Come funzionano sondaggi e analisi elettorali

Al forte il generale chiama a rapporto un soldato e gli dice: «Soldato, vai nel bosco a fare legna per l’inverno». Il soldato va e ritorna con un carico di legna. «Bene, ma basterà per questo inverno? Farà freddo o molto freddo? Sulla montagna c’è un vecchio capo indiano che sa prevedere quanto sarà freddo l’inverno, va’ e chiedi a lui!».

Il soldato sale sulla montagna dal vecchio indiano e gli chiede quanto sarà freddo l’inverno prossimo. «Augh! Aspetta…», l’indiano si mette una mano sulla fronte e guarda lontano, poi dice: «Quest’inverno… farà molto freddo». Il soldato torna al forte e riferisce al generale che allora ordina al soldato di andare a fare un’ulteriore provvista di legna nel bosco. Il soldato va e ritorna con un ulteriore carico di legna. «Bene bene, ma siamo sicuri che basterà per questo freddo inverno? Corri dal vecchio indiano e chiedigli se farà veramente molto molto freddo». Il soldato ritorna dal vecchio indiano e gli rifà la domanda. L’indiano si rimette la mano sulla fronte e guarda lontano, poi dice:
«Quest’inverno farà davvero molto molto freddo».

Il soldato torna al forte a riferire. Il generale allora gli ordina di andare ancora nel bosco a raccogliere più legna. Dopo un altro carico di legna il soldato torna al forte. Ma il generale non è ancora convinto che sia sufficiente, se farà davvero così freddo. Quindi ordina al soldato di ritornare dal vecchio indiano e di chiedergli se farà un davvero freddo o un freddo che non si è mai visto. Il soldato ritorna ancora dal vecchio indiano sulla montagna e gli fa la solita domanda.
L’indiano stringe gli occhi, muove lo sguardo intorno a sé, e risponde: «Quest’anno farà un freddo che non si è mai sentito prima!». Il soldato torna a riferire al generale, impressionato, che stavolta gli chiede: «Ma come fa il capo indiano a sapere se farà così tanto freddo? Voglio che vai a chiederglielo».
Il soldato allora va, sale ancora sulla montagna, e riferisce al capo indiano la domanda del generale: «Come fai a capire quanto freddo farà?». E l’indiano risponde: «Ah, io non ne ho idea, ma vedo che giù al forte stanno raccogliendo tantissima legna!».

10 commenti su “Come funzionano sondaggi e analisi elettorali

  1. stefano_p

    Sì, ma la storiella (tra l’altro un evergreen di Berlusconi) non spiega il flop sul PD. Spiega in parte la sovrastima sul M5s, ma non l’errore di valutazione sul PD. Poi, pare che sia un problema solo italiano quello dei sondaggi politici errati. Noi mentiamo più che all’estero, sembra.

  2. lorenzo68

    Mi sia concesso di fare ciò che gli stimati della carta non hanno fatto. Sofri compreso.

    Renzi stravince sfondando la soglia del 40%; Berlusconi, ormai putrefatto, tiene con un 16 % (che sembra poco e invece è tantissimo) e si riconferma ago della bilancia della politica italiana; il resto delle frattaglie (Ncd e Scelta Europea), racimolano un complessivo 5% e consolidano la linea Maginot dell’inciucio tanto caro a Napolitano. In definitiva, il paese si risveglia più democristiano del solito, scegliendo in modo inequivocabile una politica economica improntata ai diktat della Germania (vedi fiscal compact), alla precarizzazione (vedi decreto lavoro) e al consolidamento dell’intangibilità della casta (lo scandalo dell’Expo e il favore alle mafie sul voto di scambio non hanno spostato un voto, anzi). Un paese più morto di prima.

  3. layos

    Io credo che un pezzo del problema sia che l’elettorato è molto fluido. Conosco personalmente gente che ondeggia fra 5 stelle, Tsipras e Lega come se fossero più o meno la stessa cosa. Gente che segue la politica sueprficialmente e si lascia incantare da questo o quell’altro claim più o meno in linea col suo sentire: “no euro” “basta immigrati” “meno tasse” ecc.. Cosa che grazie alla padronanza (in senso lato) dei vecchi media, consentiva a Berlusconi di fare carne da macello degli avversari, avendo questo terriorio di caccia elettorale praticamente in esclusiva.

    Siccome i sondaggi sono una fotografia, questa gente in perpeuto movimento fa si che la foto venga sempre mossa. In più c’e’ un altro aspetto che è come la gente si sente e come si è sempre proclamata. Uno che è sempre stato di destra fa fatica ad ammettere di votare il PD e viceversa. E’ il motivo per cui spesso in passato è stato sottostimato Berlusconi, perchè tanta gente pur ritenendolo in linea con le proprie esigenze si vergognava di ammettere di votarlo per i suoi scandali.

    Renzi ha portato tanti voti al PD ma probabilmente non ancora un’adesione idelogica così radicata da far ammettere chi lo vota di votare il PD o, addirittura, di sentirsi del PD.

  4. Edoardo la Sala

    Eppure se si confronta l’ultimo sondaggio SWG diffuso prima delle elezioni con i risultati finali a me pare, PD a parte, che enormi cantonate non ce ne siano state, considerando il gran numero di incerti. Di seguito l’errore commesso partito per partito:

    PD -6.0
    M5S 2.8
    FI 2.3
    LEGA NORD -0.6
    NCD 0.8
    TSIPRAS -0.3
    FI – 0.9
    VERDI 0.1
    SCELTA E. 1.4
    IDV 0.3

    C’è poi un aspetto che nessuno prende in considerazione, perché ci si focalizza sempre e solo sull’errore statistico dato dal campionamento che però è solo una parte dell’errore che si può commettere. Per esempio l’SWG per questo stesso sondaggio per raggiungere la numerosità campionaria di 2000 unità ha dovuto effettuare 9400 contatti. Ovvero 7400 persone, selezionate secondo il campione stratificato e ripetuto, o non hanno voluto rispondere o non sono state raggiunte. Sicuri che questo non sia un bel bias di cui tenere conto?

  5. martineden

    @edoardo: il 6% sul 34% é uno scarto colossale. @luca. Confesso che mi sfugge la pertinenza dell’apologo. I sondaggisti non credo intervistassero soggetti da loro stessi influenzati ( a meno che non sospetti che pongano domande che invitano a rispondere in un certo modo. Allora se è cosi, scusa). Questa puó spiegare la cantonata dei sondaggisti piú schierati, ma non spiega la topica di quelli piú seri. Dico la mia: usano modelli basati sui dati elettorali storici, intervenendo in modo marginale sulla base delle interviste che fanno. Cosí facendo toppano gli eventi poco prevedibili, cioé i “cigni neri” elettorali (il pd al 41 é un cigno nerissimo) . Insomma per me é una questione di metodologia inadeguata.

  6. pifo

    “Forecasting is the art of saying what will happen and then explaining why it didn’t.” (Anonymous)
    “Prediction is very difficult, especially if it’s about the future.” (N.Bohr)
    “Some things are so unexpected that no one is prepared for them. ” (L.Rosten)
    ” It is far better to foresee even without certainty than not to foresee at all” (H.Poincare’)
    ” It is often said there are two types of forecasts … lucky or wrong” (Anonymous)

    Di battute e storielle divertenti sulla scienza della previsione se ne raccontano da decenni, spesso autoironicamente, all’interno degli stessi ambienti accademici, universitari o sugli stessi testi sacri.
    Resta pero’ il fatto che quella della previsione resta una scienza che, come tutte le altre scienze, merita rispetto e considerazione, soprattutto da parte di coloro che ne ignorano i principi, perche’ su di essa si fondano applicazioni pratiche di uso quotidiano o meccanismi economici divenuti irrinunciabili, perche’, al pari di altre scienze, non ha gradi di precisione assoluta e perche’, esattamente come accade per tutte le scienze, e’ popolata anche da incompetenti, cialtroni, incapaci o persone comunque motivate da altri interessi. Saluti.

  7. looreenzoo

    Pifo, ma che vuoi che ne sappia Sofri di sondaggi, previsioni, scienze sociali? Renzi ha vinto, chi se ne frega di tutto resto!

  8. layos

    Non vorrei che ci dimenticassimo in tutto questo l’uso che è sempre stato fatto dei sondaggi a fini di propaganda. Mettere un partito fra quelli che vengono rilevati o metterlo negli “altri” ad esempio, cambia in modo sostanziale per il partito medesimo, che si vede comunque menzionato nei principali media che citano il sondaggio. Spesso i partiti più piccoli commissionavano sondaggi con lo scopo di comparire fra i citati. E molti sfruttano l’effetto trascinamento, non è un caso che ci siano società di sondaggi di “area” più vicine a questo o quel movimento e nelle cui rilevazioni il partito di quell’area risulta sempre sovrastimato rispetto a quelli della concorrenza. Infatti io ormai faccio sempre una media ponderata, per valutare le rilevazioni, fra vari sondaggi di agenzie diverse per collocazione (essendo professionisti lo fanno sulla base di chi li paga, non certo per influenzare il voto).
    Non è un caso che, credo unica nazione del mondo libero, abbiamo un divieto di divulgazione dei sondaggi nei 30 gg che precedono le elezioni, blocco che ormai, per chi ha un filo di dimestichezza con Internet, è molto facilmente aggirabile. La spiegazione è l’uso propagnadistico che se ne fa, sperando nell’effetto “carro del vincitore” dei tanti indecisi dell’ultimo momento.

  9. Edoardo la Sala

    @martineden in realtà è 6% su 40.8 che è un po’ meno colossale (:-) ma avevo appunto, nel mio giudizio, escluso la previsione sul PD e dato una giustificazione a tale errore considerando il 17% (mi pare, vado a memoria) di indecisi segnalati da SWG. Poi non pare anche a te che intervistarne 9400 per avere 2000 risposte possa creare qualche problema alle stime?

  10. martineden

    @edoardo. per la legge dei grandi numeri, è impossibile che gli indecisi abbiamo poi scelto in maniera preponderante lo stesso partito. Era sbagliata la stima anche prima dell’impatto degli indecisi. riguardo allo scarto risposte/interviste, non sapevo che il processo fosse così inefficiente. bisognerebbe capire perché.

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