La misteriosa logica di Zoggia e di tutti noi

Due giorni fa in un’intervista su Repubblica Alessandro Baricco ha detto questa cosa, a un certo punto:

«Bisogna stare sempre attenti alla prima reazione automatica»

Banalità, dirà qualcuno. “Lo diceva sempre anche mia nonna”, mi ha risposto uno su Twitter, dove avevo incollato la frase. E di certo nell’intervista c’erano cose più originali e apparentemente più attuali, dette da Baricco. Ma io mi sono segnato quella, perché invece la trovo attualissima, e se è una banalità, è una banalità predicata poco e razzolata niente. Se le si desse seguito, le nostre giornate e i nostri mondi sarebbero completamente diversi.

Prendete un esempio recente. Poche settimane fa Lilli Gruber si è arrabbiata durante una puntata del suo programma, e qualche giorno dopo ha smesso di condurlo (ha ripreso ora da tre giorni). La “reazione automatica” di molti, in giro, è stata “è arrabbiata con la rete per l’invadenza di Floris, e ce l’ha con Mentana, e si sente trascurata” e quindi “per protesta non va in onda”. Adesso, lasciamo perdere il fatto che Lilli Gruber sia invece stata male di salute e che in molti pretendiamo di avere opinioni sapute senza sapere un accidente (è normale, non sapere un accidente: ma bisognerebbe ricordarsene, e moderare le opinioni sapute).
Ma la cosa strana di questa reazione automatica, è che era del tutto priva di logica: una teme per il suo programma e per la sua visibilità, e di conseguenza decide di non andare in onda e sparire? Basta pensarci, ed è una scemenza.
Basta pensarci.

Così sono le reazioni automatiche: il loro problema non è che siano sbagliate di per sé, è che avvengono prima di pensare e rimuovono il pensiero.

Prendete Davide Zoggia, antirenziano del PD, che oggi è intervistato sul Corriere della Sera: e prendiamo per buono che abbia detto le cose riportate. Zoggia ce l’ha con Renzi, e nella contrapposizione Renzi-CGIL, sta con la CGIL e contro Renzi. E quindi, mentre Renzi e la CGIL cercano di guadagnare alla loro parte il consenso desiderato e i media aizzano la contrapposizione, che è tutta fatta di comunicazione e consenso, Zoggia ragiona così.

«è inevitabile pensare a certe coincidenze… No, dico: alla Leopolda, Davide Serra, il finanziere vip amico di Renzi, prende la parola e dice cose gravi e inaccettabili sul sindacato e sul diritto allo sciopero e poi, tre giorni dopo, che succede? Succede che i poliziotti vedono gli operai, abbassano la visiera del casco e caricano…».

Zoggia allude, in una formulazione retorica assai diffusa e complottarda (la grande figura storica delle “coincidenze”), a un nesso logico che non dice tra due cose che dice. Con un ammiccamento tipico, quello tra “a chi volete raccontarla?” e “ci siamo capiti”. Quello su cui ci siamo capiti, per Zoggia – escludendo che ipotizzi addirittura che i poliziotti abbiano una sudditanza psicologica nei confronti di ciò che dice Davide Serra – è che ci sarebbe un mandato del governo a usare la violenza, in un unico grande disegno contro il sindacato egli operai. E tutta questa dinamica dialettica e di pensiero è ormai così radicata nelle nostre vite quotidiane, che adesso arriveranno da una parte le indignazioni e le richieste di prove (“faccia i nomi! dica cosa sa!”) e dall’altra le risposte all’ammiccamento, pesci col sorrisino, attaccati alla lenza (“è ovvio, vedi, fate due più due, a chi pensano di raccontarla…”).

Nessuno però che faccia a Zoggia e agli altri che hanno fatto ieri simili allusioni la domanda più sensata, se uno si ferma a ragionare e a usare la logica. Che è: ma secondo te, se Renzi vuole fare fuori il sindacato e ottenere una vittoria e convincere ulteriormente gli italiani che lui è buono e il sindacato cattivo, fa caricare gli operai dalla polizia?

Facci sapere la logica, Zoggia.

Altre cose:

11 commenti su “La misteriosa logica di Zoggia e di tutti noi

  1. Raffaele Birlini

    Anche accostare la Gruber a Zoggia è illogico. La Gruber, stando alle poche notizie che girano quando il soggetto coinvolto fa parte del circo mediatico, era in trattativa per il rinnovo del contratto, per altri colleghi giornalisti stava progettando di passare in Rai, per altri ancora non aveva gradito la disparità di trattamento fra dipendenti di La7. Cosa c’è di reazione automatica nel fare ipotesi su ciò che non viene trattato dagli organi di informazione? La privacy entra in funzione con alcuni, come la signora Gruber, che non si sapeva se era malata oppure no, figurarsi sapere che tipo di malattia o dove e chi se ne stava occupando. Privacy che però viene meno quando si tratta di mettere alla gogna un nemico del partito o un vipetto famoso ma privo di conoscenze adeguate per tenerlo al riparo dal gossip. Un personaggio pubblico è tale sia che faccia il giornalista o il politico, a meno che si voglia fare distinguo e tirare una linea di superiorità antropologica anche in base alla professione svolta. Pertanto è altrettanto irrazionale e scorretto prendere, come fa Lei, le ipotesi sul misterioso ritiro prolungato dal palcoscenico mediatico della signora Gruber (che l’accento sul rispetto della privacy sia anche o piuttosto una forma di cavalleria nei confronti del sesso femminile?) e paragonarle al produrre complottismo per scopi di guerriglia politica. Non solo, ma ipotizzare che vi sia una relazione tra il fare o meno il proprio mestiere in tv e l’avere problemi contrattuali con il capo di quella tv ha molto, ma molto più senso che ipotizzare coincidenze fra il comportamento della polizia e l’atteggiamento dei renziani nei confronti della Cgil. Tiri Lei le somme.

  2. Luca Croce

    Eppure, sembra incredibile, ma questo schema è più che collaudato nelle logiche complottiste.
    La risposta che si riceve, quando si fanno osservazioni simili a questa (“ma secondo te X sarebbe così scemo da fare la cosa Y che smaschererebbe così palesemente i suoi piani?”), è una capriola logica che lascia senza parole:
    “Infatti!”, ti dicono con aria trionfante, “proprio perché questa cosa sembra così sgangherata che la fanno, così tutti dicono, ‘Ma no, non è possibile che sia così scemo…'”
    Giuro che l’ho sentita e letta più volte questa cosa.
    Quindi Renzi ‘combatterebbe’ i sindacati nel modo più stupido, perché così la gente non pensa che sia possibile che lui faccia una cosa così stupida…
    Voilà.

  3. Luca Sofri

    Mi sa che Birlini non ha letto con attenzione: il tema era che l’ipotesi che Gruber temesse di perdere visibilità e spazio, e di conseguenza non andasse in onda e sparisse, era privo di logica. Da cui la similitudine con il caso Zoggia.

  4. RaelIAK

    Premetto che ritengo decisamente poco corrette le allusioni di Zoggia, e quindi e comunque condivisibili i dubbi metodo/logici di Luca Sofri.
    Sperando di non cadere inconsapevolmente nel complottismo (come di finire decisamente OT), rimane pur sempre possibile l’opzione Renzi fa caricare gli operai dalla polizia non tanto per convincere ulteriormente gli italiani che lui è buono e il sindacato cattivo ma “semplicemente” per vedere come reagiscono gli italiani, ben altrimenti ed altrove convinti, a questo fatto. Una specie di lento e ponderato forzare la mano.
    A ben vedere, p.e., a Genova ha funzionato piuttosto bene.

    Non è quello che credo sia successo. Ma era solo per dire che una eventuale logica non fantascientifica ci potrebbe pur essere.

  5. lucapareschi

    Scusami, ma è più complicata di così. Mi rifaccio a letteratura sociologica ampiamente accettata e pubblicata nel dibattito scientifico come “neoistituzionalismo”, che si rifà alla realtà come costruzione sociale: in breve, la realtà è prodotto delle interazioni umane, da cui discendono istituzionalizzazioni di credenze e opinioni, che via via divengono radicate nel patrimonio collettivo.
    Quindi, nel caso in oggetto: io certo non immagino che Renzi voglia manganellare gli operai. Allo stesso tempo, screditare continuamente i sindacati e delegittimarne il ruolo istituzionale, indicandoli come ostacoli sulla rotta delle riforme, provoca delle conseguenze. Può essere che vengano davvero visti come un nemico e che qualcuno, fra le forze dell’ordine, ti prenda troppo sul serio.

  6. Linux

    Dovremmo credere che tutte le nostre azioni siano guidate dalla logica, e non anche da azioni illogiche.
    Non penso che Renzi abbia responsabilità nelle manganellate agli operai, ma non escludo che anche Renzi possa commmettere qualche azione illogica, fino a prova contraria è un essere umano pure lui.
    E poi, al di là del caso specifico, questo atteggiamento di superiorità nei confronti di chiunque avanzi ipotesi di complotti è equivalente a chi vede complotti ovunque, in ogni caso tutti pensano di “saperla più lunga” degli altri.

  7. gianmario nava

    inferire sulla base di elementi vaghi, incerti ed incompleti è una funzione cognitiva piuttosto basica che ci permettere di orientarci nel mondo
    certo a costo di qualche errore, che in genere serve per riorientare l’inferenza
    è un meccanismo di sopravvivenza
    ma qui siamo di fronte ad una coazione a ripetere piuttosto sclerotica di moduli fissi
    manca la capacità adattiva al riorientamento
    è un buon modo per NON sopravvivere

  8. Effe

    Il consiglio di Baricco è una regola di buon senso e se fossimo in un mondo perfetto il buon senso coinciderebbe col senso comune:
    in quel caso non esisterebbero né risposte poco ragionate (vedi Zoggia) né facili slogan (vedi Serra).

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  10. marquinho2

    Ho visto che non avete scritto niente sulle dichiarazioni di Pina Picierno. Se avete omesso la cosa perché ormai considerate l’eurodeputata campana una freak al pari di Gasparri o Santanché sappiate che sono d’accordo con voi.
    Quanto alle dichiarazioni di Zoggia va fatto un discorso un poco più complesso. Ci sono funzionari zelanti, funzionari poco zelanti e funzionari troppo zelanti. I funzionari troppo zelanti hanno la tendenza a leggere tra le righe a interpretare le situazioni. All’inizio di questo secolo nel capoluogo ligure funzionari troppo zelanti interpretarono certe visite di alti esponenti del cds come un “basta coi rossi”, da lì nacquero le macellerie messicane e le stanze di tortura. Il fatto che nessuno abbia avuto la carriera rovinata da quegli episodi fa sorgere il dubbio che forse non ci sia stata di una cattiva interpretazione.
    Qualche funzionario troppo zelante della questura romana potrebbe aver interpretato discorsi leopoldini come un “basta con quei rompicoglioni dei sindacalisti” e comportarsi di conseguenza.
    Compito del governo è fare capire che si è trattato di una cattiva interpretazione. Non è possibile che in Italia paga solo chi fa discorsi assurdi sulle mamme.

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