, li senti quelli che minimizzano, snobbano, sviano, si arrampicano su specchi irrimediabilmente scivolosi.
    Ieri ha cominciato Travaglio dando a Grillo (se non c’era lui…) persino la peternità di questa vittoria di Renzi.
    Come se il PD di Veltroni e tutto quello che comportò di travaglio (minuscolo), riflessione ed evoluzione in casa della sinistra fosse poco più che un marginale dettaglio…

  7. rodo

    Poche balle, per la “sinistra bene” i voti raccolti da Renzi un po” puzzano.
    Loro sono abituati ai salotti intellettuali, a loro piace il “pochi ma buoni” della lista Tsipras.

  8. uqbal

    Lubu63

    E’ lampante, però bisogna aggiungere una cosa: Bersani le primarie le ha vinte contro Renzi, la prima volta. Era un po’ tutto il popolo della sinistra, o delle primarie o di quel che si vuole, che si era attardato.

    Poi, certo, Bersani ha deluso tutti, però non è che abbia fatto niente di diverso da quel che aveva promesso. Anche gli elettori di sinistra erano un po’ seduti, insomma. Questo tanto per non pensare che le masse abbiano sempre ragione e il politico di turno, in questo caso Bersani (che pure è stato insipiente e scorretto a dire poco), torto.

  9. lorenzo68

    E infatti. Bersani le primarie le aveva vinte contro Renzi.

    Ma questo risultato rimane comunque bugiardo. Tenendo conto che il porcellum avrà vita ancora lunga pensate che non ci saranno le solite allenze alla prossima tornata elettorale?

  10. lubu63

    Le aveva vinte bloccando ‘democraticamente’ l’accesso al secondo turno a chi non aveva votato al primo, ricordatevelo.

  11. lorenzo68

    Mi sembra ragionevole. Altrimenti facciamo come quelli che vogliono entrare allo stadio gratuitamente solo perchè è cominciato il secondo tempo.

  12. lubu63

    Non mi sembra un esempio azzeccato, se pago mi fanno comunque entrare. Succede nella maggior parte delle elezioni con ballottaggio. Ti pare che si possa eleggere il Presidente della Francia votando solo al secondo turno e non il Segretari o il candidato premier di un partito. Mi pare che alla fine i fstti mi danno ragione. Aggiungo che in tanti, me compreso, avevano allora votato m5s.

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